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Blockchain: Definizione, Cos’è e Come Funziona la tecnologia alla base dei Bitcoin e delle altre criptovalute

Il mondo delle criptovalute è sempre più al centro dell’attenzione delle persone che si occupano di investimenti, finanza e tecnologia. Si tratta di un modo nuovo di intendere i soldi, un’evoluzione della moneta elettronica con la particolarità di non essere vincolata a nessun istituto bancario, ente, governo, ma di avere una struttura che potenzialmente ne impedisce qualsiasi forma di controllo o manipolazione.

Chi avrà già letto qualcosa su Bitcoin e altre criptovalute (qui è disponibile una guida completa alla criptovalute) si sarà certamente imbattuto in termini nuovi e di non facile comprensibilità. Blockchain è un termine che è ricorrente per tutte le criptovalute attualmente disponibili, vediamo brevemente di cosa si tratta e quali sono i suoi principi di funzionamento.

La Blockchain

La Blockchain è sostanzialmente la tecnologia su cui si basa il funzionamento delle criptovalute e delle loro transazioni. Si tratta di una versione moderna dell’antico libro mastro, un database su cui sono scritti, in forma cifrata, tutte le transazioni riguardanti le nuove monete digitali, cioè le criptovalute. Si tratta in pratica di un sistema di scrittura e aggiornamento dati strutturato a blocchi e crittografato. La più importante novità rispetto ad altri tipi di database riguarda la struttura aperta e la condivisione in una rete a nodi sfruttando la tecnologia peer to peer. In questo modo, tutte le informazioni sono decentrate, cioè non risiedono su un server o su un gruppo di server ma sono contemporaneamente condivise su tutti i computer connessi alla rete. È proprio l’adesione alla rete dei computer di tutti gli utenti che garantisce l‘inviolabilità dei dati scritti nel database dato che per riuscire a modificare le informazioni in esso contenute bisognerebbe in pratica controllare nello stesso istante tutti i computer collegati alla rete in tutto il mondo, cioè milioni di elaboratori, e operare le modifiche del database in contemporanea. Uno scenario impossibile da realizzare anche se si avessero a disposizione i più potenti supercomputer esistenti messi insieme.

La Blokchain si rileva quindi estremamente sicura e inviolabile. Si tratta di una tecnologia che è alla base del Bitcoin, la criptovaluta più diffusa al momento. È stata teorizzata nel 2008 e sviluppata nel 2009 appunto come componente principale del Bitcoin ed ha poi mantenuto la sua struttura di base anche per altre criptovalute. Si tratta di un database evoluto che combina delle caratteristiche quali la condivisione e la natura pubblica dei dati. In questo modo tutti i partecipanti alla rete possono monitorare i dati delle transazioni, tuttavia i dati sensibili rimangono criptati e quindi tutti i movimenti finanziari che riguardano le criptovalute, transazioni e compravendite, rimangono assolutamente anonimi. La struttura di server distribuito attraverso la rete peer to peer prevede la gestione autonoma. La scrittura a blocchi aggiunge le informazioni di tutte le movimentazioni e le transazioni di valuta digitale, tanto che dal 2009 – anno della creazione del Bitcoin – al 2014 la blockchain ha raggiunto la dimensione di 20 gigabyte.

La rapida diffusione dei bitcoin e l’alta capitalizzazione che ha raggiunto negli ultimi tempi hanno fatto in modo che anche le altre criptovalute avessero successo tra gli investitori, tanto che si è arrivati ad una dimensione della blockchain all’inizio del 2017 pari a circa 100 gigabyte. Nel 2014, con la nascita di Ethereum, una rete dedicata alla criptovaluta Ether, è di fatto nata la Blockchain 2.0. Infatti, questa nuova rete, grazie all’implementazione degli smart contracts, ha reso necessario uno step evolutivo anche per la tecnologia di gestione dei database. È stato così sviluppato un linguaggio di programmazione per permettere agli utenti di scrivere e sottoscrivere smart contracts (dall’Inglese: contratti intelligenti), creando procedure automatizzate dove una determinata azione gestita dal sistema si concretizza solo al verificarsi di determinate condizioni a loro volta controllate e verificate elettronicamente dal sistema.

