Alla scoperta del prestito personaleHai bisogno di un prestito personale? Se sei in cerca di una prestito, ma non sei al corrente di ciò che interessa questo settore, noi ti spieghiamo cos’è un prestito personale e quali sono le sue caratteristiche.
Chiunque abbia necessità di una somma di denaro di importo medio-alto per l’acquisto di un bene o di un servizio può fare affidamento al prestito personale fornito dalle banche. La caratteristica principale del prestito è quella di lasciare assolutamente libero il cliente di spendere la somma ricevuta come meglio crede: l’unico limite è rappresentato dal divieto di utilzzarla per scopi imprenditoriali. Infatti, al momento della stipula del contratto, la banca non ha la necessità di conoscere cosa il cliente ha intenzione di fare del denaro ottenuto, ma dobbiamo tenere presente, però, che lo stesso Istituto è legittimato ad indagare circa le modalità di spesa del prestito personale erogato.
Da un punto di vista normativo, poi, c’è da sapere come i prestiti personali sono regolati da tutte le leggi inerenti l’ambito del credito al consumo: il cliente riceve il prestito direttamente nelle proprie mani mediante un assegno circolare o un bonifico effettuato verso il suo conto corrente.
Chi richiede un prestito personale?
Le norme vigenti randono il prestito personale disponibile unicamente a favore dei clienti consumatori escludendolo, invece, per imprese o clienti intenzionati ad utilizzarlo per il finanziamento della propria impresa.
Ammontare e durata del prestito
Quanto possiamo richiedere alla banca attraverso un prestito personale?
Anche in questo caso è la norma vigente a stabilirlo: si va da un minimo di € 154,94 ad un massimo di € 30.987,41. Ci fermiamo per ricordare come l’importo che gli istituti bancari mettono a disposizione tramite un prestito personale sono medio alti, soprattutto rispetto ad altre tipologie di prestito, e che la restiuzione della somma può essere dilazionata tra un minimo di 12 ad un massimo di 120 mesi. Naturalmente stiamo parlando di rate, ossia di una scomposizione in piccole somme da restituire alla banca per effettuare, appunto, la rendita del prestito ottenuto.
Il piano di ammortamento: fissiamo il numero delle rate
Con piano di ammortamento ci riferiamo al programma di restituzione del prestito personale che ne prevede la scomposizione in rate mensili: da un minimo di 12 ad un massimo di 120.
Ogni rata prevede la restituzione di una quota di quel capitale che la banca ha prestato al cliente e di una quota di interessi che l’istituto applica sul denaro. E’ importante sapere che l’entita degli interessi aumenta con la cresita del numero delle rate in cui decidiamo di suddividere la restituzione, e questo è un particolare molto importante per comprendere i costi complessivi del prestito. Al contrario, minore saranno gli interessi da pagare se minore è il numero delle rate.
Estinzione anticipata
L’estinzione anticipata è la possibilità, prevista per il cliente, di saldare e restituire tutta la somma di denaro ricevuta in prestito prima della scadenza del limite massimo e in un’unica soluzione.
Ma prima di decidere per tale possibilità è bene sapere che è sconsigliata se si è vicini al termine naturale del prestito: la ragione è che i tassi di interesse sono molto più elevati nel primo periodo e in relazione soprattutto alle prima rate, per cui quando ne rimangono poche da pagare, essendo più basso il tasso di interesse applicato dalla banca, risulta basso il risparmio che potremmo ottenrerrne.
Quindi, se è possibile, è decisamente meglio ragionare sull’estiinzione anticipata nei primi periodi successivi all’ottenimento del prestito.
I Tassi di interesse
Come accade per i mutui, anche sui prestiti personali le banche applicano dei tassi di interessi: naturalmente questi sono calcolati sulle rate previste per la restituzione della somma di denaro ricevuta in prestito. I tassi applicati sono rappresentati dal Tasso Annuale Nominale (TAN) e dal Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG)
Le garanzie per la banca
Le garanzie permettono alle banche di tutelarsi verso possibili situazioni di insolvenza: in sostanza, tutelano l’istituto nel caso in cui il cliente, per diversi motivi, non versa le rate per la restituzione della somma di denaro. Ciò che le banche analizzano prima dell’erogazione dei soldi è, naturalmente, la situazione patrimoniale e reddituale del cliente in cui rientra anche la professione e il tipo di contratto con cui quest’ultimo è legato all’impresa o all’azienda in cui lavora.
Tra le garanzie personali che l’istituto richiede segnaliamo la firma di una seconda persona, definita coobbligato o terzo garante, che garantisce la restituzione in caso di insolvenza del cliente.
Ma dobbiamo ricordare anche le assicurazioni del credito: si tratta di polizze con cui le banche si assicurano il rimborso del capitale in caso di insolvenza o improvvisa invalidità teporanea o permanente del cliente che, impossibilitato al lavoro, non potrebbe permettersi il pagamento delle rate previste.

