Successione ereditaria: la procedura da seguire per la dichiarazione di successione di morte

La dichiarazione di successione è un documento di natura tributaria che serve all’Agenzia delle Entrate per sapere come viene ripartito l’asse ereditario del de cuius, ai fini del conteggio e del versamento delle imposte dovute.

I soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione sono:
– gli eredi e i legatari, o i loro rappresentanti, purché non abbiano espressamente rinunciato alla successione ereditaria;
– gli immessi nel possesso dei beni, per assenza del defunto o in caso di dichiarazione di morte presunta;
– gli amministratori dell’eredità e i curatori di eredità giacente;
– i trustee;
– gli esecutori testamentari.

Se vi sono uno o più di tali soggetti coobligati, è sufficiente che provveda alla presentazione della dichiarazione di successione anche uno solo di essi.

La dichiarazione di successione non va presentata se si verificano, contemporaneamente, le seguenti condizioni:
– l’asse ereditario è devoluto solamente al coniuge e ai parenti in linea retta del de cuius;
– il valore complessivo di tale asse ereditario non supera i 100mila euro;
– nei beni succeduti non vi sono né immobili né diritti reali immobiliari.

Quando viene presentata, la dichiarazione di successione sostituisce anche quella da presentare ai fini IMU. La dichiarazione in esame dev’essere inviata entro i 12 mesi conseguenti all’apertura della successione che, solitamente, coincide con la data del decesso del de cuius.

Modalità di presentazione della dichiarazione di successione mortis causa

Per le successioni aperte dopo il 3 ottobre 2016, la dichiarazione va presentata, alternativamente, per via telematica o con modello cartaceo. La compilazione e l’invio online vanno effettuati solo con il servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (si veda l’apposita sezione al seguente link http://www.agenziaentrate.gov.it/wps/content/Nsilib/Nsi/Home/CosaDeviFare/Dichiarare/Dichiarazione+di+successione/SW+Comp+dichiarazione+successioni+telematiche/). L’invio cartaceo, invece, va fatto utilizzando il Modello 4 (anche questo scaricabile gratuitamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate), che poi dev’essere presentato all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entarte competente, in base all’ultimo domicilio fiscale del defunto. Se il domicilio è all’estero o non è noto, la dichiarazione va inviata (mediante raccomandata A.R.) al seguente indirizzo: Direzione Provinciale II di ROMA – Ufficio Territoriale ROMA 6 – EUR TORRINO, in Via Canton 20 – CAP 00144 Roma.

Le copie conformi della dichiarazione di successione già presentata possono essere richieste presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate. Su tali copie sono dovuti l’imposta di bollo, i tributi speciali nonché quelli di ricerca, se il duplicato non viene richiesto contestualmente alla presentazione della dichiarazione originale. Posto che gli uffici delle Entrate quantificano in modo lievemente differente l’ammontare dei predetti tributi, è bene informarsi telefonicamente sul loro importo perché gli stessi vanno assolti all’atto del rilascio della copia conforme per mezzo dei contrassegni telematici (ex marche da bollo). Se si ritiene necessario presentare una dichiarazione di successione integrativa o modificativa di altra denuncia depositata in forma cartacea, non ci si può avvalere del servizio telematico, ma è necessario continuare a usare il Modello 4. Per le dichiarazioni che verranno presentate dopo il 31 dicembre 2017, con riferimento a decessi avvenuti successivamente al 3 ottobre 2016, si dovrà usare solo il canale telematico presente sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Come presentare la dichiarazione di successione online

L’utilizzo del canale web SuccessioniOnLine, messo a disposizione gratuitamente da parte dell’Agenzia delle Entrate, può avvenire dai contribuenti registrati ai servizi telematici dell’Agenzia stessa, facenti parte della sezione FiscoOnLine, o dagli intermediari abilitati al servizio Entratel (commercialisti e CAF). Alternativamente, è possibile prenotare un appuntamento presso qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle Entrate e chiedere assistenza per l’invio telematico della dichiarazione. Attraverso il canale SuccessioniOnLine, il contribuente può richiedere, contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione mortis causa, anche la voltura degli immobili facenti parte dell’asse ereditario.

