Imposta di registro prima casa: che cos’è, a quanto ammonta e come si calcola

Prima di acquistare una casa sono diverse le cose sulle quali bisogna riflettere e le domande che occorre farsi, soprattutto quando a porsele sono giovani coppie o uomini e donne che stanno valutando l’idea di acquistare la loro prima casa. L’atto di compravendita, detto anche rogito, va redatto per iscritto da un notaio nella forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata e poi trascritto nei registri immobiliari. Nel caso dell’acquisto della prima casa vengono previste una serie di agevolazioni fiscali e una di queste riguarda proprio l’imposta di registro. Prima di vedere a quanto ammonta e come si calcola cerchiamo di capire cos’è.

Cos’è l’imposta di registro

L’imposta di registro è un’imposta indiretta che grava su tutti i trasferimenti di ricchezza, di conseguenza il trasferimento della proprietà di un bene da un soggetto ad un altro richiede il versamento dell’imposta di registro. Nel pagamento dell’imposta di registro un ruolo di primaria importanza riveste il notaio il quale risulta, per gli atti da lui redatti e registrati, il responsabile d’imposta. Quindi, nel caso di un rogito riguardate la compravendita di un immobile la parte dovrà pagare la somma relativa all’imposta di registro al notaio e sarà quest’ultimo poi a versarla all’Agenzia delle Entrate.

A quanto ammonta l’imposta di registro

L’imposta di registro viene calcolata sulla base del valore catastale dell’immobile e occorre fare una differenza a seconda che la prima casa venga acquistata da un privato oppure direttamente dall’azienda costruttrice. Sull’acquisto della prima casa è previsto il bonus prima casa che prevede un’aliquota ridotta da applicare al valore catastale dell’immobile per la determinazione dell’imposta di registro dovuta all’Agenzia delle Entrate. Nel caso in cui la prima casa venga acquistata da un privato, o da un’impresa non soggetta al pagamento dell’Iva, l’imposta di registro sarà pari al 2% del valore catastale dell’immobile che viene calcolato moltiplicando la rendita catastale per un coefficiente fisso che è pari a 115,5 per la prima casa e di 126 per la seconda. Se invece la prima casa viene acquistata da un’impresa edile soggetta a Iva dovrà essere versata l’Iva pari al 4% sul valore dell’immobile mentre l’imposta di registro è prevista nella misura fissa di 200 euro a fronte dei precedenti 168 euro.

Questo bonus prima casa è previsto però solo nel caso in cui l’immobile non rientri nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9 ossia abitazioni di lusso, ville e immobili di particolare valore storico e artistico.

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Come calcolare l’imposta di registro

Per capire nel dettaglio come occorre calcolare l’imposta di registro dovuta facciamo due esempi.

Esempio. Tizio acquista il suo primo immobile da Caio per un valore pari a 200.000 euro con una rendita catastale pari a 2.000 euro. Per determinare il valore catastale sul quale verrà calcolata l’imposta di registro occorre moltiplicare i 2.000 euro (rendita catastale) X il coefficiente fisso di 115,5.
2.000X115,5=231.000
Una volta ottenuto il valore catastale sarà possibile calcolare il 2% per determinare la somma da versare a titolo d’imposta di registro che nel caso di specie sarà di 4.620 euro (231.000X2:100=4.620).

Un’agevolazione fiscale di non poco conto se si prende in considerazione il fatto che la percentuale applicata agli acquisti d’immobili diversi dalla prima casa è invece pari al 9%. Per capire la differenza prendiamo in considerazione l’esempio precedente e ipotizziamo che Tizio acquisti da Caio lo stesso immobile del valore di 200.000 euro da destinare a seconda casa. Per determinare il valore catastale sul quale calcolare l’imposta di registro occorre moltiplicare 2.000 euro (rendita catastale) X il coefficiente fisso di 126 e si otterrà un valore catastale pari a 252.000. Sul valore catastale occorre poi applicare la percentuale del 9% e determinare così l’imposta di registro che in questo caso sarà pari a 22.680.
252.000X9:100 = 22.680

Come ottenere le agevolazioni fiscali prima casa

Per ottenere il bonus prima casa e quindi pagare un’imposta di registro pari al 2% del valore catastale dell’immobile occorre soddisfare il requisito della residenza, ossia bisogna avere la residenza nel Comune all’interno del quale si trova l’abitazione acquistata e destinata a prima casa. Se l’acquirente ha la propria residenza in un altro Comune può comunque usufruire del bonus prima casa impegnandosi però a trasferire la residenza entro 18 mesi che cominciano a decorrere dal giorno di registrazione dell’atto di acquisto. In caso di mancato trasferimento della residenza l’acquirente sarà chiamato a versare la differenza della somma dovuta oltre agli interessi e alle sanzioni.

Solo in alcuni casi il soggetto pur in mancanza della residenza nel Comune in cui è locato l’immobile può beneficiare del bonus prima casa e cioè:
– quando l’immobile si trova nel luogo in cui l’acquirente esercita la propria attività lavorativa o di studio;
– quando l’immobile si trova all’interno del territorio italiano ed è stato acquistato da un cittadino italiano residente all’estero;
– quando l’immobile è locato nel luogo in cui ha sede il datore di lavoro dell’acquirente e quest’ultimo si trova, per motivi lavorativi, temporaneamente all’estero.


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