Pensionati in Portogallo: Tassazione, i Vantaggi di Trasferirsi, Come Vivere in Portogallo da Pensionato

Trasferirsi in Portogallo, una scelta che negli ultimi anni molti dei pensionati europei, in particolare dall’Italia (ma già da tempo in precursori di tutto sono stati i Britannici), hanno intrapreso o stanno valutando di intraprendere. Prima di parlare del regime fiscale che avvantaggia i pensionati italiani che si trasferiscono in Portogallo, va evidenziato come ci siano molteplici fattori che incoraggiano un pensionato, ma non solo lui, a stabilirsi in Portogallo.

Pensionati in Portogallo

Il Portogallo è un Paese in grande crescita, a dispetto del periodo che lo vedeva in crisi nel periodo compreso fra il 2011 e il 2013 ed ha una qualità della vita di alto livello. Una particolare attenzione all’ordine, alla pulizia e alla cura dei servizi, accompagnata da un basso tasso di criminalità, rendono questo Paese affacciato sull’Atlantico un punto di riferimento per chi desidera lasciare l’Italia. Nonostante l’arrivo di importanti investimenti stranieri abbia contribuito ad alzare la media generale dei prezzi, in particolare quello per i beni immobili, il costo della vita resta ancora particolarmente basso.

A questi vantaggi di carattere strettamente materiale vanno aggiunte le bellissime mete turistiche e naturalistiche del Paese, sia nelle grandi città come Lisbona, la sua capitale, che Porto, la seconda città del Portogallo, in particolare nella costa nella zona dell’Algarve, in città come Portimão e Olhão, zona peraltro già frequentata da tempo dai pensionati inglesi che lasciano la Gran Bretagna per trovare un piccolo paradiso sull’Atlantico.

In media, una coppia di pensionati può vivere in modo agevole in Portogallo con appena 1.200 euro/mese, grazie al costo della vita ancora modesto rispetto agli altri Paesi europei.

I vantaggi, inoltre, riguardano altri settori, specie quelli più sensibili per i pensionati quali, ad esempio, la qualità del servizio sanitario che vede il Paese lusitano al 19esimo posto nel mondo per qualità dei servizi sanitari offerti, specialmente nelle principali città del Paese.

Il servizio sanitario è pubblico, ma sono presenti numerose strutture private che integrano le offerte per il cittadino. Per il cittadino dell’Unione Europea, naturalmente, l’assistenza sanitaria è gratuita.

Tassazione vigente in Portogallo per i pensionati

Grazie ad un accordo bilaterale fra Italia e Portogallo, il pensionato italiano che decide di trasferirsi nel Paese più occidentale d’Europa, può decidere quale fiscalità farsi applicare, se quella italiana o quella portoghese. Appare chiaro che quella più conveniente è quella locale. Per ben dieci anni, infatti, il pensionato che si trasferisce in Portogallo non è soggetto a tassazione di alcun genere. Questa politica, denominata del è la politica del “Nao residente Habitual”, riguarda, appunto i non residenti abituali che devono mantenere la residenza fiscale nel Paese per almeno 183 giorni all’anno per rispettare anche le regole del fisco italiano e non incorrere in violazioni fiscali.

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Per poter avere questa tipologia di esenzione fiscale occorre, tuttavia, non essere stato oggetto di tassazione in Portogallo nei 5 anni precedenti alla domanda. Questo allo scopo di evitare che venga fraudolentemente prolungato il periodo di esenzione fiscale.
Ad ogni modo, anche dopo il periodo di esenzione fiscale, la tassazione per i redditi da pensione resta fra le più basse in Europa con aliquote non superiori al 25% annuo.

Come trasferirsi in Portogallo

Dopo aver individuato bene l’area di interesse, preferibilmente sulla costa anche per il clima, si passa alla ricerca dell’abitazione da acquistare o da prendere in locazione.

I costi delle abitazioni, sebbene in lieve aumento proprio per la crescita della domanda, sono ancora ben distanti da quelli a cui siamo abituati in Italia, specialmente nelle grandi città. Il costo medio nazionale è di circa 950 euro per mq, con punte di 1.300 euro circa su Lisbona e 1.400 su Algarve, la località più gettonata dai pensionati.

Ci sono poi una serie di adempimenti burocratici, alcuni da effettuare in Italia, altri in Portogallo, necessari per il trasferimento che andiamo ad elencare:
– dichiarazione di espatrio da effettuare presso il Comune di residenza in Italia;
– iscrizione, in modalità telematica, all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE);
– iscrizione al Portale del Ministero delle Finanze del Portogallo, per gli aspetti di carattere fiscale e per l’ottenimento del NIF, il codice fiscale portoghese;
– richiesta, in modalità telematica su portale dedicato, dello Status di Residente non Abituale (RNH);
– richiesta, in modalità telematica, della residenza fiscale in Portogallo;
– iscrizione all’anagrafe locale, esattamente come in Italia presso gli uffici del comune presso cui si decide di risiedere;
– richiesta di esenzione dalla doppia imposizione, allo scopo di ottenere le agevolazioni previste dal regime locale.

Una volta completate le procedure sopra elencate, è fondamentale inoltrare all’INPS della propria provincia tutta la documentazione ottenuta, anche in questo caso il tutto va fatto in modalità telematica dal portale dell’INPS.

Per ricevere la pensione, è necessario aprire un conto corrente bancario in Portogallo in modo da avere un IBAN locale. Le banche locali sono affidabili, solide e hanno costi di gestione commisurati al generale basso costo della vita.

A questo punto le procedure burocratiche sono terminate e si potrà iniziare a vivere, per almeno 187 giorni (non si dimentichi questo particolare per non incorrere nelle richieste del fisco italiano) in Portogallo.


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