Siamo abituati a veder sventolare il tricolore dalle facciate dei palazzi istituzionali e dai balconi, ma non tutti sanno cosa si cela dietro ai suoi colori e quali sono le tappe che hanno portato a sceglierlo quale vessillo nazionale. Scopriamolo insieme in questa breve guida.
Storia del tricolore: la bandiera italiana
Dopo la disgregazione dell’Impero Romano, per secoli l’Italia è stata costellata da una miriade di piccole entità amministrative in continua lotta tra di loro, ognuna con la propria bandiera, che generalmente era l’araldo della famiglia aristocratica dominante.
Alla fine del XVIII secolo, l’arrivo in Italia delle truppe Napoleoniche portò alla formazione di numerosi reparti militari di sostegno, tra cui la Legione Lombarda, caratterizzata da un vessillo a tre bande orizzontali di pari larghezza, di colori rosso, bianco e verde. Questa bandiera venne poi adottata anche dalla Legione Italiana e, grazie alle mutate condizioni politiche e agli influssi degli ideali della Rivoluzione Francese, iniziò ad essere percepita non più come un araldo nobiliare ma come un simbolo del popolo e della libertà. Pertanto, nel 1797, a Reggio Emilia, fu adottato quale bandiera nazionale. Questo primo vessillo, tuttavia, era piuttosto diverso da quello che oggi conosciamo: le fasce erano orizzontali, con il rosso come primo colore, seguito dal bianco e dal verde. In mezzo alla striscia bianca, inoltre, era raffigurata una corona d’alloro che circondava un turcasso contenente quattro frecce.
Con la Restaurazione, il tricolore venne abbandonato come bandiera nazionale ma continuò ad essere usato come simbolo di libertà. Dopo la guerra d’Indipendenza, il tricolore fu nuovamente adottato come vessillo nazionale, assumendo uun aspetto più simile a quella attuale: le bande divennero verticali, il verde diventò il primo colore, seguito dal bianco e dal rosso, ed infine il turcasso fu sostituito con uno scudo rosso con croce bianca, orlato da un bordo azzurro per aumentarne il risalto.
Il tricolore che conosciamo oggi, con le sole bande verticali e senza alcun simbolo ulteriore, venne proposto nel 1946; l’anno successivo il suo aspetto fu definitivamente sancito dall’art. 12 della Costituzione, che testualmente recita “La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.”
I colori del tricolore e il loro significato
Non esiste un’interpretazione univoca dei colori del tricolore; una lettura semplicistica la vorrebbe come una mera riproposizione del vessillo francese, con il verde a sostituire il turchese, ma ovviamente non è così semplice. Ogni bandiera ha un suo significato profondo, che deve essere ricostruito tenendo in considerazione il contesto sociale in cui ha avuto origine.
Secondo un’interpretazione prevalente, sostenuta anche da personalità illustri quali Carducci e Pascoli, i colori della bandiera italiana rappresentano alcune delle peculiarità paesaggistiche e culturali della nostra nazione:
- Il verde simboleggia i prati e la macchia mediterranea;
- Il bianco rappresenta la neve che ammanta le Alpi e gli Appennini nel periodo invernale;
- Il rosso è un omaggio ai caduti che hanno immolato la loro vita per la nazione.
Un’altra interpretazione, più legata alla tradizione cristiana, fornisce invece una giustificazione diversa delle tinte utilizzate nel tricolore: il verde rapresenterebbe la speranza di una nazione finalmente unita, dopo le turbolenze politiche e seciale dell’ottocento; il bianco sarebbe il simbolo della fede; il rosso simboleggerebbe la carità, valore fondante della cultura cattolica.
Quale sia l’interpretazione corretta, non è dato saperlo; tuttavia, quel che è certo è che il nostro tricolore ancora oggi è, per tutti noi, simbolo di unità e libertà.
