giacenza media conto corrente

Come calcolare la giacenza media conto corrente per la compilazione ISEE 2017

Nella compilazione dell’Isee 2017, non basta indicare il saldo bancario o postale al 31 dicembre, ma è necessario inserire la giacenza media conto corrente. Il contribuente nella Dichiarazione Sostitutiva Unica, necessaria per ottenere l’Isee, deve dichiarare sotto la propria responsabilità, due dati importanti, ovvero saldo e giacenza media. Il fine di questa norma è evitare che per ottenere le prestazioni sociali da parte dello Stato, i furbetti svuotino il conto a fine anno in vista del nuovo Isee, per poi rimpinguarlo ad inizio nuovo anno.

Chiarita l’importanza di indicare correttamente la giacenza media conto corrente, andiamo a vedere che cos’è e come si calcola.

Giacenza media conto corrente: cos’è?

La giacenza media è l’importo di denaro presente sul conto corrente o libretto di risparmio in un certo lasso di tempo. Saperla calcolare serve per ottenere il rilascio della Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) che a sua volta serve per ottenere l’Isee, necessario per avere le agevolazioni e le prestazioni assistenziali da parte dello stato.

Come calcolare la giacenza media conto corrente

Al fine di calcolare la giacenza media, munitevi di tutti gli estratti conto relativi all’anno di riferimento (per l’Isee 2017, si fa riferimento ai redditi 2016).

L’estratto conto potrebbe essere cartaceo, ovvero la banca periodicamente provvede ad inviarlo al suo correntista, oppure disponibile online e scaricabile come pdf. Quest’ultima ipotesi è sempre più frequente, quando si dispone di un conto bancario online.

La giacenza media deve essere inserita nel modello Isee, alla prima sezione del quadro FC.2 dove c’è scritto “Depositi e conti correnti bancari e postali”, non prima però di aver chiarito il tipo di rapporto finanziario, ovvero se si tratta di conto corrente, libretto etc.

Per ogni tipologia c’è un diverso codice:

  • Codice 01 per i conti correnti bancari o postali. In questo codice, rientrano anche i conti in valuta, vincolati o di pagamento.
  • Codice 03 per il conto deposito a risparmio libero o vincolato, compresi i libretti al portatore e nominativi sia postali che bancari.
  • Codice 09 se a conto terzi individuale o globale, ovvero conti aperti temporaneamente o occasionalmente per effettuare determinate operazioni.
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Va indicato anche il saldo contabile attivo. Se la giacenza fosse superiore al saldo, capita quando nell’anno che precede la presentazione della dichiarazione, il contribuente ha acquistato beni immobili o mobili, l’Isee andrà calcolato con riferimento al saldo.

Adesso che avete a disposizione gli estratti conto dell’anno di riferimento, dovete sommare le giacenze per ogni giorno dell’anno, ovvero dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, e il relativo importo va diviso per 365.

Ai fini del calcolo su ogni estratto conto trovate i numeri creditori, che possono essere indicati anche con la dicitura calcolo delle compentenze, calcolo degli interessi, riassunto scalare e scalare per valuta. Trovati questi dati vanno sommati tutti quelli relativi all’anno di riferimento, la somma che ne deriva va divisa per 365, l’importo che così ottenete è la giacenza media conto corrente.

Se vi affidate ad un commercialista, o al Caf, dovete provvedere a fargli avere gli estratti conto necessari per calcolare la giacenza media.

Se il conto corrente è cointestato a due persone, saldo e giacenza media vanno indicati al 50%. Se il conto è intestato a tre persone si dovrà indicare il 33,3% e così via.

L’Isee è stato pensato come uno strumento volto a rendere più facile l’accesso del contribuente ai benefici, agevolazioni e prestazioni assistenziali. Tuttavia lo strumento è strutturato in maniera tale da misurare in maniera quanto più precisa possibile la situazione economica delle famiglie italiane e riducendo la possibilità di falsificare i dati.

A tal fine le più recenti riforme hanno ridotto il ricorso all’autodichiarazione del contribuente. Attenzione quindi perchè i dati che già sono in possesso dell’Inps o del fisco, vengono comunicati direttamente all’Agenzia delle Entrate.

 


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