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Codice tributo 3944: che cos’è il codice tributo 3944 per la TARI e come usarlo nell’F24

I contribuenti, di anno in anno, hanno l’onere di fare i conti con un sistema burocratico piuttosto farraginoso e complesso, anche in materia fiscale. I codici tributo nascono come riferimenti alfanumerici che l’Agenzia delle Entrate utilizza per identificare le diverse e variegate tipologie di tributi; e hanno, inoltre, la funzionalità di indicare altre tassazioni di natura sanzionatoria o puramente economica. Questa figura istituzionale, preposta all’emissione di imposte, ha predisposto persino un motore di ricerca all’interno del proprio sito, proprio per evitare che il contribuente, dovendo compilare una modulistica particolarmente minuziosa e difficile, possa incappare in errore. Non è usanza comune infatti la compilazione autonoma del modello legato al codice tributo; al contrario, risulta esserlo la richiesta d’assistenza di un consulente di settore, come ad esempio un dottore commercialista.

Il codice tributo 3944 TARI

Ad ogni modo, con la dovuta informazione e cautela, è possibile comprendere non soltanto l’utilità specifica di qualunque codice tributo, e del codice 3944 della TARI che prenderemo adesso in esame, ma anche il suo utilizzo e la sua corretta compilazione, in qualità di aspetti che indubbiamente contano quasi più dell’ammontare. L’assegnazione di un codice a quattro cifre permette, in particolare, all’Agenzia delle Entrate non soltanto di stabilire chi effettua il pagamento, in che tempi lo esegue, e se lo realizza nella giusta misura ma anche di tenere traccia dei pagamenti già effettuati; la cui attestazione è utile in caso di ispezione o controlli. Il codice tributo 3944 è dunque una sorta di “registro TARI” dove si può verificare con certezza chi ha pagato o deve ancora farlo, quando e quanto.

Il codice tributo 3944 è più tecnicamente definito TARI: una tassa scaturente dalla norma giuridica Art.1 comma 639 della Legge n. 147 del 27/12/2013. Nello specifico, trattasi di un’imposta proveniente dallo Stato in relazione ai servizi di raccolta, smaltimento e trasporto dei rifiuti urbani cittadini. La TARI, conosciuta più comunemente con l’espressione “Tassa sui rifiuti”, sostituisce la precedente “Imposta Unica Comunale” acr. IUC, i cui presupposti di strutturazione fiscale sono legati al possesso dell’immobile e ai servizi indivisibili dei Comuni. Da questo assunto è possibile determinare che trattasi di una tassa obbligatoria per chiunque usfruisca di un immobile, sia che si tratti del proprietario del bene sia che ci si riferisca al titolare di un altro diritto di godimento sullo stesso.

Diversamente dalla TARI, obbligatoria per chiunque utilizzi a qualunque titolo un immobile, l’IMU è la tassa sulla prima casa di categoria lusso, o seconda casa o altri immobili posseduti; la TASI è il tributo sui servizi comunali indivisibili legati a chi possiede l’immobile; vengono esentati solo i possessori di prima casa se non di lusso e gli affittuari, in qualità di locatari di un immobile adibito ad abitazione principale.

In passato, prima della sopraggiunta Legge di Stabilità 2014, il codice 3944 aveva un altro utilizzo, indicava la cosiddetta TARES ai sensi della Risoluzione n. 37/E del 27 Maggio 2013, dell’Agenzia delle Entrate. Oggi, con la nuova legge in ingresso, alla luce dei cambiamenti introdotti, è possibile identificare un sistema d’imposta così formulato: l’imposta unica comunale IUC è composta, a sua volta, da altre imposte:
– IMU
– TASI
– TARI
Dalla Risoluzione n.45/E del 24 Aprile 2014, che intitola “Ridenominazione dei codici tributo TARES e della tariffa per il versamento”, la TARES è divenuta TARI.
Il testo normativo a riguardo recita “Per consentire il versamento, tramite modello F24, della tassa sui rifiuti (TARI) e della tariffa di cui ai citati commi 639 e 668, sono ridenominati i codici tributo 3944“, “3950”, “3945”, “3946”, “3951”, “3952”, istituiti con la risoluzione 27 maggio 2013, n. 37/E, nel modo seguente:
“3944” denominato ” TARI – tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013 – TARES – art. 14 DL n. 201/2011″.Gli altri codici tributo riguardanti esclusivamente l’imposta TARI ed istituiti dall’Agenzia delle Entrate mediante la Risoluzione 45/E sono:
– il codice tributo “3945” ovvero “TARI, tassa sui rifiuti, INTERESSI”
– il codice tributo “3946” ovvero “TARI, tassa sui rifiuti, SANZIONI”

