Conto corrente di base al via: ecco chi ha diritto al conto corrente low cost

Il conto corrente rappresenta la principale fonte di risparmio per la maggior parte dei lavoratori, piccoli e grandi che siano, poiché consente non soltanto di ricevere lo stipendio, ma risulta essere una fonte molto utile per immagazzinare i risparmi, piccoli e grandi che siano. Diciamo che, ormai, la modalità di risparmio che prevedeva di riporre il proprio gruzzoletto sotto il materasso è stata superata, giacchè la nostra società quasi ci impone di investire il nostro denaro e non di risparmiare. Cosa vuol dire investire? Semplicemente, far aumentare i propri capitali, mettendo talvolta a rischio anche gli stessi. Ecco perché è necessario affidarci, il più delle volte, alle abilità imprenditoriali di altre persone competenti, che devono dimostrarsi oneste e non interessate al mero guadagno. Talvolta, ci vorranno anni ed anni di investimenti prima di raccogliere qualche frutto.

Ma, prima di diventar imprenditori ed avere grossi profitti, bisogna partire dalle basi, da quanti conti correnti poveri e vuoti, e cercare di capire in che modo porre al sicuro ed eventualmente far fruttare quei pochi risparmi di un lavoratore comune, che non dispone di un contingente di denaro elevato ma ha semplicemente bisogno di porre al sicuro il frutto di tanto sudore e fatica.
Una scelta, in questo senso, sembra essere quella del conto corrente di base. Ma vediamo brevemente di capire che cosa si intende con questo termine.

Conto corrente di base: che cosa significa e perché scegliere questa soluzione

Questa è una possibilità entrata in vigore da pochissimi giorni, grazie al decreto 70 del 3 maggio 2018 a firma dell’ex ministro dell’economia Pier Carlo Padoan. Si tratta, in realtà, di un atto dovuto precedentemente imposto dall’Unione Europea, precisamente della legge 2014/92 alla quale l’Italia, stato a tutti gli effetti facente parte, si è dovuta quasi uniformare. Il costo di tale conto viene indicato come “ragionevole”, anche se possiamo scommettere che ogni banca cercherà di trarne il maggior profitto possibile.

Da notare, come soltanto i cittadini che soddisfano dei determinanti requisiti potranno usufruire dello stesso: l’Isee non deve essere superiore ai 11.600 euro. Tale somma si alza leggermente per i pensionati, i quali potranno accedere a questa vantaggiosa ed esclusiva possibilità se non supereranno i 18.000 euro. Ovviamente, le possibilità economiche di ciascun cittadino potrebbero cambiare, rendendo gli stessi non rispondenti ai criteri economici piuttosto rigidi per usufruire del conto corrente di base. Ecco perché ogni cittadino dovrà comunicare alla propria banca il proprio Isee, in modo tale che la stessa sia informata ed eventualmente possa non far accedere o meno a questo vantaggioso conto. Chi usufruirà di questo conto corrente dovrà sottostare alle seguenti regole: i numeri di prelievi di contante dallo sportello saranno limitate (da 6 a 12 a seconda del reddito) mentre i prelievi all’interno dell’Atm della propria banca saranno invece assolutamente illimitati. I possessori di tale conto potranno effettuare un numero di prelievi limitati dagli Atm delle altre banche (da 6 a 12 sempre in base al reddito), mentre i bonifici in uscita saranno assolutamente illimitati. I bonifichi in entrata, comprendenti stipendio o eventuali pensioni, potranno essere limitati (36) o illimitati, situazione che varierà anche in base al reddito. I versamenti tramite assegni, invece, potranno essere pari a 6 o 12 in base alla situazione reddituale indicata dall’Isee. I pagamenti, invece, effettuati tramite bancomat saranno illimitati. Ovviamente, nel momento in cui verranno sforate una o più di queste limitazioni, le operazioni verranno ovviamente concesse, ma le stesse saranno soggette ad una spesa, che varierà da banca a banca e dal tipo di operazione.

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Vantaggi ed eventuali svantaggi nell’apertura del conto corrente di base

Secondo una recente stima, l’apertura e la successiva gestione di un conto corrente grava sulle famiglie italiane con una spesa media pari a 77,6 euro l’anno, destinata ovviamente a salire o scendere in base alle possibilità economiche e direttamente in base al contenuto del conto stesso. Nonostante ciò, questa recente legge è stata accolta con una sorta di scetticismo, probabilmente perché non se ne riesce a cogliere i vantaggi intrinseci, cercando di trovare la mela marcia o la fregatura all’interno della legge stessa.

Diciamo che lo svantaggio principale di questo tipo di conto riguarda un eventuale sforamento delle operazioni su descritte, giacché le banche potrebbero applicare dei costi potenzialmente esorbitanti col fine di rientrare nella spesa. Secondariamente, non sono indicate le spese di chiusura e le modalità di trasferimento dei capitali nel momento in cui non dovessero più sussistere le condizioni favorevoli indicate dall’Isee.


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