economia australiana

Economia Australiana Nuovo Record. La Polonia una Rivelazione

Pensare che nel mondo esistano realtà in cui l’economia è in continua crescita, non avendo conosciuto per periodi molto lunghi, termini come “crisi” o “recessione”, può sembrare strano, per un italiano che combatte con la crisi ogni giorno. Eppure è il quadro dell’economia australiana, un paese sempre più spesso meta di connazionali in cerca di lavoro, vista la crescita costante che continua a registrare.

Economia australiana: batte l’Olanda per il record mondiale dell’economia in crescita da più tempo

L’Australia è un paese molto ricco, tra i più sviluppati a livello mondiale. Secondo la Banca Mondiale, è al vertice della classifica globale per libertà e facilità con cui si fa impresa.

Dal 1° aprile, la terra dei canguri, il paese che tutti conoscono le sconfinate praterie, le onde che permettono di fare serf, e mille altri luoghi comuni, registrerà un nuovo primato. Si tratta del record mondiale per l’economia in crescita da più tempo.

Attualmente il predetto record è detenuto dall’Olanda, che ha registrato un’economia in crescita per ben 103 trimesti, ovvero dal 1982 al 2008. La situazione è cambiata con la crisi americana, che si è diffusa in tutto il mondo interessando anche la terra olandese.

Presto a rubare questo record, sarà l’Australia con ben 104 trimestri di costante crescita economica, ovvero 26 anni.

C’è stato un momento in cui si è pensato che l’Australia non riuscisse a battere il record dell’Olanda. Nel terzo trimestre del 2016, il Pil è sceso dello 0,5% rispetto al trimestre precedente. In realtà ciò non basta per parlare di recessione, le regole impongono due trimestri consecutivi in calo per pensare ad una vera crisi.

Per fortuna i nuovi dati, pubblicati a fine novembre, hanno fatto emergere un’economia in ripresa, con un Pil al +1,1% rispetto al trimestre precedente, a al +2,4% su base annua.

Ma qual è il segreto dell’economia australiana? I dati appena pubblicati fanno emergere ottime notizie in materia di esportazione con una crescita del 9,1% rispetto al trimestre precedente.

Ti può interessare anche:  Cittadinanza italiana: ecco come si acquista

Tuttavia non è questo il settore trainante. L’Australia è ricca di materie prime, sono queste che fanno la sua ricchezza. Per intenderci, basti pensare che il commercio del carbone è cresciuto del 15% mentre quello del ferro del 40%.

Se anche si dovesse verificare una nuova contrazione del Pil, il record adesso è salvo. Infatti non ci sarebbe recessione, visto che come spiegato, è necessario che si registrino due cali del Pil, in due trimestri consecutivi.

Già a metà dell’anno 2016, l’Australia era riuscita a realizzare un record. E’ infatti il paese la cui economia ha registrato la più lunga serie di trimestri, senza contrazioni del Pil. Ovvero un totole di 102 trimestri di fila, contro i 93 del Giappone (1975-1993) e 87 dell’Olanda (1981-2003).

La rivelazione dell’economia polacca

Resta da chiedersi e capire quale altra economia sia in grado di competere con questi risultati rilevati in Australia, potendo raggiungerla, e perchè no, anche batterla.

Pare che quatta quatta, sia propria la Polonia a crescere in maniera esponenziale. E se in Australia non si riuscisse a tenere a bada la recessione, è lei la candidata a calcare i record citati.

Infatti dal 1995, anno in cui gli osservatori internazionali, hanno iniziato a monitorare le economie dell’Europa dell’est, in Polonia non sono mai state riscontrate contrazioni del Pil.

Allo stato attuale delle cose, manca ancora un po’ di tempo affinchè la terra polacca riesca a raggiungere gli attuali risultati australiani. Più precisamente sono necessari una ventina di trimestri, ovvero 5 anni. Sempre che la stessa Australia, non prosegua con la sua ascesa.

Tra le economie che riescono a raggiungere risultati considerevoli non si può non citare gli USA che dal 1991 al 2008 ovvero per 17 anni sono riusciti ad evitare la recessione. Il dato non va sottovalutato considerando che ormai sono sette anni che l’America è uscita dalla recessione, salvo qualche trimestre in rosso.

 


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *