Analizziamo la tipologia delle polizze rivalutabili poiché costituisce quella più comune tra le polizze vita sottoscritte. Dietro le polizze ci sono investimenti gestiti dalle Compagnie e questo comporta caratteristiche interessanti.
Le Polizze Rivalutabili , in breve
Diamo subito una definizione semplice di come funzionano le cosiddette polizze rivalutabili per cui le Compagnie impegnandosi ad investire il capitale versato dall’assicurato, sono in grado di offrire interessi e margini di guadagno. Con capitale versato intendiamo il premio versato periodicamente alla Compagnia e che questa investe solo in parte: una percentuale (minore) è sempre tenuta in proprio dall’Assicurazione per coprire le cosiddette “spese di gestione”.
Un Tasso minimo Garantito
Una caratteristica positiva e interessante delle polizze rivalutabili è quella del cosiddetto tasso misto garantito: sta a significare che da contratto, ogni polizza rivalutabile non avrà mai un tasso di interesse creditorio inferiore ad una determinata aliquota “minima” appunto.
Inoltre se l’investimento che la Compagnia gestisce rende bene, l’assicurato può ottenere un’ulteriore percentuale rispetto al tasso minimo mentre se al contrario, l’investimento ottenesse risultati negativi sarebbe la Compagnia ad accollarsi la perdita mentre l’assicurato sarebbe comunque protetto.
Suddivisione degli Utili
Come specificato in precedenza, le polizze rivalutabili non concedono all’assicurato l’intero guadagno ottenuto degli investimenti. Mediamente, l’assicurato ottiene dal 75 all’85% lasciando che la Compagnia mantenga il rimanente per spese di gestione della polizze e degli investimenti eseguiti.
