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Il Decreto Terremoto è legge: ecco cosa prevede e chi interessa

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Il Decreto Terremoto è diventato legge. Il Parlamento si è pronunciato all’unanimità, approvando il testo di legge con 441 voti favorevoli e 5 astenuti.

Il nuovo premier Paolo Gentiloni, è così riuscito a rispettare una delle sue prime promesse, ovvero che il crollo del governo Renzi e il suo insediamento non rallentassero il lavoro legislativo già iniziato, circa le misure straordinare ed urgenti a favore delle popolazioni e territori colpiti dal sisma nei mesi scorsi.

Le misure in favore delle popolazioni colpite dal sisma lo scorso 24 agosto e 30 ottobre sono contenute definitivamente nel decreto n. 205 del 2016. Analizziamo nello specifico cosa dispone e chi interessa.

Decreto terremeto: quali misure prevede e chi ne può beneficiare

Il nuovo decreto terremoto si applica a 131 Comuni delle regioni delle Marche, Lazio, Umbria e Abruzzo colpiti dal sisma rispettivamente il 24 agosto e il 30 ottobre. La popolazione che potrà beneficiare di queste misure è stimata in circa 350 mila abitanti.

Sono le Marche la regione in cui si trova il maggior numero di comuni colpiti dal sisma e che quindi potrà principalmente avvalersi delle misure contenute nel decreto.

A Vasco Errani spetta il compito di commissario straordinario della ricostruzione. I sindaci dei comuni e i presidenti delle regioni, hanno il ruolo di vice commissari, con il compito di assicurare che la ricostruzione avvenga in maniera omogenea e unitaria.

Il decreto terremoto che con l’approvazione delle due Camere è diventato legge si articola nei seguenti punti:

  • Ricostruzione
  • Incentivi fiscali
  • Interventi per agevolare le Pmi
  • Settore agricolo

La ricostruzione

Al fine di poter procedere alla ricostruzione dei comuni gravemente danneggiati dal sisma, è garantita una copertura del 100% delle spese necessarie per i lavori di riparazione e rifacimento delle case private (sia prime che seconde). Per edifici diversi dalle prime e seconde case, si ha diritto a contributi nella misura massima del 50% delle spese.

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E’ prevista la costituzione di un Fondo per la ricostruzione presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze, che verrà dotato di 200 milioni di euro per la ricostruzione e di altri 100 milioni per le misure fiscali (sospensione del pagamento di tasse e tributi). Al commissario straordinario spetta il compito della gestione delle donazioni solidali derivanti dal 45500.

Il compito di attuare misure ed interventi ricostruttivi, spetta alle Regioni, al Ministero per le infrastrutture e i trasporti, alle Diocesi e Mibact. Saranno inoltre istituiti appositi Uffici speciali per la ricostruzione sia regionali che comunali.

Al fine di garantire il rispetto della legalità è prevista la costituzione di un’apposita Struttura di missione al Viminale, con compiti di verifica insieme a Prefetture, Corte dei Conti e Anac. Tutte le imprese che si occuperanno degli interventi ricostruttivi devono essere iscritte in apposito elenco consultabile presso una delle strutture sopra elencate.

Le agevolazioni fiscali

Tra le misure del decreto terremoto non potevano mancare gli interventi e agevolazioni fiscali. In particolare è stata disposta la sospensione del pagamento delle tasse, tributi ed imposte sui redditi per tutti i richiedenti. Possono essere sospesi per un massimo di sei mesi il pagamento di fatture di energie elettrica, acqua, gas, assicurazioni, telefonia e canone rai.

Le Imprese

Per quanto riguarda le attività imprenditoriali danneggiate dal terremoto, è prevista l’istituzione per 3 anni di un Fondo di garanzia, con un importo massimo accessibile per azienda di 2,5 milioni. Inoltre sono stati introdotti dei finanziamenti agevolati a tasso zero per coprire il totale degli investimenti e fino a 30 mila euro, mentre per i nuovi investimenti saranno stanziati inizialmente 600 mila euro.

Il decreto contiene misure anche a sostegno delle aziende agricole. Per consentire la ripresa di questo settore così importante nella zona, è stato messa a disposizione delle Regioni tutta la quota del Psr 2014/2020 del Fondo europeo per lo sviluppo regionale.

 

 

 

 


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