fondi chiusi

Fondi Chiusi: utili per investire

Fondi chiusiFondi Chiusi: utili per investire

Dedichiamoci ad un’altra tipologia di strumento di investimento, i fondi chiusi. Per imparare a conoscerli a capire quanto facciano al caso nostro, studiamone insieme le caratteristiche.

Cosa sono
Iniziare con una definizione è il primo doveroso passo per procedere verso la comprensione della categoria dei fondi chiusi: specifichiamo, quindi, come si tratti di una sorta di “comunione” di beni la cui proprietà è suddivisa tra più investitori in quote di partecipazione che possono essere ripartite equamente. Inoltre, caratteristica fondamentale è quella secondo cui le quote di partecipazione e il numero di partecipanti è pre-stabilito al momento della sua costituzione per cui ogni investitore non deve far altro che sottoscriverne una.

All’opposto ci sono i fondi aperti
I fondi chiusi sono sensibilmente differenti dai fondi aperti dove gli investitori possono uscire ed entrare in qualsiasi momento. Il fondo chiuso, infatti, mentre vincolano il sottoscrivente fino a quando le scadenze predeterminate gli permettono di uscirvi. Nella scelta tra fondo chiuso o aperto, quindi, è utile preventivamente ragionare sul proprio interesse e convenienza ad attendere l’obbligatoria scadenza predeterminata del primo.

A chi sono adatti
La scelta dei fondi chiusi implica, sostanzialmente, un investimento di lungo periodo a causa dell’inevitabile attesa delle date di scadenza per la suddivisione degli utili. Sono, quindi, consigliati a chi può destinarvi tranquillamente i propri risparmi per periodi anche di diversi anni.

Le tipologie
Due sono le tipologie di fondi chiusi tra cui è possibile orientarsi. Si tratta dei fondi immobiliari, dedicati ad investimenti unicamente in beni immobili (case, terreni, ecc..) di cui viene prevalentemente trattata la compra-vendita ad esclusione delle attività di costruzione.
Quindi ci sono i fondi mobiliari che offrono diverse possibilità di investimento (in società in fase di start-up, in progetti di business in fase di partenza o già in essere, finanziamenti societari, ecc..) ma per un massimo dell’80% e un minimo del 20% del capitale, mentre può essere investito in titoli di Stato per un massimo del 20%.

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