Chi deve pagare la Tari e come viene calcolata

Quota fissa e quota variabile: ecco quando il pagamento va condiviso e quando no

Chiunque utilizzi o detenga, a qualsiasi titolo, un immobile o un locale o un’area scoperta che sia in grado di produrre rifiuti solidi urbani è obbligato al pagamento della TARI, per l’ammontare rispondente a quanto assegnatogli secondo le stime di rito. Nel caso di contitolarità o in compresenza di più utilizzatori, l’imposta va saldata come tributo unico, ma questo non esclude che l’onere di pagamento venga diviso tra le parti.

Nel caso di immobili utilizzati in modalità discontinua, e cioè per frazioni di tempo che non superano i sei mesi complessivi, la Tari è a carico del proprietario del bene. Al contrario, se l’utilizzo supera tale margine temporale il tributo è dovuto anche dall’affittuario o utilizzatore dell’immobile.

La TARI è una tassa composta da due entità di pagamento:
– una tariffa fissa;
– una tariffa variabile.
La tariffa fissa è calcolata sulla base della superficie calpestabile dell’immobile, moltiplicando il numero di metri quadri dell’immobile per il coefficiente fisso unitario che viene indicato. La tariffa variabile, invece, è calcolata sulla base del numero di persone che si trovano nell’immobile per uso abitativo. Trattandosi di un’imposta comunale, i coefficienti di calcolo e le scadenze per il pagamento possono subire variazioni a seconda del Comune di riferimento. Per questa ragione è sempre consigliabile effettuare una ricerca incrociando il riferimento alla TARI alla sede di proprio interesse.

Codice 3944: una postilla sull’istituto giuridico del “Ravvedimento Operoso” e la guida alla compilazione del modello F24

Si sostanzia in una particolare procedura che riguarda chi, per vari motivi, non ha potuto pagare le rate dell’IMU, TASI o TARI entro le scadenze stabilite. Per rimediare al mancato pagamento è possibile rimediare a tale ritardo utilizzando l’istituto giuridico in questione. Il Ravvedimento operoso consente, in poche parole, al contribuente di pagare l’imposta dovuta con una piccola sanzione, dalle proporzioni ridotte rispetto alla sanzione ordinaria. Sanzioni e interessi si calcolano sulla base del numero dei giorni complessivi di ritardo e tale procedura è utilizzabile solo nel caso in cui la violazione non sia stata già contestata; e in ogni caso non siano ancora intervenute attività amministrative di accertamento, delle quali il contribuente abbia avuto formale avviso.

Il codice tributo 3944 va usato durante la compilazione del Modello F24 a cui è strettamente collegato.

Vi sveliamo tutti i passaggi dell’operazione:
1. Reperire il Modello F24 e andare alla sezione “IMU e altri tributi locali” del medesimo. Si trova nella pagina prima, immediatamente dopo la sezione “Regioni”.
2. Nella sezione indicata al punto 1 troverete la voce “codice ente/codice comune”. In questo spazio indicherete il codice catastale del Comune nel quale è situato l’immobile.
3. Lo spazio “Ravv.” va barrato solo se si procede al pagamento della TARI mediante il c.d. “Ravvedimento Operoso”.
4. Alla voce “numero immobili” indicare il numero degli immobili per i quali si paga la TARI.
5. Nello spazio “codice tributo” si inserisce il codice 3944.
6. “Rateazione/mese rif” è la voce nella quale va indicato il numero della rata, secondo il formato “NNRR”, il quale sintetizza sia il Numero della rata che si sta pagando sia il numero totale. Se ad esempio si procede al pagamento della TARI in un’unica soluzione, il valore da inserire in questo campo è “0101”.
7. Nello spazio “anno di riferimento” basta indicare l’anno corrente.
8. Nel campo “importi a debito versati” si inserisce l’importo della TARI da versare.

E’ importante ricordare che nelle grandi città è possibile scegliere un sistema di pagamento diverso dal Modello F24, infatti a questo fine è possibile avvalersi del servizio di “internet banking”, oppure utilizzare un bancomat o recarsi presso un ufficio postale o anche dai tabaccai, forniti di sistemi SISAL; in tutti questi casi il codice 3944 non serve. Parimenti, il codice non va usato neanche in caso di pagamenti relativi a sanzioni o interessi della TARI; né in caso di altri di tributi diversi dalla TARI i quali hanno assegnati codici diversi.


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