Detrazione per l’acquisto del materasso, ecco quando è possibile

Lattice, a molla, in poliuretano, memory foam, ortopedico e multistrato: non c’è dubbio che i materassi oggi abbiano implementato tecnologie di tutto rispetto. Districarsi nel mercato è quantomeno difficoltoso ma, tanto più se deve assolvere alla funzione di dispositivo medico. In questo caso, anche la spesa d’acquisto può essere detratta in parte ma il materasso deve avere rigidi requisiti per poter ottenere il sussidio.

Caratteristiche del materasso, quando si può detrarre

Non tutte le spese relative all’acquisto di un materasso possono essere detratte. Questo perché la normativa è molto stringente e consente la detrazione solo in alcuni casi molto specifici. Non è considerato, ad esempio, requisito valido per la detrazione, l’acquisto di un materasso anallergico, seppur regolarmente prescritto dal medico curante. Molti venditori pubblicizzano i propri materassi come i migliori ma va sottolineato che, sebbene molti di questi abbiano ottime caratteristiche, essi non sono considerati meritori della detrazione. Questa infatti spetta a quei materassi che assolvono attivamente la funzione di dispositivo medico. Non sarà quindi considerato valido, in termini di detrazione, un ottimo materasso che evita il formarsi di patologie ortopediche ma solo quello che aiuta la persona attivamente rispetto alle proprie patologie attuali.

Materasso, dispositivo medico e terapeutico

Premesse le caratteristiche di cui sopra, il materasso che può godere delle detrazioni irpef sulle spese d’acquisto deve avere due particolari requisiti. Deve essere dispositivo medico di classe 1 con funzioni antidecubito (cioè quella che aiuta la persona allettatta per molto tempo a non avere piaghe e vesciche) e bisogna avere una certificazione medica che ne attesti la necessità d’acquisto. La classificazione di dispositivo medico in classe 1 è importante in quanto questa certificazione attesta che il prodotto sia stato fabbricato con materie di prime qualità. Inoltre, per ottenere tale certificazione, il materasso ha subito test da parte di laboratori indipendenti e ottenuto la marcatura CE. In questo caso non importa la tecnologia utilizzata dal materasso per la funzione antidecubito, ma ai fini fiscali saranno sufficienti solo i requisiti sopra citati.

Se ci troviamo in questa situazione, la detrazione fiscale riconosciuta ammonta al 19% della spesa sostenuta. Queste risorse vengono rimborsate sull’irpef del dichiarante e va da sè che se è incapiente, a nulla vale l’intera operazione non potendo rimborsare alcuna parte di irpef obbligatoria se non dovuta. La spesa può essere effettuata sia direttamente dalla persona che ne usufruisce ma anche da parte di un familiare che ha a carico la persona che necessita l’acquisto. Per la detrazione in questo caso è importante che le fatture e i pagamenti siano intestati al familiare pagante cosicché possa detrarre le spese dalla propria dichiarazione dei redditi. Si ricorda che è fiscalmente a carico quel familiare che non supera un reddito annuale di circa 2800€. Il pagamento deve essere fatto con metodi tracciabili per cui viene escluso il pagamento in contanti. Si può pagare tramite bonifico bancario ma anche, come l’Agenzia delle Entrate ha confermato, con carte di credito o carte di debito. A completamento dei documenti bisogna conservare lo scontrino o la fattura d’acquisto per poterli esibire, quando richiesto, dagli organi competenti.

Bonus mobili, un’alternativa per risparmiare sull’acquisto dei materassi non ortopedici

Se invece si vuole cercare di risparmiare nell’acquisto di un materasso giova ricordare che è ancora attivo il cosiddetto bonus mobili. Questo contributo permette a chi ristruttura un’abitazione di godere di una detrazione del 50% delle spese per mobili ed elettrodomestici nuovi fino ad un massimale di euro 10.000 per unità immobiliare. In tale spesa può essere anche ricondotto l’acquisto del materasso che, posta la ristrutturazione quale elemento base, può essere detratta anch’essa, del 50% sull’irpef dovuta. In questo caso il pagamento deve essere effettuato con metodi tracciabili. Perfetto è il bonifico bancario ove poter indicare causale e godimento della detrazione.

Il rimborso avverrà attraverso rate uguali e costanti per 10 anni consecutivi e sarà corrispondente ad un credito di imposta sull’irpef delle dichiarazioni dei redditi annuali.


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