Flat tax
in inglese significa letteralmente “tassa fissa”. È una struttura tributaria che presume un’unica aliquota indipendente dal livello di reddito personale dei contribuenti. Viene considerata quindi un sistema fiscale semplificato che stimola il contribuente alla lealtà fiscale. Il contribuente grazie alla Flat Tax infatti ha la possibilità di pagare meno e quindi è meno incentivato all’evasione. Lo stato grazie alla flat tax beneficerebbe della minore evasione prevista. Inoltre le imprese e le persone fisiche pagherebbero meno e potrebbero quindi beneficiarne i consumi. Le imprese potrebbero crescere, investire e quindi assumere nuovo personale. In effetti nei paesi dove è stata applicata Flat tax dopo un primo periodo di assestamento, ha prodotto una certa crescita costante.
Secondo alcuni costituzionalisti e esponenti di sinistra la flat tax sarebbe incostituzionale perchè come cita l’articolo 53 cita che – “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.” E dato che l’aliquota è fissa sia per i ricchi che per i poveri, da questo punto di vista la flat tax potrebbe essere non in linea con la costituzione. Questo sistema fiscale fu creato per la prima volta nel 1956 dall’economista americano Friedman.
Flat Tax: verrà introdotta in Italia?
L’attuale Ministro degli Interni e Vicepremier Matteo Salvini prima del contratto di governo aveva proposto un’aliquota sola al 15 per cento, con una detrazione fiscale totale per i redditi inferiori ai 7000 euro. Forza Italia aveva invece proposto una versione più moderata, con l’aliquota al 23 per cento con l’esenzione dalla contribuzione per i redditi dagli 8 mila ai 12 mila euro. Già nel 1994 Silvio Berlusconi aveva proposto un’aliquota al 33%. Entrambi queste proposte prevedevano sistemi di deduzioni e detrazioni per i meno abbienti per essere il più possibile in linea con i principi costituzionali.
La Flat tax proposta invece nel contratto di governo di cui sono artefici lo stesso Matteo Salvini (leader della Lega) e Luigi Di Maio(leader M5S) prevede una novità importante due aliquote, al 15 e al 20%, per persone fisiche, famiglie, partite Iva e imprese. In Europa la Flat tax è stata già applicata a diversi paesi dell’est e in Russia. In questi paesi si tratta di una Flat tax ad aliquota unica. In Estonia l’aliquota è del 24,25, in Lettonia e Lituania del 33%, in Russia del 13%, in Ucraina del 15%, in Romania del 16%, in Macedonia del 12%, in Albania e in Bulgaria del 10%.Si prevede l’entrata in vigore della Flat tax del governo Conte per l’anno 2020. Ma probabilmente in un primo momento riguarderà solo le imprese.Nel dettaglio quella del 15% riguarderà i redditi familiari fino agli 80mila euro, mentre per chi guadagna di più l’aliquota è del 20%. La flat tax prevede anche delle deduzioni per le famiglie. Per le famiglie con un reddito da 0 a 35mila euro annui è prevista una deduzione per ogni componente di 3000 euro. Per le famiglie con redditi superiori ai 35mila sino a 50mila euro è prevista la detrazione solo per i carichi familiari. Per le famiglie invece oltre i 50mila euro non è prevista alcuna deduzione. Con l’entrata in vigore della Flat tax non verranno meno tutte le attuali detrazioni come quelle dei mutui sulla prima casa, le ristrutturazioni e quelle riguardanti il risparmio energetico purchè stipulate prima della flat tax. Questa rivoluzione fiscale potrebbe costare allo sto tra i 35 e i 40 milioni di euro.
Attualmente invece il sistema tributario si basa su 5 aliquote con altrettanti scaglioni Irpef. Trovare i soldi per finanziare la flat tax non è semplice e il neo ministro dell’Economia Giovanni Tria ha lasciato intendere che una delle soluzioni possibili potrebbe essere l’aumento dell’IVA.
Flat Tax e Pace Fiscale
Oltre alla Flat tax il governo Conte sta pensando ad una “pace fiscale” che riguarderà tutte le cartelle esattoriali. Questa potrebbe essere una delle misure di finanziamento della Flat tax che potrebbe scongiurare il temuto aumento dell’IVA. Per quanto riguarda invece il reddito di cittadinanza ancora non si sa quando e come entrerà in vigore. La Flat tax non trova però d’accordo il Partito Democratico all’opposizione, che tramite il parlamentare Luigi Marattin ha dichiarato:”La flat tax sui redditi di impresa esiste da qualche decennio. Prima si chiamava Irpeg, e ora si chiama Ires, e tassa proporzionalmente i redditi delle società di capitali. E a ridurla – dal 27,5% al 24% – è stato il governo Renzi”. Sulla stessa linea di Marattin i senatori dem Mauro Maria Marino, Teresa Bellanova e soprattutto il segretario Maurizio Martina che ha dichiarato tramite Twitter:”Fla Tax. Continua la presa in giro degli italiani da parte di Lega e M5S. Sulle imprese fanno finta di non sapere che abbiamo già fatto noi: Ires (dal 27,5 al 24%) e Iri (al 24% per le Pmi).
