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Libretti al portatore: dal 4 luglio 2017 addio

Vita breve per i libretti al portatore, uno degli strumenti più utilizzati dai risparmiatori italiani. Secondo le ultime disposizioni messe in atto dal Governo, dovranno definitivamente sparire entro la fine del 2018. Cerchiamo di capire cosa sta per accadere e quali sono le date da ricordare.

I libretti al portatore bancari e postali sono uno degli strumenti più frequentemente utilizzati dagli italiani per mettere qualche soldino da parte. In particolare erano molto comodi per consentire a genitori e nonni di regalare un piccolo gruzzoletto a figli e nipoti, da rimpinguare ogni volta che si poteva.

Peccato che non essendo nominativi, i libretti al portatore sono stati facilmente presi di mira da evasori fiscali e riciclatori di denaro sporco.

Per questi motivi con riunione del 24 maggio scorso, il Governo ha recepito una direttiva europea in materia di anti riciclaggio.

Il testo della direttiva recepita è stato pubblicato su Gazzetta Ufficiale il 20 giugno, ed entrerà in vigore il 4 luglio.

La notizia interessa un numero consistente di risparmiatori. Per capire l’impatto del cambiamento basti pensare che nel bilancio al 31 dicembre 2016, le Poste hanno calcolato un ammontare di 119 miliardi versati sui libretti di risparmio (comprendo sia i nominativi che al portatore).

Il libretto di risparmio postale esiste dal 1875, nasce come uno strumento di risparmio ma nel tempo è diventata l’opzione preferita per parcheggiare il proprio denaro in attesa di utilizzarlo, considerando che il tasso nominale annuo lordo in vigore dal 2013 dello 0,01% è ben poca cosa.

Nulla in confronto a quello risalente al periodo compreso tra il 1934 e il 1970, del 2,52% (ma senza ritenuta alla fonte, mentre ora è del 26% sui teorici interessi). Mentre tra gli anni Settanta e Novanta, si sono raggiunti picchi dell’8%.

La prima data da segnare è il 4 luglio. Da questo momento in poi banche e poste potranno rilasciare solo libretti nominativi a seguito di attente verifiche della clientela interessata.

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I libretti al portatore dovranno essere chiusi nei prossimi mesi, ma c’è ancora tempo per farlo.

I titolari di libretti al portatore, sui cui non è possibile avere una cifra maggiore a 1000 euro, avranno a disposizione 18 mesi in cui decidere tra tre opzioni ovvero:

  • chiudere il libretto e ritirare la somma contante;
  • chiedere la conversione del libretto al portatore in un libretto nominativo;
  • trasferire la somma di denaro su un conto corrente.

Il termine ultimo per decidere cosa farne del proprio libretto al portatore è il 31 dicembre 2018. I ritardatari potranno incorrere in una multa e saranno obbligati a ritirare la somma accumulata.

Attualmente è fino al 3 luglio 2017 i libretti al portatore potranno essere trasferiti ad altre persone, poi verrà meno questa possibilità. Il mancato rispetto di questa disposizione implica la possibilità di incorrere in una multa che va dai 259 a 500 euro.

Secondo quanto precisato dall’Abi (Associazione bancaria italiana, e dalle Poste, fino al 31 dicembre 2018, solo l’effettivo titolare del libretto, da individuarsi secondo quanto risulta dagli archivi anagrafici potrà effettuare operazioni di prelievo e versamento.

Se durante questo periodo si verificasse il decesso del portarore originario, il libretto di risparmio entra a far parte delle massa ereditaria del defuntom se da lui personalmente custodito o se si trova presso terzi a suo nome (è il caso della cassetta di sicurezza). Quindi a poterli estinguere saranno gli eredi.

Il divieto è tassativo, con le nuove norme non si può aprire nessun conto o libretto in forma anonima o con un’intestazione fittizia.

L’attuazione della direttiva europea non altera le disposizioni sui limiti all’uso dei contanti. In particolare resta in vigore la norma contenuta nelle disposizione antiriciclaggio in base alla quale il limite all’utilizzo di contanti resta fissato a 3 mila euro. Al di sopra di questa cifra è necessario usare strumenti tracciabili, come carte di credito e bonifici.

 


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