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Basilea 3: approvati nuovi requisiti Banche

Il nuovo accordo chiamato Basilea 3Il nuovo accordo chiamato Basilea 3 è stato siglato e porterà gradualmente all’affermazione di nuovi requisiti a cui le Banche dovranno uniformarsi. Vediamone le caratteristiche.

La definizione dell’Accordo di Basilea 3

Dietro il raggiungimento dell’accordo che è alla base del regolamento Basilea 3 c’è stato un significativo lavoro di tutti i Governatori delle Banche Centrali Europee. L’indirizzo seguito per la definizione di questo regolamento è stato quello di trovare un accordo su “requisiti” soprattutto di natura patrimoniale più severi.  Queste scelta è stata dovuta ad una volontà di rendere, in futuro,  le Banche più resistenti a situazioni di crisi come l’ultima legata ai mutui subprime.

Tempi non immediati

Prima della definitiva entrata in vigore del nuovo regolamento Basilea 3 occorre attendere almeno il 2013, anno in cui i suoi contenuti inizieranno ad essere gradualmente applicati per divenire poi definitivamente ufficiali per tutti i Paesi membri da gennaio 2019. Attualmente, il testo del nuovo Basilea deve essere sottoposto alla commissione del Financial Stability Board, l’organismo sovranazionale che è attualmente guida dal governatore della Banca d’Italia Draghi. Il prossimo passo sarà la ratifica dell’accordo da parte del prossimo G20 di Seul.

I nuovi Requisiti

Il nuovo Basilea 3 si è concentrato particolarmente sul patrimonio di vigilanza delle Banche e sulle capacità di contenimento del rischio. In sostanza l’obiettivo dei nuovi parametri è quello di rendere le Banche più robuste contro possibili situazioni di crisi e per garantire ciò è importante che queste detengano fondi necessari per fronteggiare i rischi.  Secondo Basilea 3 le banche dovranno possedere un patrimonio di vigilanza più elevato che dovrà essere direttamente proporzionale agli investimenti che l’Istituto compie. Con tali soluzioni i governatori della Banche centrali vogliono rendere gli Istituti europei più solidi e sicuri per i clienti finali. Una riflessione che sembra doveroso fare è quella secondo cui, però, tale nuova regolamentazione non porterà le Banche a investire meno per non dover affrontare gli eccessivi oneri  legati all’accrescimento obbligatorio del fondo di sicurezza.

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