inflazione

Inflazione

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Inflazione è un termine che ricorre molto spesso nelle notizie di economie e finanza, ma è anche un fattore che incide molto sulla nostra vita e sulla nostra “economia domestica”. Vediamola insieme

 

Una volta Ronald Reagan disse che l’inflazione è aggressiva come un alligatore, letale come un killer e spaventosa come un bandito armato.

Ma cos’è l’inflazione?

Il termine “inflazione” indica l’aumento progressivo del livello generale dei prezzi di un insieme di prodotti (paniere), la cui conseguenza è la diminuzione del potere di acquisto della moneta (euro). Ciò significa che in presenza di inflazione, con la stessa quantità di denaro si può comprare una quantità di merci inferiore rispetto al periodo passato: più sono elevati i prezzi, minore sarà la quantità di beni che si possono comprare.

Perché si verifica l’inflazione?

Diversi sono i fattori che possono causare una variazione del prezzo di determinati beni e servizi. In generale è possibile affermare che le cause inflattive possono essere legate ad una rapida crescita economica che coincide con una capacità maggiore di spesa e quindi incremento della domanda di un determinato bene: se per esempio i cittadini ottengono un aumento del proprio reddito, ciò significa cha hanno la possibilità di acquistare, ovvero domandare una maggiore quantità di beni o di servizi. Cosa succede se non è possibile aumentare l’offerta (bene in vendita) nella stessa quantità? La risposta è facile: i prezzi tenderanno ad aumentare determinando, quindi, l’inflazione. Quando invece sentiamo parlare di ‘inflazione da costi’, altro non è che l’aumento dei prezzi dei fattori produttivi (es. lo stipendio del personale) e delle materie prime. Quest’ultime, dal punto di vista produttivo, hanno un compito ben preciso: sono fondamentali per produrre un determinato bene, e un aumento del loro prezzo induce il produttore ad aumentare il prezzo di vendita del bene finale (prodotto finito). Questi sono soli alcuni dei fattori che determinano l’inflazione, ma è ben chiaro che se il prezzo dei beni aumenta, si riduce il potere di acquisto della moneta.

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Il tasso di inflazione

‘L’unità di misura’ dell’inflazione è il TASSO DI INFLAZIONE, più semplicemente il livello d’inflazione espresso in termini percentuale. Il calcolo del tasso di inflazione viene effettuato dall’ISTAT – Istituto Nazionale di Statistica – utilizzando i seguenti indici:
– indice dei prezzi all’ingrosso (rileva le transazioni commerciali fra imprese);
– indice dei prezzi al consumo (rileva le transazioni intercorrenti fra le imprese e le famiglie);
– indice del costo della vita (rileva i consumi di una famiglia tipo in base ad un paniere di beni).
Il paniere, impiegato dall’Istat per il calcolo dell’inflazione, cambia ogni anno: nel 2009 è composto da 1.143 prodotti e tra questi ci sono quattro nuovi voci quali, la pasta base per pizze, il mais in confezione, la chiave usb e i film in dvd. All’interno di posizioni già esistenti vengono poi inseriti nuovi prodotti come le tariffe adsl e il notebook.

Tipologie

Rispetto alla sua intensità, l’inflazione viene definita:
STRISCIANTE: se l’aumento dei prezzi non è particolarmente elevato (2 – 4 %);
GALOPPANTE: se il tasso annuo supera il 5%;
IPERINFLAZIONE: nel caso in cui il tasso aumenti del 20%.

Combattere l’inflazione

Esiste una ‘cura’ contro l’inflazione? Le tipologie di intervento delle politiche dipendono dalle diverse cause dell’inflazione:
– Se l’inflazione è dovuta ad “eccesso di moneta” è necessario ridurre la moneta in circolazione;
– Se l’inflazione è originata da “eccesso di domanda” è necessario contrarre i consumi, ridurre gli investimenti, controllare il bilancio pubblico (con politiche fiscali e monetarie restrittive);
– Se l’inflazione è originata dai costi è necessario frenare la crescita degli stessi (salari, profitti, ecc.) o incrementare la produttività (politiche dei redditi).
In Italia, negli ultimi anni, per affrontare l’inflazione sono state adottate delle politiche dei redditi di
tipo restrittivo, visto che le variabili monetarie sono di fatto condizionate dalla Banca Centrale Europea (BCE) e vista anche la difficoltà ad applicare efficacemente la politica fiscale.

 

 


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