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Conto Base: la nuova normativa del conto corrente gratis (o quasi)

Con un nuovo decreto del Consiglio dei Ministri tutte le banche saranno obbligate ad offrire un conto base ai propri clienti. In realtà questo strumento, già esiste ma si conosce poco. Si spera che queste norme facciano chiarezza, agevolando le classi più svantaggiate.

Tra le caratteristiche principali di questo conto vi sono:

  • il canone dovrà essere omnicomprensivo;
  • dovrà prevedere un numero di operazioni totali comprese nel costo;
  • ad esso dovrà essere collegato anche un bancomat;
  • il canone dovrà essere ragionevole;
  • per alcune categorie di soggetti, come i pensionati con reddito inferiore ai 18 mila euro e coloro che hanno un Isee non superiore agli 8 mila euro, sarà completamente gratuito.

Così è stato stabilito dal decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, in attuazione della direttiva 2014/52/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 luglio 2014.

La novità in parte era già stata anticipata da una convenzione del 2011, firmata da Ministero dell’Economia, Bankitalia, Abi e Poste.

Conto base: operazioni comprese e operazioni escluse

Il nuovo conto base non potrà essere usato per operazioni di gestione del risparmio. Si potrà usare per operazioni semplici quali ricevere dei bonifici o fare dei pagamenti. Nel decreto sono stati fissati i criteri di trasparenza e le caratteristiche, del conto che ha come finalità principale ridurre i costi, specie per i meno abbienti e tutelare maggiormente il risparmiatore.

Al termine della seduta a Palazzo Chigi del Consiglio dei Ministri, con comunicato stampa, sono state svelate le caratteristiche salienti del conto basic.

Tra queste spicca l’estensione della normativa, a tutti coloro che soggiornano regolarmente in un paese dell’Unione Europea. Si comprendono quindi anche gli immigrati muniti di regolare permesso di soggiorno, senza discrimanazioni di nazionalità e luogo di residenza.

Dall’altro lato tutte le banche sono ugualmente obbligate a predisporre questo tipo di conto. In maniera chiara e semplice sono tenute ad indicare il numero predefinito di operazioni che possono essere annualmente compiute, a fronte di un canone che copra tutto. Il decreto utilizza l’espressione “ammontare ragionevole” nel determinare l’ammontare del costo del conto.

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Nella versione del decreto approvato, sono state fatte proprie alcune indicazioni delle commissioni parlamentari, specificando che al conto deve essere obbligatoriamente collegata una carta di debito, ovvero il bancomat.

Categorie per le quali il conto base è gratuito

Come anticipato per alcune categorie il conto base sarà gratuito. Sul punto si attende un decreto del Ministero dell’Economia a seguito del parere della Banca d’Italia, in cui verranno fissati i criteri per individuare le fasce di consumatori socialmente svantaggiate.

In realtà i criteri già ci sono. Sono contenuti nella convenzione prima citata.

Secondo quanto attualmente previsto il fisco non applica bolli e gli istituti garantiscono un costo zero per i consumatori che hanno un Isee valido inferiore agli 8 mila euro, e per coloro che ricevono una pensione il cui importo annuo lordo non supera i 18 mila euro.

Se si chiedono servizi non compresi o si fanno più operazioni di quelle previste, anche per queste categorie il conto base diventa a pagamento.

Al fine di garantire una maggiore trasparenza, è necessario che le banche consentano di effettuare delle comparazioni tramite sito web del conto base offerto. Inoltre periodicamente è necessario comunicare costi e spese sostenute, oltre le comunicazioni già vigenti relative all’estratto conto.

Allo stato dei fatti sono molti gli istututi che già prevendono nel proprio portafoglio un conto base dai costi limitati. Per esempio Unicredit offre un conto base a 24 euro all’anno, mentre Intesa San Paolo offre il medesimo conto a 20 euro. Si può dire che il conto base non è del tutto nuovo, tuttavia è poco conosciuto, e si spera che con questa nuova regolamentazione le categorie più svantaggiate possano facilmente usufuirne.

Si spera che così si possano superare le polemiche nate a seguito dell’introduzione del limite massimo nell’uso di contanti, con conseguente necessità di apertura di un conto corrente anche per operazioni, come l’accredito della pensione.

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