imu

Codice tributo 3918 IMU: cos’è, come funziona e come pagarlo con l’F24

Lo Stato Italiano autofinanzia le sue casse mediante l’imposizione di tributi, proporzionati al reddito di ciascun cittadino, secondo il principio di progressività. I tributi si distinguono in tasse, contributi ed imposte. Le tasse sono tributi stabiliti dietro l’erogazione di una prestazione offerta dallo Stato al singolo cittadino ed hanno carattere privato. I contributi sono tributi stabiliti dietro l’erogazione di una prestazione offerta dallo stato alla colettività ed hanno carattere pubblico.

Le imposte sono tributi coatti imposti dallo stato ai cittadini senza l’erogazione di alcuna prestazione, ma per fini pubblici, esse possono essere:
Dirette: in tal caso lo stato preleva direttamente il tributo dalle tasche del contribuente, ma seguendo il criterio della proporzionalità, cioè sulla base del reddito dichiarato;
Indirette, in tal caso il prelievo coatto non è direttamente sul reddito, ma è indiretto ad esempio tramite l’IVA applicata sugli acquisti.

L’IMU

L’IMU sta per “Imposta municipale unica o propria“, si tratta, appunto di un’imposta diretta che incide sul patrimonio immobiliare del contribuente. L’imposta è il frutto del Decreto Legislativo n.23 dell’anno 2011, con il quale abolita l’imposta comunale sugli immobili (ICI), il governo ne statuiva la decorrenza a partire dal 2014 per tutti i titolari di beni immobili, esonerando gli immobili utilizzati per uso personale la c.d “prima casa”. Con il termine prima casa si intende il luogo in cui il titolare dell’immobile o detentore di diritto reale su di esso ha la residenza o la semplice dimora e la utilizza per viverci. La decorrenza dell’imposta è stata, poi, anticipata al 2012 con il Decreto “salva Italia” n. 206 del 2011, prevedendone l’applicazione anche sulle prime case.
Diverse sono state le normative intercorse negli ultimi anni a regolare l’IMU.

Attualmente sono soggetti al pagamento dell’imposta tutti coloro che risultano proprietari di terreni ad uso edificabile e rurali ed immobili, sia ad uso abitativo che commerciale o quanto meno siano in possesso di un diritto reale su di essi (usufrutto, superfice ecc…). A seconda della tipologia dell’immobile e dell’ente di riscossione (Stato o Comune) sono previsti diversi codice di riferimento di pagamento e valori.

IMU codice tributo 3918 cos’è

Il codice di tributo 3918 è la parte dell’imposta municipale propria riservata all’ente comunale in cui è dislocato l’immobile, e riguarda gl immobili che rientrano nella dicitura di “altri fabbricati”. Con il termine altro fabbricato si intendono gli immobili di proprietà, non rientranti nella categoria di prima casa, adibiti di genere all’utilizzo commerciale come uffici, magazzini ecc… Tale codice non va confuso, come spesso e volentieri accade, con il codice tributo 3919, che è la parte dell’imposta IMU per gli “altri fabbricati” dovuta allo Stato.

Ti può interessare anche:  Bankitalia: i dati dell'ultimo Rapporto di Stabilità Finanziaria

Come funziona il codice tributo 3918

Il valore del tributo 3918 è il frutto di un calcolo matematico, fatto di percentuali e moltiplicazioni. Il tributo 3918 è subordinato al valore fiscale di rendita catastale dell’immobile, aggiornata all’anno di riferimento. Una volta individuato il valore di rendita catastale dell’immobile, la Legge prevede che essa vada stimata nuovamente, aggiungendo al valore base il 5%. La nuova stima ottenuta va, poi, moltiplicato per un numero fisso, che varia a seconda della tipologia catastale del fabbricato. L’importo ottenuto viene, a sua volta, moltiplicato con una tassa espressa in percentuale detta aliquota, che di genere è fissa al 7,6 per mille, ma può variare da comune a comune. Il risultato ottenuto fornisce al contribuente il totale finale della somma da versare al comune.

Come pagare il tributo con l’F24

Il tributo 3918 può essere pagato in un’unica soluzione oppure versando un primo acconto entro il 16 giugno e il saldo entro e non oltre il 18 dicembre dello stesso anno solare. Il pagamento è subordinato alla previa compilazione del modello F24 emesso dall’Agenzia delle Entrate. Tale modello può essere scaricato online o richiesto agli appositi sportelli competenti (posta, Agenzia delle Entrate, banca). La compilazione può essere fatta personalmente dal contribuente o avvalendosi dell’aiuto di professionisti del settore come commercialisti o rivolgendosi ad un Caf. Il modello si compone di una serie di campi vuoti, dove inserire i dati di riferimento dell’immobile ed identificativi del contribuente.

Nel modello devono essere inseriti, alle apposite voci,una serie di codici identificativi:
-Il codice tributo, in questo caso 3918;
-Il codice del comune dove si trova il fabbricato.

Oltre a tali codici, devono essere indicati, negli appositi campi, una serie di cifre come:
-L’anno di riferimento del pagamento;
-Il quantitativo di immobili a cui si riferisce la dichiarazione;
-Il valore totale dell’IMU dovuto, e se si tratti di un acconto, un saldo o un pagamento unico, barrare le caselle presenti, inserite nel modello.

Il pagamento può avvenire online o presso gli sportelli dedicati.
Nel caso di errata compilazione, laddove sia stato inserito un codice tributo diverso da quello dovuto, è possibile rettificare il modello F24 presentato. La procedura è semplice, il contribuente o chi per lui, dovrà farne specifica comunicazione al Comune indicando i suoi dati personali e dell’immobile e il codice tributo esatto in sostituzione di quello errato.

Il comune ricevuta tale rettifica provvederà a correggere l’errore e darne comunicazione all’Agenzia delle entrate competente. Al fine di agevolare il contribuente, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione sul proprio sito, gratuitamente, dei fac-simile di F24 suddivisivi per codice di tributo, a cui fare riferimento ai fini della compilazione fai da te.


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *