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Pensione Complementare 2014: come orientarsi, la tassazione

Pensione Complementare 2014Torniamo sulle soluzioni “integrative”alla pensione, argomento assai delicato dopo la riforma Fornero e le crescenti difficoltà del mondo del lavoro. Quali sono le soluzioni valide per la propria pensione Complementare e la tassazione applicata.

Il settore delle pensioni complementari continua sulla strada della crescita, lenta ma costante. La crisi sicuramente non aiuta i lavoratori potenzialmente interessati a lanciarsi in massa verso la sottoscrizione della propria pensione complementare, ma le Compagnie sono sempre attive con proposte rinnovate e soluzioni valide.

Scegliere la formula

impostato come una guida, questo contenuto non entrerà nel merito d prodotti specifici di Compagnie Italiane o Estere, ma si articolerà in una riproposizione di informazioni fondamentale per capire, valutare e scegliere un prodotto. Di seguito, quindi, le tipologie di pensione più diffuse in ottica di “impegno individuale”, ossia di contribuzione volontaria personale e individuale.

I Fondi Aperti

I Fondi aperti sono una forma pensionistica nata per dare la possibilità ai lavoratori di accedere con facilità a forme integrative rispetto alla loro contribuzione obbligatoria. Sono la forma più diffusa e prevedono una contribuzione volontaria, a titolo personale, che produce l’accantonamento di una pensione di carattere individuale. La formula è aperta poiché i contributori possono stabilire autonomamente la somma da versare calcolando, con un consulente, l’andamento del piano nel futuro e quanto potrebbe maturare in termini di pensione.Il Fondo permette di maturare un gruzzolo che si accumula nel tempo e che, a seconda delle offerte e dei prodotti elaborati dalle Compagnie, applicano interessi più o meno interessanti che permettono ai risparmi di lievitare. Si tratta di una tipologia di prodotto offerta dalle Compagnie e dalle Banche, da comparare quindi prima della scelta.

I Piani Individuali

Proseguiamo con le forme pensionistiche di carattere personale introduce la tipologia del Piano individuale. Sono un prodotto “nuovo” rispetto alla forma su descritta e a quella affrontata anche in seguito e la novità, oltre che differenza, dal resto dei prodotti ne probabilmente decretato il successo. Un Piano individuale, infatti, implica la sottoscrizione di un’assicurazione sulla vita che, al contempo, offre sia una copertura da rischio di malattia e morte, sia un mezzo di accumulo di un capitale che può tramutarsi in pensione complementare.

Si tratta di una tipologia su cui le Compagnie puntano molto e per cui elaborano una moltitudine di prodotti con formule di previdenza e copertura rischi disparati. Consigliamo vivamente, quindi, non solo di comparare le offerte e di elaborare preventivi su più siti dedicati, ma anche di informarsi su siti istituzionali dedicati al settore come quello della Covip e dell’Ivass.

Entrando nel merito del funzionamento, è utile capire che il loro funzionamento prevede un accantonamento costante in un arco temporale medio lungo (10, 15, 20 anni) , con versamenti mensili o annuali, al termine del quale la Compagnia restituisce l’ammontare accantonato più gli interessi maturati permettendo all’assicurato di ottenere la somma in un’unica soluzione, oppure in rate mensili così da configurare una pensione complementare al quella Inps.

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Pensione Complementare: i Fondi Negoziali

Alla stregua dei fondi aperti, quelli rientranti in tale tipologia sono espressamente creati e dedicati alle categorie professionali: ne esistono tanti quante sono tali categorie e permettono, sempre in forma volontaria, di versare contributi e crearsi una pensione con costanza, nel tempo.

Tecnicamente, i fondi negoziali nascono da accordi tra grandi aziende e sindacati che dettano le linee utili a gestire la contribuzione per categoria come artigiani, commercianti, metalmeccanici. I versamenti sono determinati e non di libera determinazione e la loro entità può anche adattarsi all’inflazione e all’andamento del mercato di riferimento.

La Tassazione della Pensione Complementare

La tassazione sul settore delle pensioni integrative fa segnare un punto abbastanza positivo dal momento che esistono forme di sgravio fiscale. La legge Italiana ha introdotto forme che definiamo incentivanti e l’obiettivo è espressamente quello di favorire la crescita del settore invogliando i lavoratori a scegliere soluzioni integrative anche, e questo lo aggiungiamo noi, a causa delle sempre minori risorse a disposizione del canale istituzionale della Previdenza (Inps).

Sgravi Fiscali

Tutta l’attenzione deve essere dedicato alla deducibilità degli importi pagati per alimentare un fondo aperto oppure un fondo chiuso e il massimale si attesta a 5.164 euro. Una distinzione, però, riguarda i titolari di fondi chiusi e per i lavoratori pubblici che possono dedurre il 12% dei versamento, ma comunque non oltre i fatidici 5164 euro su citati.

I lavoratori autonomi vedranno applicata la deducibilità sotto forma di sconto sulle tasse da pagare, i lavoratori dipendenti potranno dichiarare le quote deducibile in fase di presentazione del 730 e vedersi restituire la quota in sede di conguaglio.

La Tassazione

Anche a livello di tassazione pura sulla pensione complementare, vi sono interessanti considerazioni che riguardano le eventuali rendite calcolate quando scatta il “diritto alla pensione”, ossia quando si può riprendere in dietro il denaro versato e gli interessi maturati. Già nel periodi di versamento, ossia di accantonamento della pensione complementare, i rendimenti sono tassati all’11% contro il 20% delle altre rendite finanziarie. Infine, quando si potrà appunto prelevare la pensione, “per i soli versamenti per i quali si è usufruito della deduzione fiscale, la pensione viene sottoposta a tassazione con l’aliquota media Irpef degli ultimi 5 anni” per le pensioni integrative stipulate prima delle modifiche apportate nel 2007. Invece le pensioni integrative stipulate successivamente vanno incontro ad una tassazione con aliquota fissa pari al 15%, che viene ridotta di uno 0,3% per ogni anno di adesione superiore ai 15 anni, e fino a un massimo del 6%.


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