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Indicatore Sintetico di Costo: che cos’è l’ISC, come si calcola e perchè è così importante

Da qualche anno la normativa di trasparenza ha introdotto l’obbligo per tutte le banche di indicare l’Indicatore Sintetico di Costo (ISC) relativo ai contratti di conto corrente.
In particolare, il cliente consumatore deve poter trovare l’ISC:
  • sui Fogli Informativi prima della sottoscrizione del contratto;
  • sui Documenti di Sintesi che la banca invia ai clienti annualmente.

Che cos’è l’ISC, Indicatore Sintetico di Costo?

In sostanza l’ISC è un parametro, espresso in €, che in un’unica cifra indica il costo indicativo annuale di un conto corrente. Non si tratta di una quantificazione esatta del costo, ma di una stima.  Fornisce quindi un’idea di quanto potrebbe costare un conto corrente in un anno, sulla base delle spese e delle diverse commissioni previste da ciascuna banca.

L’ISC ha il principale scopo di rendere comparabili le diverse offerte bancarie relative ai conti correnti.  Non è semplice, infatti, valutare la convenienza di un conto rispetto ad un altro confrontando le commissioni o le spese dovute per singola voce. Per esempio: è più vantaggioso un conto con canone annuo fisso pari a 25€ o un conto senza canone che, però, prevede l’addebito di 1€ per ogni operazione bancaria? Non esiste una risposta univoca a questa domanda, perché dipende: dipende da che utilizzo si fa del proprio conto corrente.

Come si calcola l’ISC?

L’ISC è semplicemente la somma dei costi fissi e variabili previsti dal contratto e connessi con l’utilizzo di un conto corrente. Ogni cliente, tuttavia, utilizza il conto in modo diverso. Alcuni usano il conto per accreditare lo stipendio e prelevarlo; altri domiciliano utenze, pagano finanziamenti mentre altri ancora fanno acquisti e pagamenti POS tutti i giorni. Non potendo prevedere il calcolo di un ISC personalizzato per ciascun consumatore, la Banca d’Italia ha definito alcuni profili standard.

I profili definiti sono 7: ogni consumatore dovrebbe identificarsi in 1 o al massimo 2 profili e valutare l’ISC delle tipologie che più si avvicinano alla sua operatività. I profili sono suddivisi sulla base del segmento di clientela, delle abitudini e del numero/frequenza di operazioni bancarie.

Ecco i 7 profili:
1. clienti giovani con 164 operazioni/anno: comprende carta prepagata, remote banking e utilizzo limitato dei servizi assegni e domiciliazioni;
2. clienti famiglie con 201 operazioni/anno (operatività bassa): comprende la carta di debito, il pagamento del mutuo e di un prestito;
3. clienti famiglie con 228 operazioni/anno (operatività media): comprende la carta di debito, la carta di credito e il pagamento del mutuo;
4. clienti famiglie con 253 operazioni/anno (operatività alta): comprende la carta di debito, la carta di credito, il pagamento del mutuo e anche i servizi di investimento;
5. clienti pensionati con 124 operazioni/anno (operatività bassa) e preferenza verso lo sportello rispetto ai canali alternativi;
6. clienti pensionati con 189 operazioni/anno (operatività media): comprende la carta di debito per prelievi e acquisti e servizi di investimento;
7. e ultimo, un profilo a consumo – ovvero con fatturazione di ogni operazione compiuta – con 112 operazioni annue.

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Perché è importante l’ISC, l’Indicatore Sintetico di Costo?

L’ISC è uno strumento molto utile nelle mani di un cliente consumatore. In particolare, sono 2 i momenti in cui la valutazione dell’ISC può essere davvero rilevante per risparmiare sui costi bancari.  Il primo momento è al momento della sottoscrizione del contratto: un consumatore accorto dovrebbe, considerate le proprie abitudini e necessità bancarie, valutare l’ISC del profilo che più si avvicina al suo. Tutte le banche indicano l’ISC per ciascuno dei propri conti e lo calcolano con le stesse modalità: questo significa che, a parità di offerta, il consumatore dovrebbe – tendenzialmente – scegliere il conto corrente con ISC minore.

Il secondo momento è alla ricezione della comunicazione annuale della banca con il riepilogo delle condizioni in essere. E’ questa l’occasione in cui si può avere conferma dell’adeguatezza del conto rispetto alla propria operatività. Se, ad esempio, il costo effettivo annuo ha superato l’ISC stimato, può significare che il profilo di costo del proprio conto non è adatto alle proprie esigenze. Compiendo più operazioni di quelle previste dal pacchetto, infatti, la banca è costretta a fatturarle a consumo facendo, così, crescere il costo complessivo. La soluzione potrebbe essere quella di cambiare le condizioni o scegliere modalità alternative per operare.

Quali sono i limiti del parametro ISC?

L’ISC è un parametro utile alla valutazione del costo di un conto corrente. Non è, tuttavia, l’unico elemento da considerare.

Per due ragioni almeno:
1. il calcolo dell’ISC tiene conto solo di alcune operazioni bancarie: in particolare, la formula di calcolo dell’Indicatore Sintetico di Costo considera solo le operazioni disposte dal titolare e non da eventuali cointestatari e non include le spese per servizi accessori, come la seconda carta di credito.

Inoltre dal calcolo dell’ISC sono esclusi:
– gli oneri fiscali, come quelli dovuti per l’imposta di bollo,
– gli interessi passivi, nel caso in cui fosse richiesto un fido,
– i costi delle carte di credito revolving,
– gli interessi attivi, nel caso in cui il conto li preveda,
– i costi eventuali connessi con l’andamento dei tassi;

2. l’ISC è calcolato in base alle ipotesi di Banca d’Italia relative sia al numero sia alla tipologia di operazioni per ciascun profilo. Per esempio: nel profilo giovani sono previsti 36 acquisti POS all’anno, ovvero 3 al mese. Questo significa che un cliente che effettua più di 3 pagamenti POS ogni mese potrebbe vedersi addebitare un costo superiore a quello stimato nell’ISC.

Per tutte queste ragioni, quindi, ci si può aspettare che il costo effettivamente sostenuto per il proprio conto corrente non sia identico all’ISC inizialmente stimato.  Valutando la convenienza di un conto corrente, si consiglia di fare attenzione comunque tutte le voci di costo previste, soprattutto per i servizi e le operazioni che si sa di utilizzare con maggiore frequenza.


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