Bankitalia: i dati dell’ultimo Rapporto di Stabilità Finanziaria

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E’ stato recentemente diffuso il Rapporto sulla Stabilità Finanziaria di Bankitalia. Il primo dato che salta all’occhio è quello legato al referendum costituzionale del 4 dicembre, rispetto al quale l’Istituto lancia l’allarme, segnalando un forte aumento della volatilità del mercato italiano.

Sul punto il premier Renzi si dichiara tranquillo in quanto lo considera un fatto naturale, e sottolinea l’assioma esistente tra andamento del Pil e dello spread, rispetto alla riforme politiche e legislative.

La situazione in Europa

Le osservazioni di Bankitalia si inseriscono in un contesto che rileva un forte differenziale, tra la volatilità implicita del mercato italiano e quella dell’Eurozona. Secondo la Banca d’Italia sono ancora elevati i rischi legati alla crescita mondiale. In Europa le tensioni restano limitate grazie alle politiche della Banca Centrale Europea. Dopo le elezioni americane i rendimenti delle obbligazioni sono aumentati i tutte le economie avanzate, e lo spread dei titoli pubblici italiani è salito.

La situazione delle banche italiane

Per quanto riguarda la situazione della banche nel nostro paese, Bankitalia osserva la prosecuzione del miglioramento già registrato della qualità del credito. Calano i flussi di crediti deteriorati (scesi al 2,6% dei crediti totali rispetto al 3,3% di fine 2015) e le consistenze nette, (passate al 10,4% contro il 10,9% di fine 2015). Le politiche degli istituti di credito restano prudenti, limitando i prestiti alle famiglie e alle imprese solo se rispettose di determinati parametri di misurazione del rischio.

Ciò non toglie che esistono dei problemi. Secondo il rapporto l’indice generale della borsa italiana, continua a subire la debolezza del settore delle banche, per il quale le valutazioni sulla redditività si mantengono sfavorevoli. Secondo l’Istituto le nostre banche sono esposte a eventi complessi e delicati sia di origine interna che internazionale, con delle inevitabili conseguenze sui mercati di capitali e sulla crescita economica.

Per la Banca d’Italia sono fonte di incertezza alcuni importanti interventi normativi di portata internazionale che stanno per giungere a completamento. Tra questi desta pensiero la riforma sui requisiti prudenziali (Basilea 3), l’introduzione di quelli necessari per assorbire le perdite in caso di risoluzione e l’entrata in vigore nel 2018 del nuovo standard contabile sulla valutazione degli strumenti finanziari. Rispetto a queste riforme via Nazionale avvisa che non basta tener conto dei benefici sul lungo periodo, bisogna considerare anche i costi nel breve termine.

In tutto ciò non va dimenticato che la reddititià delle nostre banche nei primi sei mesi del 2016 si è dimezzata rispetto allo stesso periodo dello scorso anno scendendo al 2,5%.

L’accenno a Montepaschi

Non manca nel rapporto di Bankitalia un accenno alla situazione di Montepaschi. Sul punto viene criticato il nuovo piano, per i rischi della fase attuativa dovuti alla volatilità che recentemente ha caratterizzato i mercati azionari. Peraltro da via Nazionale si segnala come il risultato di Montepaschi in materia di CET1 ratio emerso negli ultimi stress test “dipende in larga misura da alcune assunzioni metodologiche adottate nell’esercizio, che mal si adatta a un intermediario per il quale è in corso una profonda ristrutturazione”.

La situazione patrimoniale delle famiglia e del mercato immobiliare

Si mantiene solida la situazione patrimoniale delle famiglie grazie al basso indebitamento. Secondo la banca d’Italia “la crescita del reddito disponibile (2,6% su base annua nel primo semestre) e i bassi tassi di interesse contribuiscono alla sostenibilità del debito”. A fronte dell’incertezza circa l’evoluzione della situazione attuale, c’è una maggiore propensione al risparmio e all’investimento in attività liquide. I titoli di stato e le obbligazioni bancarie sono sostituiti da quote di fondi comuni e polizze assicurative che offrono maggiori garanzie sui rendimenti minimi.

Si segnala il segno positivo nel settore immobiliare. Le compravendite continuano ad aumentare fermando la discesa dei prezzi degli ultimi tempi. il dato che influisce in positivo sulla vulnerabilità delle banche.

 


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