Ripple: Cos’è e Come Funziona questa Criptovaluta, a cosa Serve e Vantaggi, Differenze Rispetto al Bitcoin

Negli ultimi anni, il termine criptovaluta è sempre più utilizzato. Anche se la maggior parte delle persone è a conoscenza solo e soprattutto dell’esistenza Bitcoin, in realtà le criptovalute sono oltre mille. A inizio gennaio del 2018, il sito Coin Market Cap (CMC), il più importante nel settore della valutazione dei prezzi delle criptovalute, ha contato ben 1410 criptovalute operanti su oltre 7800 mercati differenti. Si tratta di numeri molto elevati, soprattutto se si pensa che quello relativo alle monete virtuali è un processo ancora in fase embrionale e di sviluppo. Tuttavia, l’elevato numero di valute circolanti e l’altrettanto elevato numero di mercati all’interno dei quali esse circolano, ha dato vita a una capitalizzazione che, sempre seguendo quanto riferito dal Coin Market Cap, ha già superato i 600 miliardi di dollari.

Nell’elenco di CMC, che riporta le criptovalute più importanti ossia quelle che presentano un valore più elevato, tra i primi posti appare Ripple, una moneta virtuale relativamente nuova, che è stata introdotta nei mercati nel 2013. Con un protocollo realizzato da Open Coin, Ripple, denominata anche XRP, è considerata una moneta virtuale molto interessante, perché presenta una serie di caratteristiche comuni alle altre criptovalute, ma anche altrettante peculiarità che possono renderla più conveniente per una serie di transazioni. E infatti, lo scopo per cui è stata creata la XRP è stato proprio quello di garantire ai consumatori una criptovaluta in grado di superare le difficoltà tipiche dei Bitcoin. Di seguito, saranno riportati maggiori dettagli sulle caratteristiche di Ripple e del suo funzionamento.

Ripple, la rete e la moneta

Per prima cosa, va sottolineato che quando si parla di Ripple si intende sia la moneta che la piattaforma che ne permette gli scambi e la compra-vendita. Dal punto di vista tecnico, infatti, la moneta virtuale avrebbe il nome di XRP ma si può comprendere facilmente come il termine Ripple sia molto più semplice da utilizzare. Per questo motivo, la criptovaluta viene comunemente chiamata Ripple. Come tutte le monete virtuali, anche Ripple può essere utilizzata tramite una piattaforma non centralizzata, ossia su una rete che può essere modificata nel tempo dagli sviluppatori a seconda delle necessità e delle normative relative alle caratteristiche delle criptovalute. Se ci si sofferma ad analizzare la rete Ripple si potrà comprendere che essa è caratterizzata da tre differenti sezioni: la rete di pagamento, il wallet e la valuta stessa. All’interno della rete Ripple è possibile utilizzare esclusivamente la valuta XRP e operare tramite i cosiddetti crediti IOU. Questi rappresentano le valute reali che vengono convertite in XRP permettendo così gli scambi tramite la piattaforma. Una delle particolarità di queste transazioni è la loro rapidità: esse, infatti, possono essere considerate istantanee, contrariamente a quelle che si realizzano tramite Bitcoin che necessitano di tempi variabili tra i dieci e i quindici minuti per poter essere completate. Inoltre, a differenza di molte operazioni di pagamento presso le classiche banche, esse sono completamente gratuite ma irreversibili. Infine, va sottolineato che tutti i movimenti che avvengono nella rete della valuta XRP, a differenza di quanto avviene invece per i Bitcoin, vengono regolarmente registrati grazie alla presenza di specifici registri detti Ledger. Questo significa che le transazioni dei Ripple sono sempre rintracciabili e caratterizzate dalla massima trasparenza e sicurezza.

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Vantaggi e svantaggi del Ripple

Anche se il Bitcoin non è l’unica criptovaluta esistente al mondo (come già accennato ne esistono oltre 1400 tipologie) è sicuramente la più nota e quella che, al momento, presenta un valore maggiore. Diventa quindi quasi naturale confrontare eventuali vantaggi e svantaggi di una criptovaluta più giovane come il Ripple proprio con il Bitcoin. Va subito evidenziato che dal punto di vista finanziario è difficile definire vantaggi e svantaggi oggettivi di una criptovaluta visto che le particolari caratteristiche di una moneta possono essere considerate vantaggiose o svantaggiose a seconda del tipo di utilizzo e investimento che si deve effettuare. Esiste tuttavia un particolare che può essere considerato oggettivamente vantaggioso, ossia il più elevato limite superiore fissato per i Ripple. A differenza dei Bitcoin, infatti, che prevedono un limite massimo di creazione pari a 21 milioni di unità (non ancora raggiunte), i Ripple presentavano un limite massimo di 100 miliardi. Si tratta di un valore già raggiunto, ossia al momento esistono in circolazione, esclusivamente sulla piattaforme realizzata da One Coin, 100 miliardi di Ripple, divisi tra unità e sottomultipli. Un XRP, infatti, presenta sei differenti sub-unità. La più piccola, denominata Drop ha un valore pari a un milionesimo di Ripple.

Se da un lato, la velocità delle transazioni maggiore rispetto a quelle definite per i Bitcoin rappresenta sicuramente un punto a favore per i Ripple, va evidenziato anche che uno degli svantaggi di questa criptovaluta, probabilmente comune a molte delle monete virtuali presenti sui mercati, è data dalla ancora giovane età, che le rende sempre seconde per fama e tecnologia, al Bitcoin.
Un altro svantaggio del Ripple, ma in realtà rappresenta un elemento negativo di tutte le criptovalute, è l’elevata volatilità. Quando si investe con monete virtuali, infatti, in poco tempo si possono raggiungere interessantissimi guadagni ma poi, in altrettanto breve tempo la moneta può essere enormemente svalutata. Un esempio di questo tipo di situazione si è avuto proprio alla fine del 2017, periodo in cui molte criptovalute hanno visto un’ascesa esponenziale che tuttavia è durata molto poco. A inizio 2018, infatti, gli elevati valori raggiunti hanno lasciato il posto a un decremento dei prezzi che, pur non essendo stato altrettanto rapido, ha comunque influenzato quanti avevano effettuato investimenti nelle criptovalute.


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