riforma pensioni

Legge Bilancio 2017: tutte le novità del pacchetto pensioni

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La Legge di Bilancio 2017 contiene interessanti novità normative riguardanti il complesso e discusso mondo delle pensioni.

Il pacchetto pensioni si occupa in particolare delle seguenti tematiche:
  • Esodati
  • Pensionamento anticipato
  • Quattordicesima
  • Anticipo pensionistico (Ape)
  • Rendita integrativa temporanea anticipata (Rita)
Ecco un’analisi più specifica delle norme sulle pensioni contenute nella Legge di Bilancio 2017

Esodati

Si parte con le salvaguardie, ovvero l’ennesimo intervento volto a tutelare gli esodati, che così salgono ad un totale di 167.795. Con queste disposizioni si dovrebbe concludere il complicato capitolo della categoria. Grazie alle nuove norme saranno circa 30.700 i lavorati a poter andare in pensione avvalendosi delle regolamentazione antecedente la riforma Monti- Fornero.
Ecco chi toccano le nuove norme:
  • lavoratori in mobilità o in trattamento speciale edile a seguito di accordi stipulati entro il 31 dicembre 2011, o in mancanza di accordi che abbiano cessato di lavorare entro il 31.12.2014, autorizzati al versamento volontario dei contributi;
  • lavoratori che hanno terminato lo svolgimento dell’attività lavorativa a condizione che il diritto alla pensione si perfezioni entro il 6 gennaio 2019 (l. 214 del 2011);
  • lavoratori in congedo nel 2011 per assistere figli affetti da gravi disabilità a condizione che il diritto alla pensione si perfezioni entro il 6 gennaio 2019 (l. 214/2011);
  • lavoratori a tempo determinato o in somministrazione (esclusi i lavoratori agricoli e stagionali), in disoccupazione tra il 1 gennaio 2007 e il 31 dicembre 2011 che siano di nuovo occupati con contratto a tempo indeterminato a condizione che il diritto alla pensione si perfezioni entro il 6 gennaio 2018.

Pensioni anticipate

La legge di Bilancio 2017 contiene delle norme che disciplinano il pensionamento anticipato di chi svolge lavori particolarmente faticosi e usuranti.
Le norme si rivolgono alle seguenti categorie:
  • lavoratori addetti alla “linea catena”;
  • conducenti del servizio pubblico collettivo;
  • lavoratori notturni, comprendendo sia coloro che lavorano di notte tutto l’anno che i turnisti che svolgano il turno di notte almeno 78 giorni all’anno o per un numero di giorni inferiori da 64 a 71 o da 72 a 77.
    Dal momento in cui entra in vigore la legge di Bilancio 2017, il diritto alla pensione anticipata può essere esercitato dalle categorie anzidette a condizione che:
  • il lavoratore abbia svolto attività per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni
  • o per almeno la metà della vita lavorativa complessiva.

    Con la norma in esame viene meno la necessità di aver svolto attività nell’anno in cui si raggiunge il requisito.

    Questi lavoratori potranno andare in pensione a prescindere dall’età se hanno almeno 35 anni di contributi e hanno la cosìddetta quota. Come previsto da decreto ministeriale a partire dal 1 gennaio 2016 i requisiti per il pensionatomento agevolato sono stati adeguati di 4 mesi e di altri 3 per le quote di età anagrafica e anzianeità contributiva.

    C’è da specificare che in via transitoria la norma ha stabilito che tali quote non verranno ulteriormente adeguate a partire dal primo gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2026. Di fatto resteranno in questo periodo gli stessi requisiti.

    Quattordicesima

    Con la legge di Bilancio è stata introdotta l’estensione della quattordicesima mensilità da calcolarsi sulla pensione lorda.

    Ape o Anticipo Pensionistico

    Dal 1 maggio parte per la durata di due anni, l’esperimento dell’Anticipo pensionistico, meglio noto come Ape. La disposizione contenuta nel pacchetto riforma pension,i consente di ottenere il prepensionamento a condizione che non manchino più di 3 anni e 7 mesi.
    Sono previste tre differenti opzioni di Anticipo pensionistico:
    1. Sociale: il costo resta allo Stato, sono necessari dai 30 ai 36 anni di versamenti a seconda del caso;
    2. Volontaria: sono stati stimati costi intorno al 4,5%, si potrà accedere a partire dai 20 anni di versamenti;
    3. Aziendale: le imprese possono accollarsi il costo per avviare il pensionamento anticipato del dipendente.

    Rendita integrativa temporanea anticipata

    La legge di Bilancio ha disciplinato anche la rendita integrativa temporanea, meglio nota come Rita, da erogarsi con regime fiscale agevolato ad un aliquota compresa tra il 15 e il 9% dal fondo pensione.


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