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Crisi Economica: difendiamo i risparmi

Crisi Economica: difendiamo i risparmiLa crisi economica che ci sta affliggendo è un motivo di preoccupazione seria per i risparmiatori: il pensiero di chi ha depositato in banca tutto il frutto del proprio lavoro e dei propri sacrifici va alle soluzioni per difendere i propri soldi. Ora che la fiducia verso gli Istituti Bancari inizia a venir meno vediamo insieme come districarci tra teorie e consigli senza intaccare i nostri risparmi.

Come difendere i risparmi dalla crisi

Soldi in banca: rischi?
Quello della solidità delle nostre banche è un dubbio che a tutti noi, legittimamente, può sorgere dopo gli avvenimenti americani che hanno dato avvio a questa grave crisi economica.
Tutti noi che abbiamo depositato in un conto corrente bancario i nostri risparmi ci domandiamo se la medesima situazione verificatasi negli Stati uniti non possa verificarsi anche in Italia.
Un aspetto che, però, può e deve tranquillizzarci è rappresentato dalla maggiore solidità delle banche italiane che non hanno trattato i famosi mutui subprime da cui tutto sembra essersi generato.
Inoltre c’è da sottolienare come noi Italiani siamo un popolo di risparmiatori e proprio questo particolare rende gli Istituti di credito maggiormente dotati di fondi e, quindi, meno soggetti a rischi di fallimento.

Soldi in banca: garanzie per i risparmiatori
Prendendo in considerazione l’eventualità limite del totale tracollo finanziario della nostra banca, è bene comunque sapere che noi risparmiatori siamo in parte tutelati dall’esistenza di un decreto legge risalente al dicembre del 1996 che assicura ai risparmiatori di recuperare fino ad un massimo di 103.291,00 € : questi potrebbero non essere tutti, ma intanto è già qualcosa.
Inoltre, nel caso di conti correnti cointestati l’ammontare del rimborso riconosciuto raddoppia.
Ma chi ci assicura questi rimborsi, vi chiederete?
Se ne occupa il Fondo Interbancario di Tutela de Depositi che, grazie all’entità della somma eventualmente erogata, ci pone tra i cittadini Europei maggiormente tutelati.

Conti correnti
Grazie al Fondo Interbancario tutti i conti correnti godono di una tutela che garantisce al risparmiatore, in caso di fallimento dell’istituto, il recupero dei risparmi fino ad un tetto massimo di
103.291,00 €. Naturalmente se un risparmiatore possiede più conti in più banche soggette alla situazione di fallimento il recupero del denaro fino a tale tetto massimo è da intendersi su ognuno dei conti; la situazione è deficitaria solo nel caso in cui più conti del medesimo utente si trovino nella medesima banca: in tal caso il limite dei 103.291,00 € è da intendersi come  totale per tutti i conti correnti.
In caso di conto cointestato diviso, per esempio, da marito e moglie o da padre e figlio, il recupero raddoppia fino a raggiungere il tetto massimo di 206.00,00 €.

Conti correnti online: sicuri e senza spese
Anche se siamo titolari di un conto corrente online possiamo godere delle stesse garanzie già descritte per i conti classici: in caso di tracollo finanziario dell’istituto bancario possiamo ottenere la copertura da parte, del Fondo Interbancario di Tutela, di una somma non superiore alle 103.291,00 €.
Vogliamo, inoltre, specificare come i nuovi conti correnti online  costituiscono una validissima soluzione per chi vuole ridurre o azzerare del tutto i costi legati al conto corrente: la particolarità di questi conti, infatti, è quella di spostare in rete la gestione di tutte le operazioni principali (saldo, estratto conto, bonifico, pagamento utenze) che l’utente può gestire personalmente.

I libretti postali
Ma se un risparmiatore ha preferito, al classico conto bancario, un più tranquillo libretto postale?
Nel caso dei libretti postali la tutela dei risparmi è gestita dalla Cassa Deposito e Prestiti che è una Società per azioni controllata dallo Stato per ben il 70%. La sua particolarità è che garantisce efficacemente la copertura dei risparmi dell’utenza in caso di problemi finanziari anche di Poste Italiane.

I Fondi di Garanzia
Grazie ai Fondi di garanzia i risparmiatori italiani possono essere certi che tutti o almeno parte dei loro risparmi saranno difesi da eventuali situazioni fallimentari che potrebbero interessare le loro banche.
Ma da dove arrivano i soldi che garantiscono questa importante copertura?
Le garanzie in Italia sono riconosciute ai clienti degli Istituti Bancari dal Fondo di Garanzia Interbancario di tutela dei depositi e che è affiancato dal Fondo di Garanzia per il credito cooperativo: entrambi i fondi ottengono risorse finanziarie per far fronte alle situazioni di emergenze grazie alle stesse banche che mettono a disposizione le proprie risorse per intervenire a favore dei risparmiatori interessati.