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Se la dichiarazione viene presentata con modello cartaceo, la richiesta di volturazione catastale degli immobili trasmessi agli eredi va effettuata entro il termine di 30 giorni dalla registrazione della denuncia di successione. L’abilitazione ai servizi telematici di FiscoOnLine è gratuita, richiedibile da tutti i contribuenti ma non si tratta di una procedura immediata: il rilascio delle chiavi di accesso ai servizi, tra cui anche quello relativo alle denunce di successione, avviene in due tranche e, in parte, anche via posta ordinaria. Una volta abilitati, per utilizzare il canale web SuccessioniOnLine è necessario scaricare il software per la compilazione della dichiarazione di successione e quello per il suo controllo. Il programma per la compilazione consente anche di allegare tutta la documentazione necessaria ai fini del perfezionamento della denuncia di successione e di firmare la stessa digitalmente, dopodiché il tutto viene salvato su un file che, una volta controllato, può essere inviato online all’Agenzia delle Entrate. Ad invio effettuato, il dichiarante riceverà l’attestazione di avvenuta ricezione della denuncia e dell’eventuale richiesta di voltura catastale degli immobili facenti parte dell’asse ereditario.

Imposte e tasse da versare prima e dopo la presentazione della dichiarazione di successione

Prima di presentare la dichiarazione di successione, i soggetti coobligati a tale adempimento devono versare, per autoliquidazione, le imposte di registro, ipo-catastali e i tributi speciali per la trascrizione nei Registri Immobiliari (se nell’asse ereditario sono presenti beni immobili), nonché l’imposta di bollo. Tali tributi vanno pagati con F24 o mediante addebito presso un conto corrente aperto in un istituto di credito convenzionato con l’Agenzia delle Entrate. Questo conto corrente può, in alternativa, essere intestato al dichiarante o a chi è incaricato alla trasmissione telematica (intermediario abilitato).

Le imposte di registro e le imposte catastali ammontano, rispettivamente, al 2% e all’1% del valore dei beni immobili presenti nell’asse ereditario ma, se uno dei coobligati beneficia delle agevolazioni ”prima casa”, questi tributi sono dovuti in misura fissa (per l’imposta di registro, 200 euro, e per le ipo-catastali, 50 euro cadauna). Una volta ricevuta la dichiarazione di successione, e dopo averne accertato la regolarità, l’Agenzia delle Entrate provvede a liquidare l’imposta di successione, ossia a conteggiarne l’ammontare e a inviare l’avviso di liquidazione al dichiarante. Tutti gli eredi o i legatari coinvolti nella successione sono coobligati in solido al versamento dell’imposta, che deve avvenire entro i termini indicati nell’avviso di liquidazione della stessa. L’imposta di successione può anche essere rateizzata e, unitamente ai tributi dovuti prima della presentazione della dichiarazione, è soggetta a ravvedimento operoso. Questo significa che, se le imposte e le tasse sopra descritte risultano non pagate, in tutto o in parte, possono essere regolarizzate entro i termini del ravvedimento operoso, con maggiorazione di sanzioni e interessi.

Restando nell’ambito sanzionatorio, va evidenziato che l‘omessa presentazione della dichiarazione è punita con un’ammenda che va da 258 a 1.032 euro se, per effetto delle franchigie, non è dovuta l’imposta di successione. Viceversa, se tale imposta risulta dovuta, la sanzione va dal 100 al 200% dell’imposta della stessa. Le stesse ammende sono richieste nel caso di dichiarazione di successione infedele e quelle in misura fissa (da 258 a 1.032 euro) sono applicate anche nel caso della mancata allegazione alla dichiarazione di uno o più documenti prescritti per legge. Tuttavia, se il dichiarante provvede a inviare all’ufficio territoriale competente dell’Agenzia delle Entrate la documentazione mancante entro il termine di 60 giorni dalla richiesta della stessa, le sanzioni sopra citate sono ridotte alla metà.


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