Una tipologia di mutuo che, per chi non lo conosce, potrebbe sembrare uno scherzo. Eppure esiste e quello che promette è proprio un tasso variabile con rata costante. Analizziamo il mutuo variabile a rata costante evidenziandone aspetti positivi o negativi.
Le caratteristiche generali del mutuo prevedono la stipula di un contratto in cui il cliente può inizialmente determinare l’ammontare massimo della rata, ossia determinare la somma massima che la rata mensile non potrà mai superare. Inoltre è prevista la possibilità di prolungare eventualmente la durata del mutuo alla scadenza cosicché il cliente arrivi sempre a restituire alla Banca il prestito ottenuto. Praticamente, proprio perché la rata rimane costante, è la durata de mutuo che varia.
Cosa lascia dei dubbi
Iniziamo subito evidenziando quegli aspetti che non farebbero propendere per un mutuo variabile a rata costante. Preoccupa sostanzialmente il fatto che la durata del mutuo viene allungata. Questo si spiega perché se cresce il tasso di interesse aumenta comunque la porzione di interessi che il cliente dovrà restituire alla Banca. Equivale a dire che, pur avendo una rata costante che non andrà a pesare sempre di più sui propri conti mensili, il cliente vedrà allungare il mutuo negli anni. Inoltre, poiché i mutui hanno comunque una durata massima (30, 35, in pochi casi 40 anni), si rischia di incappare in una maxi rata finale utile a saldare la porzione di prestito rimanente.
Cosa c’è a vantaggio del cliente
Un mutuo variabile a rata fissa è sostanzialmente un mutuo che propone il vantaggio dei tassi variabili: se questi calano nel tempo, diminuisce il peso del mutuo stesso per il cliente. Per questo mutuo la rata rimane comunque costante, anche se i tassi scendono. Ma se i tassi calano la rata verrà costituita maggiormente di capitale vero e proprio e questo permetterà al cliente di restituire il mutuo più velocemente.
