Convertendo: Cosa sono e Come Funzionano i Bond Covertibili

Convertendo è un titolo di credito emesso da una Società per Azioni in cambio di un prestito. È un titolo che – a leggerne le descrizioni generali – mescola le caratteristiche delle obbligazioni e delle azioni. Dovrebbe comprendere tutti i vantaggi dei titoli ai quali si ispira, in effetti ne contiene tutti i rischi.

Per meglio capire confrontiamo con i convertendo i titoli sopra citati tenendo presente che i confini tra loro non sono così definiti: per sapere esattamente quale credito si ha in mano bisogna leggere con la massima attenzione quello che è scritto sul prospetto informativo che obbligatoriamente deve essere consegnato prima della sottoscrizione (prima non all’atto della sottoscrizione: non vergognatevi di prendervi tutto il tempo necessario per leggere e soprattutto capire, e assolutamente non sottoscrivete se tutto non vi è più che chiaro)

Differenze tra i Convertendo e le Obbligazioni

Non è esattamente una obbligazione – benché venga spesso confuso con questa tipologia di titoli – perchè l’obbligazione viene emessa sempre a copertura di un prestito e prevede la restituzione del suo valore nominale ad una scadenza predeterminata. Il suo rendimento è dato dal tasso di interesse che viene pagato per tutta la durata del prestito e che può essere fisso o variabile sulla base di un paniere predeterminato (le varianti sono infinite e possono addirittura arrivare a stravolgere il significato della parola obbligazione).

Il rischio è legato all’andamento della Società che lo ha emesso: se quest’ultima va bene e gode della fiducia degli investitoori e degli operatori del mercato può essere ceduto anche prima della scadenza generando un guadagno talvolta superiore al previsto. Nel caso opposto l’investitore per liberarsene prima della scadenza deve convincersi a sacrificare una parte del capitale utilizzato. Normalmente le obbligazioni semplici sono reputate un investimento di minimo rischio perché normalmente vengono offerte da Aziende sane in previsione di migliorare la situazione patrimoniale o per procedere a investimenti per il proprio sviluppo; vengono sempre (in una percentuale vicina al 99,9%) pagate alla scadenza (qualche volta anche in anticipo), generalmente vengono garantite dall’operatore che le presenta al mercato del risparmio. Il che rappresenta una ulteriore garanzia.

Differenze tra Convertendo e le Azioni

Il convertendo non è un’azione ma diventerà un’azione, trascorso il tempo prestabilito. All’inizio è un’obbligazione che non prevede la restituzione del capitale ma la sua trasformazione in azione della società. Con il termine azione si intende il titolo che rappresenta la proprietà di una quota di capitale di una determinata società. Fino alla scadenza è un’obbligazione.

Anche qui il suo rendimento è legato al tasso di interesse che si è stabilito e che viene pagato a intervalli prestabiliti (generalmente ogni sei o dodici mesi). È – più delle obbligazioni – legato all’andamento del titolo. Ha quindi un rischio superiore all’obbligazione, ma potrebbe avere anche una resa superiore. I calcoli di convenienza vengono fatti all’atto dell’emissione avendo come parametro principale la quotazione del titolo a quella data.

I periodi di durata del prestito però sono generalmente non inferiori a tre anni. È evidente che in tre o più anni possono variare molte cose, soprattutto le quotazioni di un titolo Convertendo che può fare oscillazioni anche vertiginose. Un convertendo non ha la stessa facilità di negoziazione di un’azione, ma esiste un mercato secondario sul quale si può trattare e si possono realizzare delle buone plusvalenze.

Bisogna però avere le giuste competenze, saper cogliere le occasioni, non farsi illudere dalle sirene di ulteriori rialzi. Bisogna anche essere pronti ad accettare valori di realizzo quando il trend diventa negativo. Per questo il convertendo viene giudicato un titolo più rischioso delle obbligazioni (forse anche delle stesse azioni che hanno un mercato più facile e più liquido). Soprattutto dovrebbero essere riservati ad un pubblico con le giuste competenze finanziarie.

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Casi recenti di Bond Convertendo

Vediamo cosa è successo con tre Società Italiane: FCA, Telecom Italia e BPM.

Nel 2012 FCA (Fiat) lanciò un’offerta di convertendo da 2,5 miliardi di dollari con scadenza 2016, contemporaneamente a un’offerta di 87 milioni di azioni ordinarie, del valore nominale 0,01 euro ad azione con l’impegno della Exor (la finanziaria di controllo della famiglia Agnelli) a sottoscrivere la sua quota per non diluirne la percentuale. Le banche incaricate del collocamento (il Gotha della Finanza) a loro volta si impegnavano a sottoscrivere 13 milioni di azioni. La scadenza dei convertendo era stata fissata al 2016. Il valore di apertura del titolo il giorno della doppia offerta era a 10,85 euro. Il premio (la resa) ipotizzata al momento dell’emissione era stata valuto attorno al 20% da operatori terzi del settore. Alla scadenza il valore delle azioni FCA era pari a 8,5342 dollari; (per tutto il 2016 il cambio euro/dollaro ha oscillato mediamente tra 1,05 e 1,10 a favore del dollaro): quindi possiamo indicare la quotazione in euro a 8,13. Chi ha avuto la forza e la pazienza di resistere ha poi visto il titolo FCA salire fino agli attuali 15,50 euro.

A fine del 2016 si è chiusa un’analoga operazione di Telecom Italia (nel frattempo entrata nell’orbita della francese Vivendi), che aveva offerto a partire dal 2013 i suoi titoli convertendo, con l’intenzione di diminuire l’entità del debito.

Questa volta il prezzo di conversione – basato sulla media delle quotazioni di un periodo predeterminato – è stato fissato a 0,7634 euro, a metà della forchetta che partiva da un minimo di 0,6801 per arrivare a un massimo di 0,8331 euro, rispettando quindi quelle che erano le aspettative dei risparmiatori. L’azienda ha ottenuto quanto si aspettava dall’operazione, i suoi investitori non ne sono rimasti delusi. Da ultimo l’azionista di maggioranza Vivendi ha dato un segnale di fiducia al mercato comperando le azioni che – come aveva promesso in fase di offerta – si era impegnata a sottoscrivere, operazione che ha fatto salire la quotazione, premiando di conseguenza gli azionisti.

Di segno invece totalmente negativo l’operazione che ha coinvolto BPM (Banca Popolare Milanese) con l’emissione di un prestito obbligazionario Convertendo datato 2009 – 2012 che da subito è apparso come totalmente sbilanciato (eufemismo) e che è stato distribuito sulla base di una fiducia giustificata dalla storia passata della Banca Poplare (Cooperativa) ma che evidentemente era mal riposta.

Il tutto è finito nelle aule dei tribunali, ha dato origine ad una serie di maldestri tentativi di conciliazione senza esito e alla fine si è conclusa con l’avvio di una serie di procedimenti anche penali e una miriade di cause civili, la maggioranza delle quali probabilmente è ancora senza esito. E con una miriade di risparmiatori che hanno visto evaporare nel nulla le riserve accumulate dopo una vita di lavoro: grazie a chi godeva della sua fiducia.


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