La garanzia di un prodotto è un concetto molto importante. Attraverso questa infatti il consumatore è disposto ad acquistare un bene sapendo che potrà, in caso di difetti o malfunzionamenti, richiedere la sostituzione o il dovuto al venditore. Come si può intuire la garanzia è quindi lo strumento fiduciario che è posto alla base del commercio e dell’economica moderna. Proprio per la sua importanza, la garanzia è soggetta a limiti e obblighi di legge ben precisi.
Garanzia commerciale e legale, che cosa cambia fra le due?
La garanzia può essere commerciale, se prevista dal produttore, o legale che vale erga omnes e che fonda i criteri minimi cui tutte le garanzie devono attenersi. Per garanzia commerciale si deve intendere quella offerta dal produttore all’acquirente e che diviene parte del contratto di vendita. Viene usata di solito dai produttori per garantire ulteriormente il proprio prodotto e per conquistare maggiormente la fiducia del mercato. Diversa e obbligatoria è la garanzia legale. Questa è prevista dalla legge e prevede i limiti minimi che devono garantire i produttori nei confronti degli acquirenti. La garanzia legale non è derogabile dal venditore, nè dal contratto. Traendo la sua origine dalla legge infatti questa è inderogabile e necessaria. Rispetto a quella commerciale che può essere anche a pagamento, la garanzia legale è sempre gratuita. Inoltre essa è uguale per tutti e irrinunciabile.
La garanzia legale europea per il consumatore
L’Unione Europea già da tempo ha realizzato norme per armonizzare le normative degli Stati aderenti in merito alla garanzia legale. Questa viene senza dubbio vista come strumento fondamentale per il libero esercitarsi del mercato economico comune. La direttiva di competenza è la Direttiva 1999/44/CE che si occupa per l’appunto di fornire una garanzia legale avente caratteristiche comuni in ambito europeo. Il principio alla base della Direttiva è quello di conformità. La Direttiva infatti tutela il consumatore in base a tale principio. Spetta al venditore fornire il bene all’acquirente, così come descritto nella fase di vendita (che può avvenire anche telematicamente). Il bene deve essere atto all’uso che ne viene richiesto e può essere definito difettoso anche quando non presenta le prestazioni di un bene dello stesso tipo. In tutti i casi in cui il bene non risulta conforme responsabile è il venditore che dovrà farsi carico, alternativamente, del rimborso dell’acquisto o della sostituzione del bene scopertosi difettoso. Va ricordato che un bene può considerarsi difettoso anche quando lo stesso non adempie alle funzioni o finalità esposte dal compratore al venditore. Questo si realizza quando chi compra abbia esposto chiaramente a chi vende le funzioni che dal bene richiede, in fase di contrattazione.
Caratteristiche della garanzia legale europea
Sebbene la garanzia legale europea per il consumatore sia normativa applicabile e minima in tutti gli Stati aderenti, molti di questi hanno adottato piccole differenze. Per esempio alcuni permettono un diritto di reclamo in un tempo più lungo mentre altri lo prevedono più breve. In ogni caso il tempo di riferimento per quanto riguarda i beni durevoli è di 2 anni. Per quelli deperibili di 1 anno (non ulteriormente riducibile da parte della normativa particolare dei singoli Stati). L’onere della prova è inverso. Spetta al compratore denunciare il vizio della cosa, che quindi si da per certo fin dall’acquisto, mentre sarà compito del venditore dichiarare e soprattutto dimostrare che il vizio non era presente al momento della vendita e che quindi è sopraggiunto a cause a lui non imputabili o al limite all’utilizzo fattone dal compratore. Nello specifico tutti i difetti che vengono riscontrati in beni durevoli entro i 6 mesi seguono questa disciplina in tema di onere della prova. Superati i 6 mesi di utilizzo, o dall’acquisto, l’onere si inverte. Va sottolineato che il consumatore deve però sempre operare con diligenza utilizzando il bene secondo le funzioni cui è finalizzato. Eventuali comportamenti erronei o manomissioni, la garanzia decade automaticamente.
La garanzia legale in Italia
In Italia il codice del consumo (d.lgs 206 del 2005) è il testo di riferimento. Questo ha disciplinato la garanzia legale in Italia facendo propri tutti gli obblighi in ambito europeo. In particolare l’art. 130 prevede che il consumatore abbia diritto alla sostituzione del bene difettoso con uno senza difetti o al limite della riparazione gratuita dello stesso purché questa non incida sulla qualità e sulle prestazioni del prodotto acquistato. Inoltre la riparazione o sostituzione devono avvenire entro un termine che il legislatore definisce congruo. Tutte le spese dovute a ritiro, spedizione e riparazione devono essere effettuate senza alcun onere per il compratore. Solo in alcuni casi, valutate le specifiche tecniche del prodotto e i costi di riparazione, potrebbe essere possibile richiedere, sempre da parte dell’acquirente, una riduzione del prezzo del bene effettivamente viziato. Nulla è dovuto per quei beni acquistati già conosciuti come viziati da parte dell’acquirente.
Come visto la garanzia europea per il consumatore è una garanzia effettiva a tutela del mercato comune. In ogni caso, qualora si soggiornasse per un periodo in altri paesi è bene verificare nel dettaglio la normativa di riferimento poiché i termini, per proporre giudizio, per richiedere la sostituzione o riparazione del prodotto, per denunciare i difetti dell’acquisto, potrebbero essere leggermente differenti. A tutela del consumatore è possibile leggere tutti i dettagli del caso anche sul sito delle istituzioni europee ove è possibile trovare non solo la direttiva di riferimento ma anche diversi opuscoli ufficiali che spiegano, in maniera semplice ed intuitiva, le piccole differenze fra Stati membri anche in termini di danni dovuti a consegne.
