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Manovra Monti sui Conti Correnti

Manovra Monti sui Conti CorrentiIl Governo Monti ha introdotti diverse disposizioni in fatto di carte di credito, conti correnti e prodotti bancari. La Manovra varata rema contro l’evasione, ma introduce anche tasse e balzelli che incidono sulle tasche dei risparmiatori. Vediamo insieme cosa ha introdotto la Manovra Monti per i Conti Correnti, in particolare.

Decreto Salva Italia

La Manovra Monti sui Conti Correnti, ma dedicata non solo ad essi, ha il nome di Decreto Salva Italia ed ha contenuti diversificati e disposizioni che riguardano tutti i prodotti e gli strumenti finanziari di uso più comune. Il suo contenuto, comunque, tocca anche l’Inps e le pensioni, il Fisco e l’evasione fiscale, ma vogliamo concentrarci in particolare su quanto riguarda la gestione del risparmio.

Evasione Fiscale
La Manovra Monti sui Conti correnti ha origine anche dall’obiettivo che il Governo si è posto di ridurre la grande evasione fiscale che caratterizza il rapporto, nel nostro Paese, tra Stato e cittadini/imprese. Uno dei punti principali, infatti. È costituito dal controllo che la Manovra introduce in forma organizzata e sistematica: si segnala l’obbligo di pagamento con assegni o bonifici per somme superiori ad € 999,99 (uguali o superiori a 1.000 euro, quindi), nonché maggior liberta degli enti preposti (agenzia entrate, Inps) ad eseguire controlli mirati e approfonditi su carte di credito, carte bancomat e conti correnti dei risparmiatori.

Nuova Tassazione
La Manovra Monti sui conti correnti ha previsto l’introduzione di un bollo di € 34,20 per tutti i conti che dtengono cifre superiori a 5 mila euro. Una disposizione che vale per i conti detenuti dalle persone fisiche, poiché per i conti correnti di aziende, invece, tale bollo è stato accresciuto da euro 73,80 a 100,00 euro (ma con deducibilità dalle imposte).

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Scoperto di Conto
Altra disposizione contenuta nella Manovra Monti e dedicata ai conti correnti quella che interessa lo scoperto di conto. Il Governo, infatti, ha deciso che le Banche possono praticare degli interessi sui soldi “prestati al correntista” pari allo 0,5% al massimo. Si tratta di una regolamentazione sicuramente utile e pi favorevole per il cliente.


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