legge bilancio 2017

Legge Bilancio 2017: pronta per essere votata in Camera

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Il Decreto Legge Bilancio 2017 è pronto per essere votato dalla Camera dei Deputati. Lo scorso 24 ottobre è entrato in vigore con la pubblicazione su Gazzetta Ufficiale, ma continua ad essere rivista e modificata a seguito dei continui esami da parte del Parlamento. Analizziamo qual’è la situazione attuale dopo gli ultimi emendamenti approvati dalle Commissioni Bilancio e Finanza e in attesa della richiesta di fiducia da parte del Governo.

Equitalia va in pensione

Tra le novità più chiacchierate c’è l’eliminazione di Equitalia con la necessità di regolamentare tutti gli annessi e connessi. Equitalia cessa di esistere dal 1° luglio 2017. Le sue competenze e il suo personale passano all’Agenzia delle Entrate Riscossione un ente pubblico controllato dal Mef.

Per il personale che attualmente lavora a Equitalia non è necessaria una procedura di selezione come si era inizialmente pensato, basta una procedura di ricognizione per stabilire dove essere collocati. Con un nuovo articolo sono state prorogate al 30 settembre 2017 le deleghe dirigenziali. Prorogata al 30 giugno 2017 la possibilità degli Enti locali di avvalersi di Equitalia agente della riscossione.

Rottamazione cartelle Equitalia

Anche la procedura di rottamazione delle cartelle ha subito importanti mutamenti. Con gli ultimi emendamenti si è estesa la possibilità di ottenere la rottamazione anche alle cartelle iscritte a ruolo nel 2016. Inoltre finalmente è stato ampliato fino a 5, il numero di rate in cui è possibile dilazionare il pagamento. Modificato anche il termine di presentazione della domanda, non più il 23 gennaio ma il 31 marzo 2017. Se volete conoscere ulteriori dettagli della nuovo condono Equitalia, potete consultare il nostro articolo rottamazione cartelle.

Studi di settore e semplificazione fiscale

Sono stati aboliti gli studi di settore sostituiti dagli indici sintetici di affidabilità fiscale che mirano a premiare i contribuenti più affidabili. Ci sono poi una serie di novità che mirano alla semplificazione fiscale.

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E’ stato spostato dal 28 febbraio al 31 marzo il termine per presentare la Certificazione unica dei sostituti d’imposta.

Si introduce un periodo di moratoria estiva alla trasmissione di documenti e informazioni da parte dei contribuenti per tutto il mese di agosto fino al 4 settembre.

Si posticipa dal 16 al 30 giungo il tax day per versare il saldo Irpef e Irap. La fine del mese diventa il giorno di riferimento per versare Ires e Irap.

Ritorna il modello F24 cartaceo che si può riutilizzare per le operazioni non superiori ai 1000 euro per i contribuenti non titolari di partita Iva.

Introdotto il rinnovo automatico della cedolare secca in caso di rinnovo di affitto.

Eliminate le tasse sulle spese di viaggio e trasporto per i piccoli imprenditori.

Pacchetto Banche

Niente da fare invece per il cosiddetto “Pacchetto banche” con misure sui contributi degli istituti al Fondo di risoluzione stralciato dalla manovra e l’innalzamento della soglia per la trasformazione delle banche popolari in Spa. Nonostante l’accordo parlamentare, il governo ha fatto fatto saltare l’intero pacchetto.

Spesometro

Dal 1° gennaio 2017 viene abolita la comunicazione dell’elenco dei clienti e fornitori. Tuttavia ci sono due novità. Si tratta di due comunicazioni trimestrali una delle fatture emesse e ricevute, e l’altra dei dati sulle liquidazioni periodiche dell’Iva.

Viene introdotto il credito d’imposta da 100 euro per volumi d’affari sotto 50mila euro per l’adeguamento tecnologico. Il credito d’imposta riguarda anche coloro che scelgono la fatturazione elettronica tra privati.

Sono state ridotte le multe per le violazioni sulle comunicazioni: 2 euro per fattura (che sono ridotti a 1 se l’errore viene corretto entro 15 giorni), con un massimo di 1.000 euro a trimestre,. Per l’Iva, le multe fanno dai 500 ai 2.000 euro nel caso di omessa o infedele comunicazione.

Regime dei minimi

Introdotta un’interessante novità anche per coloro che superino le soglie del regime. Oltre all’alternativa di uscire dal regime, è possibile chiedere di pagare un’imposta sostitutiva del 27 %.

 


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