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Basilea 2: il nuovo regolamento bancario

Basilea 2: nuovo regolamento bancarioBasilea 2: nuovo regolamento bancarioDi cosa si tratta? E’ conosciuto come il nuovo regolamento per le banche, ma andiamo ad analizzarlo per comprendere meglio cos’è e come incide sul sistema bancario.

Le origini
Il Comitato Basilea viene istituito nel 1974 dai governatori delle Banche Centrali dei dieci Paesi più industrializzati: Belgio, Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Lussemburgo, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti (G10). Esso ha sede a Basilea, per l’appunto, ed opera all’interno della Banca dei Regolamenti Internazionali (BRI), l’organizzazione internazionale il cui scopo è di garantire la stabilità monetaria e finanziaria, sostenendo la collaborazione tra le banche centrali e le altre agenzie equivalenti.
Basilea 1 – il primo accordo tra i Paesi del G10 – è stato avviato nel 1988 e successivamente è stato modificato fino a raggiungere il nuovo regolamento bancario denominato ‘Basilea 2’.
Cosa proponeva Basilea 1? In sintesi: rispetto ad ogni somma prestata, la banca doveva accantonare una somma pari all’8% del capitale prestato; si trattava di un capitale di vigilanza accantonato che però non teneva conto del possibile rischio di insolvenza. Da qui l’esigenza di una modificazione dell’accordo, ovvero la nascita dell’accordo “Basilea 2”.

Basilea 2
Il nuovo accordo ha lo scopo di rendere più efficace il controllo dei rischi legati allo svolgimento dell’attività bancaria, considerando in particolar modo la rischiosità dei crediti concessi alle imprese. Quindi, per garantire maggiore efficienza del sistema bancario, vengono valutate le diverse capacità di restituire il prestito differenziando gli accantonamenti patrimoniali a seconda del maggiore o minore rischio. Attualmente è in fase di definizione il nuovo accordo Basilea 3 di cui sono già stati messi a punto i contenuti principali. Entrerà in vigore gradualmente a partire dal 2013.

Contenuti e disposizioni
In base ai recenti criteri stabiliti da Basilea 2, le banche hanno il compito di classificare la propria clientela attraverso un RATING che rileverà il merito creditizio, ossia il grado di solvibilità. Le nostre imprese, ad esempio, si presentano quasi sempre indebitate e, quindi nella maggior parte dei casi, ad esse verranno attribuiti rating particolarmente bassi.

Per evitare ciò, un’azienda dovrà far emergere la positività della propria situazione finanziaria cosicché la banca sarà più propensa a finanziarla: raggiungendo questa situazione, la banca riesce ad ottenere maggiori risparmi rispetto al caso di finanziamento ad imprese con più alto livello di rischio.

Le imprese, per riuscire ad ottenere una valutazione attendibile del proprio rischio, hanno l’obbligo di definire il proprio rating utilizzando le stesse metodologie e le stesse procedure informatiche imposte alle banche da Basilea 2. Da ricordare che minore è il rischio legato al finanziamento, maggiori sono le somme che la banca erogherà alle imprese. Alle luce di tale prospettiva come si deve comportare un’impresa?

Le imprese dovranno inviare, periodicamente e in modo sistematico, agli istituti di credito i dati economici, patrimoniali e finanziarie e tutte le informazioni prospettiche necessarie per l’analisi della redditività aziendale. Naturalmente i dati trasmessi dovranno presentare la caratteristica della precisione, altrimenti proprio sui dati inesatti verranno calcolati falsi indici di rating con la conseguenza di ottenere un valore di rating sbagliato.

Tre fattori centrali
L’accordo di Basilea 2 si articola su tre pilastri fondamentali:
1. REQUISITI MINIMI DI CAPITALE: sono calcolati valutando sia il rischio operativo sia il rischio di mercato. Questo è il “pilastro” che interessa maggiormente le PMI poiché stabilisce che per il calcolo dei requisiti minimi patrimoniali si possano utilizzare differenti metodologie di calcolo del rischio assunto.
2. CONTROLLI DELLE BANCHE CENTRALI: viene esercitato con poteri di vigilanza più ampi rispetto al passato
3. DISCIPLINA DEL MERCATO E DELLA TRASPERENZA: si ottiene facendo ricorso a regole di trasparenza richiesta alle banche sui livelli e sulla gestione del rischio.
Il secondo e il terzo pilastro sono di particolare interesse per il settore bancario e per gli operatori finanziari, mentre il primo assume una rilevanza indiscutibile per il soggetto a cui si deve concedere il finanziamento (imprese).

Concludendo, Basilea 2 si pone come obiettivo di assicurare una certa stabilità al sistema bancario, stabilità in funzione del sistema economico che attualmente ha continua necessità di capitali per investire in ricerca e sviluppo.

 


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