tassazione previdenza complementare

Previdenza Complementare: la tassazione

Previdenza ComplementareParliamo di previdenza complementare toccando anche la questione tassazione e le eventuali detrazioni previste. Informazioni utili per fare due calcoli e orinetarsi per il proprio futuro.

 

Incentivi verso la Previdenza
L’elevato tasso di ‘scopertura’ che toccherà le pensioni future, sia per i dipendenti, che per gli autonomi, ha spinto il legislatore ad introdurre una serie di misure atte ad invogliare i lavoratori a crearsi una rendita pensionistica complementare, che vada a ridurre questo gap.
Per scopertura infatti si intende la differenza tra l’ammontare delle pensioni, rispetto alle ultime retribuzioni.
Inoltre non va sottovalutata anche l’esistenza delle ‘finestre’ recentemente introdotte dall’ennesima riforma del sistema pensionistico, che posticiperanno l’accesso al primo assegno pensionistico, da un minimo di 6 mesi per i dipendenti ad un massimo di 18 mesi per i lavoratori autonomi.

Le misure incentivanti si muovono verso due direzioni: una riguarda il regime agevolato relativo agli sgravi fiscali, e l’altro le tassazioni che subiscono i rendimenti durante i versamenti, oltre che la pensione integrativa una volta che maturerà il diritto alla sua percezione.

 

Cosa dice il Fisco
Per il trattamento fiscale dei versamenti volontari, il legislatore ha stabilito che l’ammontare degli importi versati in un qualsiasi fondo pensione (aperto, chiuso, Fip o Pip) possa essere portato a deduzione dell’imponibile lordo, fino ad un massimo di 5164,57 euro (per coloro che hanno fondi negoziali chiusi di categoria e per gli statali è previsto un secondo limite sull’importo che complessivamente può essere dedotto: il 12% dei versamenti complessivi e comunque non superiore a 5164,57 euro).
A differenza delle vecchie polizze vita che fino al 2000 prevedevano la possibilità di ottenere una detrazione con l’aliquota fissa al 19%, di un importo complessivo che non poteva comunque superare i vecchi 5 milioni di lire (poco meno di 2600 euro), con la ‘deduzione’ l’aliquota che viene applicata è la stessa prevista dal proprio scaglione di reddito.
Questo corrisponde ad un risparmio sulle tasse da pagare, che segue un percorso diverso a seconda che si tratti di lavoratori autonomi o dipendenti: i primi avranno effettivamente uno sconto sulle tasse, mentre i secondi, con la dichiarazione del 730, avendo pagato le tasse ‘anticipatamente’ otterranno la restituzione della corrispondente eccedenza in sede di conguaglio.
A titolo esemplificativo, se vengono versati 5 mila euro, e l’aliquota è del 33%, il lavoratore autonomo pagherà le tasse con uno sconto pari a 1650 euro, mentre al lavoratore dipendente, a Luglio verrà restituito tale importo.
Per la deduzione fiscale, il capofamiglia che abbia una persona a carico per la quale fa versamenti in una pensione complementare, può portarsi tali importi versati in deduzione, sempre rispettando i limiti specificati sopra.

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Deduzione, oppure no!
Infine, anche se si tratta di un’ipotesi abbastanza remota, si può anche scegliere di non dedurre i versamenti, ma in questo caso ne va data comunicazione (in ogni anno in cui non si usufruisce dell’agevolazione fiscale) alla compagnia di assicurazione, perché gli importi non vengano sottoposti a tassazione sulla relativa pensione.

 

Tassazione sui Rendimenti
La seconda parte delle agevolazioni introdotte dal legislatore riguarda invece la tassazione dei rendimenti, e al momento della maturazione del diritto alla pensione complementare, anche la tassazione della stessa.
Durante il periodo dei versamenti i rendimenti vengono tassati con un’aliquota all’11%, mentre i rendimenti degli altri tipi di investimenti è al 20%, ad eccezione per i Titoli di Stato per cui è rimasta al 12,5%.

La pensione, una volta maturata, e per i soli versamenti per i quali si è usufruito della deduzione fiscale, viene sottoposta a tassazione con l’aliquota media Irpef degli ultimi 5 anni per le pensioni integrative stipulate prima delle modifiche apportate nel 2007.
Invece le pensioni integrative stipulate successivamente vanno incontro ad una tassazione con aliquota fissa pari al 15%, che viene ridotta di uno 0,3% per ogni anno di adesione superiore ai 15 anni, e fino a un massimo del 6%.


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