Validità assegno circolare: scadenza e conseguenze

Paolo Tritapepe.

b_200_200_16777215_00_images_stories_scadenza_assegni.jpgUn assegno circolare ha validità precisa che ogni cliente o utente di Banca ha l’obbligo di rispettare per non incappare in problemi legati al cambio dello stesso titolo di pagamento. Concentriamoci sulla validità assegno circolare di cui vogliamo fornire tutte le informazioni più importanti.

L’assegno è uno strumento di pagamento utilizzato da migliaia di clienti di Banca ogni giorno. La validità assegno circolare, quindi, diviene un argomento centrale per chi impiega il titolo di pagamento per saldare committenti e fornitori o per chi riceve un compenso o un rimborso per mezzo di assegno circolare. Ogni assegno circolare ha validità precisa il cui termine non deve essere dimenticato per evitare spiacevoli situazioni e ritardi nei pagamenti o nei rimborsi.

Validità e scadenza assegno



Iniziamo con lo specificare che la validità assegno circolare non è di 30 giorni, ossia non si verifica l’annullamento dell’assegno solo dopo 30 giorni dalla sua emissione. Il limite di 30 giorni vale esclusivamente come termine entro il quale il cliente deve presentare il titolo di pagamento in banca per il suo incasso.


E’ utile specificare, quindi, che la validità assegno circolare è limitata esclusivamente alle eventuali azioni di regresso che possono essere esercitate dal possessore esclusivamente entro trenta giorni.
Comunque, chi riceve un assegno ha l’obbligo di recarsi in banca per incassarlo o cambiarlo entro 8 giorni, se vive nel medesimo comune in cui è stato emesso, o entro 15 giorni se vive in un comune diverso.
Trascorsi tali termini, non si ha il decadimento della validità assegno circolare, ma l’emittente ha il diritto di revocarlo senza che il beneficiario possa agire legalmente.

Validità e Revoca del pagamento

Il punto centrale, quindi, su cui consigliamo particolarmente di porre l'attenzione, è il diritto di revoca del pagamento e non la vera e propria validità assegno circolare.
Un assegno è pagabile anche dopo mesi dalla sua emissione, salvo che la Banca debba necessariamente chiedere il permesso a chi lo emise tempo addietro.
E’ importante per ilo beneficiario, evitare di far trascorrere i limiti massimi di 8 o 15 giorni (su descritti) per non incappare in spiacevoli situazioni in il debitore revochi l’assegno, poiché a quel punto ha tutto il diritto di farlo.

E' bene, comunque, seguire sempre con attenzione le precise indicazioni per il versamento di un assegno.

 

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