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Il codice IBAN rappresenta una novità nell'ambito della gestione del conto corrente bancario. Ma è importante che tutti i clienti degli Istituti Bancari lo conoscano e sappiano di cosa si tratta. Qui trovate tutte le informazioni per conoscere e capire il codice IBAN.
La parola IBAN sta a significare, letteralmente, International Account Number ed è un codice che permette di identificare il nostro conto corrente e la banca in cui questo si trova. Una particolarità del codice IBAN è che è costituito da 27 caratteri in cui sono specificate la lettere relative al paese d’origine (nel nostro caso l’Italia), al CIN, ABI, CAB e al numero di conto corrente.
Perché l’IBAN? La ragione per cui il governo Europeo ha deciso l’adozione di questo codice è la volontà di sostituire tutte le coordinate bancarie (ABI, CAB, numero di conto) con un dato unico e più semplice che renderà più pratica e veloce qualsiasi transizione finanziaria all’interno dell’intera Comunità Europea. L’obiettivo è quello di rendere effettivo il passaggio alla cosiddetta SEPA, una sigla che indica un sistema comunitario attraverso cui saranno effettuati tutti i sevizi di pagamento automatici ( bonifici, bancomat, carte di credito) in forma omogenea per tutti i paesi comunitari
Cosa cambia con l’IBAN. In Europa tutti i cittadini, tutte le pubbliche amministrazioni e le aziende potranno svolgere ogni transizione finanziaria (effettuazione o ricezione di pagamenti) all’interno dei confini nazionali e soprattutto tra paesi diversi nella massima sicurezza, semplicità e chiarezza. E questo perché tutti si adegueranno alle medesime condizioni e obblighi e vedranno tutelati gli stessi diritti. Il cambiamento sarà, comunque, graduale così da rendere meno brusco il passaggio dai sistemi nazionali a quello comunitario uguale per tutti i paesi.
Uso dell’IBAN. Al momento del bonifico, già del Gennaio 2008, è diventato obbligatorio indicare il codice: in particolare, al momento del bonifico deve essere specificato l’IBAN del beneficiario (persone, aziende, enti, ecc..). Ovviamente il nostro IBAN sarà indicato dalla persona o dall’ente che dovrà, invece, effettuare un bonifico a nostro favore; quindi sarà bene comunicarglielo!
Trovare l’IBAN Il codice è indicato all’interno dell’estratto conto che la nostra banca ci invia e con cui ci comunica lo stato delle nostre finanze. Naturalmente la banca lo conosce, per cui se ci troviamo a dover ricevere un bonifico e abbiamo l’esigenza di comunicare il nostro IBAN possiamo richiederlo in qualsiasi momento.
I vantaggi per il bonifico . Le ragioni per cui può essere necessario svolgere un bonifico verso un paese estero possono essere diverse. Se abbiamo un parente all’estero o se siamo imprenditori e dobbiamo svolgere un pagamento, potremmo venire a trovarci nella situazione di spostare i nostri soldi verso il paese interessato. Grazie all’IBAN: • è possibile fare un bonifico in piena sicurezza come se si trattasse di un bonifico nazionale. • sono assicurati la stessa sicurezza e rapidità • ovviamente, il codice IBAN renderà più sicuro un bonifico anche se svolto semplicemente sul territorio nazionale • otterremo l’accreditamento per intero dell’importo del bonifico a favore del beneficiario • I tempi massimi per i bonifici saranno specificati e rispettati: nazionale o internazionale, l’operazione richiederà al massimo un giorno lavorativo (contro i tre attuali) • Le banche dovranno fornire informazioni chiare su condizioni e tempi
Gli altri sistemi di pagamento. La SEPA ha l’obiettivo di unificare tutti i sistemi di pagamento all’interno del territorio comunitario. Quindi anche tutte le altre modalità, tra cui i pagamenti con bancomat e carta di credito, saranno resi più semplici e omogenei. L’obiettivo è quello di rendere effettivi tutti i cambiamenti entro il 2010
La SEPA: cos’è? Si tratta dell’area unica in fase di creazione in Europa dove tutti i cittadini potranno effettuare pagamenti e riceverli con maggior semplicità e sicurezza anche superando i confini nazionali. In sostanza, tale nuovo sistema consentirà transizioni più facili indipendentemente dal paese europeo da cui operiamo e da quello verso cui le stesse operazioni sono dirette. Sono inclusi tutti i 15 paesi che hanno introdotto l’Euro e gli altri 12 che hanno una valuta differente, ma che usano comunque l’Euro per le transizioni internazionali.
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