Come Evitare il Prelievo Forzoso sui Conti Correnti: le Strategie per farlo Legalmente

La situazione economica del nostro paese risente di un momento particolare sia dal punto di vista economico che politico. Ad influenzarla in maniera sostanziale vi è l’influenza delle politiche comunitarie con una continua pressione da parte della Banca Centrale Europea. Ciò che affligge l’Italia ormai da anni è una realtà altalenante che determina poca sicurezza nei cittadini. In questa nebbia di incertezza, negli ultimi tempi la minaccia sui risparmi dei contribuenti si è fatta sempre più reale. Si è ritornati a pronunciare parole che dal lontano 1992 non erano più sulla bocca dei politici. Si parla di introdurre una legge patrimoniale e di attuare un prelievo forzoso su quelli che sono i risparmi degli italiani. Potrebbe essere una soluzione all’instabilità economica del paese per alcuni. Per altri un modo per dare l’ultima stangata alla nostra economia e colpirla al cuore. Lo spettro di tale realtà ha portato molte persone a cercare di salvaguardare i propri risparmi in maniera legale applicando diverse strategie. Le critiche verso il governo sono molte e gli schieramenti politici che si oppongono a tale iopotesi sempre maggiori tanto obbligare il premier Conte ad intervenire più di una volta per ribadire che prima di attuare una politica così drastica ci saranno seri tagli alle spese. Lo stesso Salvini ha precisato in diverse interviste che per il 2019 non vi sarà nessuna legge patrimoniale e nessun prelievo forzoso. Ma le parole dei leader politici non rassicurano i cittadini. Cosa si intende per prelievo forzoso? Cosa può fare un cittadino al fine di evitare il prelievo sui propri conti correnti? Di seguito analizzeremo alcuni aspetti ed esporremo le strategie legali per evitare tale situazione.

In cosa consiste il prelievo forzoso sui conti correnti

Le parole che vengono usate e che terrorizzano gli italiani sono quelle come tassa patrimoniale e prelievo forzoso. Sono due realtà differenti ma strettamente collegate fra di loro. La tassa patrimoniale o imposta sul patrimonio è oggetto di studi da molti anni da parte della Ocse.

L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico in una recente relazione ha sostenuto che un prelievo fiscale sul patrimonio di determinati contribuenti, potrebbe determinare una netta riduzione delle disuguaglianze. Ad oggi delle numerose nazioni che aderiscono all’Ocse solo quattro hanno mantenuto una tale imposta. C’è da considerare che in Italia in maniera indiretta una tassa patrimoniale già esiste ed è presente attraverso l’Imu e l’imposta di bollo sui conti correnti. La legge sulla patrimoniale darebbe quindi diritto di effettuare un prelievo forzoso sui conti correnti in modo fisso e legale. Questa è una procedura straordinaria che può essere attuata solo in momenti particolari di crisi. Prevede la possibilità da parte dello stato di accedere sui conti correnti degli italiani e prelevare una percentuale dei risparmi dei contribuenti sotto forma di tassa sul patrimonio, indipendentemente dalla tipologia di guadagno del singolo cittadino. Lo stato ovviamente può attuare tale procedura senza autorizzazione da parte del cittadino disponendo in questa maniera di una liquidità immediata. È stato calcolato che se si attuasse tale operazione nelle casse dello stato italiano si recupererebbero ben 4.300 miliardi di euro. Come si evidenzia la minaccia è davvero consistente e porterebbe alla certezza che i propri risparmi non siano più al sicuro sui conti delle banche.

