Deduzione previdenza complementare

Scritto da Paolo Tritapepe.

b_200_200_16777215_00_images_stories_deduzione_previdenza_complementare.jpgLe numerose riforme che i vari Governi hanno effettuato sul sistema pensionistico per garantirne la sostenibilità, dicono tutte la stessa cosa:  le pensioni del futuro creeranno una folta schiera di pensionati 'poveri', a meno che ciascuno non provveda a crearsi una pensione complementare, che permetta di mantenere uno stile di vita soddisfacente.  Un problema tanto più grave se viene considerato nell'ottica dell'allungamento delle aspettative di vita.

 


Sul fronte dell'informazione non è stato fatto molto per aiutare le persone a comprendere la gravità del problema, anche se il legislatore ha preferito introdurre delle notevoli agevolazioni fiscali per i versamenti volontari. Per quelli effettuati all'interno di un qualsiasi fondo creato per sostenere la previdenza complementare, si può parlare tipologia dei fondi chiuso, tipologia dei fondi aperti o di piano pensionistici individuale (Fip o Pip).

Le agevolazioni previste
Per comprendere la portata di tali agevolazioni fiscali va sottolineata la differenza tra 'deduzione' e 'detrazione fiscale': con la deduzione si sottrae una determinata cifra all'imponibile lordo (ovvero la base su cui viene applicata l'aliquota fiscale relativa al proprio scaglione Irpef), e ciò comporta un risparmio diretto sulle tasse; con la detrazione invece viene applicata un'aliquota fissa che, nel caso delle vecchie assicurazioni sulla vita, è pari al 19%, e che è indipendente dall'imponibile lordo (quindi non ha un effetto diretto sulle tasse).
La previdenza complementare rappresenta l'unica forme, attualmente in vigore, che usufruisce della deduzione.

Le cifre della deduzione
Il legislatore ha stabilito una somma massima che può essere dedotta, ma che rimane comunque molto elevata, ovvero 5164,57 euro per i lavoratori autonomi e i dipendenti del settore privato, che non appartengano a quelle categorie per le quali esistono fondi chiusi o negoziali.
Per questi e per i dipendenti pubblici è stato inserito un doppio limite se vogliono aderire anche ad un fondo aperto o piano individuale: la deduzione non può eccedere il 12% dei versamenti, e comunque fino ad un massimo di 5164,57 euro.
Infatti per i lavoratori che appartengono a categorie o ordini professionali per i quali esistono fondi negoziali, già esiste la possibilità di portare in deduzione gli importi versati in caso di adesione,l e non solo i propri versamenti, ma anche quelli effettuati dal datore di lavoro, purché venga complessivamente rispettato il limite di 5164,57 euro
Un'altra eccezione è quella che riguarda i neoassunti in data successiva all'inizio del 2007 che possono usufruire della piena deduzione per i primi 5 anni.

Nessuna differenza tra lavoratori autonomi e dipendenti?
Va anche tenuto presente che il meccanismo di deduzione funziona allo stesso modo, sia per i lavoratori autonomi che per i lavoratori dipendenti, ma produce effetti diversi sul 'risparmio diretto' delle tasse.
A titolo di esempio poniamo che un lavoratore autonomo e un dipendente abbiano un imponibile lordo di 30 mila euro, per entrambi l'aliquota fiscale sia del 33%, e la somma versata volontariamente in un fondo pensione sia di 5 mila euro. Il lavoratore autonomo avrà sulle tasse uno sconto di 1650 euro (9900-1650=8250 euro), mentre il lavoratore dipendente che ha avuto le trattenute su ciascuna busta paga, in sede di conguaglio con il 730 riavrà indietro i 1650 euro.

Nell'ammontare massimo deducibile, vanno considerati anche i versamenti volontari in fondi o piani pensione che vengono effettuati per un familiare a carico.

Deduzione? A discrezione
Ovviamente la deduzione fiscale rappresenta un'agevolazione che può essere sfruttata a discrezione degli aventi diritto. Se si decide di non usufruirne, bisognerà comunicarlo annualmente al fondo o all'assicurazione, perché i rendimenti che ne deriveranno non saranno soggetti a tassazione.
Ma attenzione, perché se si omette di effettuare la puntuale comunicazione, nei tempi e nelle modalità previste dal regolamento del fondo, i rendimenti futuri verranno trattati come se il titolare avesse usufruito della deduzione.



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