I Titoli di Stato: Bot e CCT
I Titoli di Stato rappresentano una forma di investimento molto diffusa tra i piccoli e medi risparmiatori grazie, soprattutto, alla loro natura che li rende poco esposti a rischi di perdite finanziarie.
Ma cosa succede ora, dopo il diffondersi degli effetti di questa grave crisi?
Certamente il pensiero corre facilmente a quanto verificatosi in Argentina dove migliaia di risparmiatori hanno visto andare in fumo i loro soldi: il timore è sempre quello che anche il nostro sistema finanziario possa subire le medesime conseguenze.
L’Italia, però, differentemente dall’Argentina, si trova inserito in un sistema europeo dotato di molti strumenti di difesa volti a limitare situazioni di pericolo che possano causare perdite per i risparmiatori comunitari.
Dato questo per scontato, però, preferiamo anche ricordare che Bot e CCT sono titoli quotati in borsa che subiscono forti variazioni del proprio valore in base all’andamento dei mercati azionari.
La cosa certa è che se attendiamo la loro scadenza naturale senza affrettarci a rivederli in anticipo possiamo riavere il denaro investito; quella meno certa, ma anche meno rischiosa, è che il guadagno legato alle loro variazioni di valore non è altrettanto sicuro. Il consiglio, quindi, è quello di vendere solo quando possiamo accertarci di ottenere dalla transazione un guadagno certo rispetto all’investimento iniziale.

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I Fondi Comuni
Cosa accade ai Fondi Comuni in caso di fallimento di una banca?
Innanzitutto specifichiamo come i Fondi Comuni sono soluzioni di investimento collettivo a cui partecipano insieme più risparmiatori; sono offerti da Società di gestione del risparmio, autonome o assoggettate a gruppi bancari.
Il caso di fallimento delle società che li gestiscono i fondi comuni e il patrimonio che detengono rimangono di proprietà dei risparmiatori che vedono restituirseli. Questo grazie ad una banca depositaria che, di fatto, detiene i Fondi e separa le quote investite dai risparmiatori garantendone sempre il rimborso.
La garanzia quindi, esiste, è reale, ma l’unico fattore che può incidere sul valore dei fondi è sempre rappresentato dall’andamento del mercato che può provocarne un abbassamento o innalzamento del valore. In momenti di sfiducia come quello attuale i Fondi Comuni tendono, purtroppo, a subire perdite e a ridurre il proprio valore.

I Fondi Pensione.
Altra preoccupazione, per noi risparmiatori, è quella rivolta ai famigerati e importanti Fondi Pensione: cosa accadrebbe loro in caso di fallimento dell’ente che li gestisce?
Anche in questo caso, come già accade per i Fondi Comuni, esistono patrimoni separati da quelli delle Società che li gestiscono che, in caso di liquidazione, non intaccano i risparmi degli investitori. Naturalmente lo stesso discorso affrontato peri Fondi Comuni vale anche per i Fondi pensione: il loro valore varia a seconda dell’andamento del mercato.

Mutui
Per chi ha un mutuo accesso per l’acquisto della casa la crisi economica che sta interessando l’intero sistema economico mondiale rappresenta una ragione di seria preoccupazione.
Quali sono le ripercussioni sul mercato dei mutui?
Specifichiamo, innanzitutto, come non ci saranno ripercussioni per mutui a tasso fisso che, avendo il tasso di interesse stabilito in partenza (Euribor), non subiscono le variazioni del costo del denaro.
La situazione, invece, cambia per chi ha acceso un mutuo a tasso variabile dal momento che le variazioni del costo del denaro incidono sui tassi di interesse e sull’entità delle rate mensili.
I consigli: se la rata è diventata troppo pesante una soluzione potrebbe essere rinegoziare con la propria banca per tentare di allungare la durata del mutuo, di passare dal tasso variabile al tasso fisso o magari per ottenere un abbassamento dell’ulteriore carico che viene aggiunto al tasso di interesse che costituisce il guadagno per la banca (lo “spread”).
Altra soluzione potrebbe essere il rivolgersi ad un’altra banca per tentare la via della sostituzione del mutuo: l’idea è quella di chiudere il mutuo già aperto per aprirne uno nuovo in banca differente che possa garantirci condizioni favorevoli in termini di tassi di interesse e spese ( per approfondire vedi anche “surrogazione mutuo” e “sostituzione mutuo”).
Infine ricordiamo anche la soluzione proposta dall’ABI e dal Governo secondo cui è possibile modificare la rata riportandola all’ammontare medio che aveva nel 2006; quindi, per rimborsare la Banca della differenza che verrebbe ad accumularsi, sarà possibile ottenere un prestito aggiuntivo alla chiusura del mutuo.

Attenzione alle Truffe
Come se non bastasse la crisi economica attuale viene, spesso, acuita anche da situazioni truffaldine abbastanza gravi che vanno seriamente ad intaccare i risparmi di molti utenti di banche, finanziarie, istituti di credito. I pericoli, inoltre, possono giungere dall’uso troppo disinvolto della carta di credito o dalla scarsa attenzione con cui si effettuano determinate operazioni su internet.
Per avere consigli pratici molto utili potete approfondire la lettura leggendo come effettuare acquisti online in sicurezza e i pagamenti online, quindi come gestire l’utilizzo della carta di credito senza correre rischi.

Fonti: Il Giornale, Il Sole 24Ore


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