Prelievo forzoso: Perché viene eseguito e sue possibili conseguenze

Quando si parla di prelievo forzoso si considera un’operazione drastica da parte dello Stato che interviene in questa maniera solo in momenti di crisi. Basta ricordare quello già avvenuto nel lontano 1992 in cui il governo Amato, stabilì che sarebbe stato necessario prelevare dai conti degl’italiani l’equivalente del sei per mille. In quel caso la necessità era quella di far fronte alla pressante svalutazione della lira di quel tempo. Per alcuni quindi viene considerato nel 2018 come una possibilità di ripresa dell’economia italiana e quindi come disse il premier Amato un male necessario. Per altri invece tale situazione porterebbe al collasso della nostra economia. Infatti possibili conseguenze sarebbero un’evitabilmente situazione di malcontento da parte dei cittadini italiani colpiti nei loro risparmi in un momento di crisi economica. Questo porterebbe di nuovo ad un allontanamento di capitali dal paese, oltre alla riduzione degli investimenti sulle banche. L’economia non verrebbe certo spinta a una ripresa. Le tesi a favore e contro sono molte. Ma al di là se sia possibile aiutare l’economia italiana attraverso il prelievo forzoso resta sempre il problema per il cittadino di vedersi prelevati dal proprio conto i propri risparmi

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Come ci si può difendere dal prelievo forzoso

Poter evitare il prelievo forzoso è possibile anche se non semplice. È importante considerare che per adesso come hanno ribadito i leader politici italiani non vi è nessuna minaccia reale di un tale procedimento. Per questo il contribuente non deve per forza modificare le sue abitudini di risparmio. Ma l’attenzione è inevitabile dato che come avvenuto nel 1992 la caratteristica del prelievo forzoso è quello di essere annunciato dal governo nel momento in cui viene effettuato. Quindi anche se si volesse effettuare degli interventi per evitarlo sarebbe troppo tardi. Per questo è consigliabile attuare in via preventiva una serie di strategie legali al fine di tutelare i propri risparmi. Un’altra premessa è d’obbligo. Tutelare il proprio patrimonio in maniera legale è possibile, ma non è facile.

Di seguito elenchiamo alcuni consigli utili al fine di prevenire ed evitare tale procedura in maniera legale:
– la scelta della banca: per prima caso è importante la scelta della banca in cui decidere di riporre i propri risparmi. Sarebbe preferibile utilizzare un istituto bancario che sia al di fuori dell’Eurozona e quindi non soggetta ad eventuali interventi da parte dello stato Italiano. Ovviamente la cosa non è semplice. Se si decide di mantenere parte dei propri risparmi in Italia è importante valutare bene la banca che offre una serie di investimenti sicuri;
diversificare i risparmi: altro fattore che può contrastare l’eventuale prelievo forzoso è quello di diversificare i propri investimenti. In realtà la procedura prevede di intervenire su tutti i beni del contribuente, ma non vi sono i mezzi sufficienti a poter risalire a tutte le tipologie di prodotti finanziari in cui si è spezzettato il proprio patrimonio. Sono da evitare ovviamente polizze vita, ma anche investimenti pericolosi come in Etf che hanno un alto indice di rischio. Può essere utile investire in immobili anche se in questo caso si devono considerare le tasse aggiuntive come l’Imu;
– Investire in prodotti finanziari al di fuori dell’Europa: altra forma di tutela è quella di investire in prodotti finanziari con società che non abbiano sede nell’eurozona e che quindi non possono essere soggette a un intervento di prelievo forzoso da parte dello stato italiano;
– investire in oro: se si ha dimestichezza con il mercato dell’oro, potrebbe essere utile acquistare questa maniera prima, dato che non è sottoposta alla procedura;
– mantenere una certa liquidità: la legge italiana prevede che non sia possibile prelevare più di 1000€ in contati. Potrebbe essere comunque utile ridurre il quantitativo di denaro presente sul proprio conto corrente o condividendo altri conti correnti con dei familiari, oppure mantenendo una liquidità reale;
– informazioni: tenere sotto controllo le politiche del governo non è solo un buon modo per essere sempre al corrente di ciò che avviene nella propria nazione, ma anche poter mantenere un occhio aperto verso eventuali politiche tendenti ad applicare un prelievo forzoso sui conti correnti.


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