Stress Test Banche: Cosa Accade in Italia?

Scritto da Paolo Tritapepe.

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stress test banche.jpgStress Test Banche: Cosa Accade in Italia?
Se ne sente sempre più parlare, ma non sempre capiamo bene in cosa consistono e quali sono le loro finalità. Vediamo insieme cosa sono gli stress test banche e quanto sono importanti per la nostra tranquillità.

Una definizione per capire

Iniziare offrendo una definizione degli stress test Banche ci sembra doveroso per iniziare, intanto, a delimitare il campo verso cui muoverà tutto il ragionamento di comprensione. Si tratta, in sostanza, di un programma di valutazione del capitale detenuto in riserva dalle Banche al fine di fronteggiare le situazioni economiche più complicate. In sostanza i test sono rivolti a prevedere se gli Istituti sono effettivamente in grado di reggere eventuali periodi di grande difficoltà, ossia di stress economico e finanziario.


In Europa guida la BCE

Nel nostro Vecchio Continente è la Banca Centrale Europea a guidare la gestione degli Stress Test Banche. Alla base sussiste l’importante accordo chiamato Basilea II in cui questi stress test sono reputati fondamentali per la valutazione del rischio di credito: è previsto che gli istituti facciano le prove con riferimento alle probabili situazioni di peggioramento del ciclo economico.

La situazione in Italia

Gli stress Test Banche applicati agli Istituti nostrani hanno saputo reggere bene, secondo quanto evidenziato dalla BCE e conseguentemente sottolineato anche dalla presidenza dell’ABI. Cinque sono le grandi Banche scelte dagli organi europei e promosse, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi di Siena, Ubi Banca e Banca Popolare, mentre dall’ABI giungono conferme anche sulla capacità di resistenza degli Istituti minori.  Ricordiamo, però, come hanno fatto ricorso a prestiti pubblici Mps e Banco Popolare per raddrizzare in parte il patrimonio e pareggiare il distacco rispetto agli altri grandi gruppi nelle capacità a fronteggiare situazioni di crisi.

Per noi clienti Italiani, quindi, sono prospettati periodi futuri abbastanza tranquilli grazie a Banche che vantano un solido nucleo del patrimonio che è costituito da utili non distribuiti, dalle riserve, dalle azioni ordinarie dalle obbligazioni con termine minimo a 10 anni.  I Gruppi presenti in Italia hanno mostrato di poter assicurare un “coefficiente di capitalizzazione” Tier1 che supera il 6% il che assicurerebbe capacità di solvibilità anche in scenari economici notevolmente negativi con recessione, calo dei mercati azionari e uno shock sul debito.

Fonte: il giornale.it



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