Blockchain e Smart Contracts

La seconda generazione di Blockchain, che accompagna la seconda generazione di criptovalute – principalmente Ether – va quindi oltre la gestione del database inerente le transazioni, permettendo così lo scambio di valute senza necessità di alcun intermediario o istituto finanziario tradizionale, né di altre forme di controllo che non siano quelle previste dalla struttura dei programmi e dei codici imglobati in Blockchain, in modo del tutto automatizzato. Attraverso gli smart contracts si aprono nuovi scenari soprattutto per le questioni riguardanti la proprietà intellettuale, i diritti d’autore, le royalities. Il protocollo della Blockchain attraverso gli smart contracts può per esempio controllare se l’utente ha pagato la rata prevista dal contratto per l’acquisto di un’autovettura, piuttosto che una lavatrice o un altro tipo apparecchio o di servizio, rendendo possibile il controllo delle funzioni dello strumento o del bene oggetto del contratto, ad esempio impedendo il funzionamento dell’autovettura piuttosto che della lavatrice in caso di mancato pagamento della rata ripristinandone le funzioni solo una volta pagata la rata prevista dal contratto. Anche la copia di contenuti digitali protetti ottiene così nuove garanzie, laddove attraverso dei comandi gestiti interattivamente e automaticamente si possono bloccare contenuti copiati illegalmente grazie a dei codici criptati di sicurezza inclusi negli smart contracts e che possono andare oltre le barriere territoriali classiche operando esclusivamente su dispositivi connessi a internet.

Prende così corpo la next generation non solo di valute e contratti digitali ma anche riguardo al modo di gestire i servizi e i dispositivi controllabili in rete da remoto. Dal pagamento delle bollette e delle tasse al funzionamento degli elettrodomestici e delle forniture nelle abitazioni del futuro, la blockchain assume l’importanza fondamentale di strumento di controllo automatizzato per quanto riguarda il pagamento di servizi e forniture, essendo queste funzioni già incluse e previste negli smart contracts. Il tutto avviene in tempo reale essendo la frequenza di aggiornamento delle informazioni del database garantita dalla struttura della rete e dalla potenza di calcolo derivante dalla somma delle potenze di calcolo messe a disposizione da tutti i computer connessi alla rete. Infatti, questa è un’altra caratteristica delle reti più recenti, di cui Ethereum è la più conosciuta e tra quelle più in auge, tanto che si prevede che nel giro di uno o due anni sarà quest’ultima criptovaluta la più diffusa a livello mondiale, scalzando Bitcoin dalla posizione di attuale leader del mercato.

La sicurezza della Blokchain

Grazie alla decentralizzazione e alla struttura a nodi, la blockchain elimina del tutto i problemi derivanti da attacchi informatici che affliggono per esempio i server di banche, governi e enti di difesa nazionali, rendendo nella pratica impossibili attacchi e violazioni dei dati. Mediante l’uso della crittografia a chiave pubblica e alla incorruttibilità dei dati dovuta al contemporaneo immagazzinamento delle informazioni su tutti gli elaboratori connessi alla rete. L’utilizzo della chiave pubblica crittografata funziona come un indirizzo sulla blockchain e l’invio automatico di token registrati su quello specifico indirizzo sulla rete funzionano come una sorta di password dinamica per abilitare il singolo utente alle operazioni sulla rete.

È qui che si evidenzia il punto di forza della Blockchain come tecnologia di controllo, laddove a differenza dei server tradizionalmente usati per l’immagazzinamento dei dati in modo centralizzato, dove le informazioni sono manipolabili sia dall’esterno che dall’interno di chi ne detiene il controllo, con la Blockchain è invece prevista la partecipazione di tutti gli utenti coinvolti e connessi alla rete con la contemporanea condivisione dei dati che aggiunge trasparenza e possibilità di consultazione dei dati (e dei codici sorgente) in qualsiasi momento da parte di qualsiasi utente appartenente alla rete di competenza della Blockchain, con l’inclusione di firme elettroniche generate dal sistema ad ogni operazione effettuata e quindi registrata.

Non più quindi soltanto un semplice database di transazioni attraverso la catena di blocchi condivisi tra gli utenti, ma un sistema che si sta sviluppando di pari passo con le più recenti criptovalute. Gli utenti che intendono gestire le valute digitali ed effettuare delle operazioni devono scaricare un portafoglio virtuale, noto come wallet, che svolge la funzione contenitore delle criptovalute e insieme al portafoglio è previsto il download della Blockchain. Esistono anche dei wallet su cloud anche se possono presentare dei fattori di rischio (ad esempio la chiusura del sito che li ospita) che comporta la perdita del contenuto del proprio portafoglio digitale senza possibilità alcuna di recupero. La funzione di base del Blockchain quindi è quella di registrare tutte le movimentazioni in criptovalute che ogni utente fa e tenerne traccia in modo immutabile nel file di database condiviso e accessibile a tutti gli utenti.


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