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Controlli sul Conto Corrente

Controlli sul Conto CorrenteIl 2012 è l’anno in cui si è avuta la svolta in fatto di controlli su movimenti di denaro. Controlli che, inevitabilmente, interessano anche i contoi correnti. Vediamo, quindi, cos’è cambiato e come di determinano le recenti disposizioni in termini di controlli sul conto corrente.

La Tracciabilità sui conto corrente

Il punto su cui ruotano tutte le discussioni in ambito economico e politico è costituito dal concetto della tracciabilità finanziaria. Intendiamo la possibilità che l’Agenzia delle Entrate vuole avere di conoscere tutti i movimenti di denaro che i cittadini generano rispetto ad un conto corrente o ad una carta di credito classica o prepagata. I controlli sul conto corrente, i controlli su accrediti e pagamenti sono divenuti un fattore determinante.

Come avverranno i controlli

I controlli sul conto corrente dei cittadini italiani avvoene già regolarmente mediante un costante scambio di dati tra gli Istituti di Creditoche li inviano all’Anagrafe Tributaria. Questa ha, quindi, la possibilità di associare ai nomi dei cittadini tante informazioni su movimenti di denaro e di confrontarle con i dati diffusi mediante l’ISEE,

Incrocio dei Dati

Attraverso la fornitura dei dati da parte della Banca, quindi, gli ispettori dell’agenzia delle entrate potranno eseguire il conrollo sui conti correnti e incrociare entrate ed uscite di denaro rispetto al reddito dichiarato dal correntista stesso. Il conto, quindi, diventerà uno specchio delle abitutini di spesa del contribuente, ma anche di capacità di guadagno dello stesso. Con esso, naturalmente, anche tutte le carte di pagamento associate che permettono di spendere denaro presso esercizi commerciali. Carte prepagate incluse.

Le nuove disposizioni di controllo sui conti correnti si affiancano anche decisioni di ridurre la circolazione di denaro contante: ci riferiamo all’obbligo di versare stipendi e pensioni sul conto corrento o su carte prepagate, nonché un notevole abbasamento della soglia massima dei pagamenti che possono essere eseguiti in contanti (ora non oltre i 1,000 euro per stipendi e pensione, 500 euro per i pagamenti)

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