assegno di traenza

Assegno di Traenza: cos’è, a cosa serve la firma di traenza

Vediamo bene cos’è un assegno di traenza e qual è la sua funzione principale, soprattutto se messo a confronto con un assegno tradizionale. Tutte le informazioni per orientarsi e utilizzare correttamente anche un assegno di traenza.

Poiché è abituale e quotidiano l’utilizzo che degli assegni anche di traenza, viene fatto da Enti e aziende è importante per noi cittadini, conoscerne tutte le tipologie e le varianti: un assegno di traenza, infatti, costituisce un tipo di assegno che per caratteristiche può esserci presentato in determinate circostanze. Impariamo insieme a riconoscerlo e a saperlo trattare.

Assegno di Traenza: che cos’è

Un assegno di traenza è una particolare forma di assegno che viene emessa nei casi in cui un’azienda o un Ente pubblico deve effettuare un rimborso di denaro nei confronti di un soggetto di cui non conosce le coordinate bancarie. In tali casi, quindi, anziché avviare delle procedure burocratiche lente o impiegare sforzi nella ricerca di coordinate bancarie viene emesso un assegno di traenza che viene direttamente consegnato al soggetto verso cui deve compiersi la riconsegna del denaro.

Le caratteristiche dell’assegno di traenza

Un assegno di traenza hanno una validità sempre prefissata e inderogabile, ossia non prolungabile per alcuna ragione. Passata, infatti, la data stabilita esso non può più essere cambiato. E’ molto importante, quindi, rispettare la data specificata per effettuare con successo il cambio del titolo e l’incasso della somma una volta recati in banca.

La firma di traenza: come funziona

Un assegno di traenza è molto utilizzato dalle compagnie assicurative e dalle aziende che erogano le nostre utenze domestiche per effettuare eventuali rimborsi: su di esso il beneficiario deve apporre due sue firme di traenza previa la decadenza della sua validità.

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Clausola della non trasferibilità sull’assegno di traenza

Un assegno di traenza è emesso con la clausola della non trasferibilità, per cui può essere cambiato e versato esclusivamente dal beneficiario il cui nome è specificato in calce. Solo il beneficiario potrà recarsi in banca a cui l’assegno può essere girato per l’ultima volta “per incasso” o per “valuta da incasso”: solo così potrà versare la somma sul proprio conto corrente o ottenere l’equivalente in contanti.


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