Money transfer: cos’è? Come funziona? Meglio Western Union o Moneygram?

In un’epoca in cui la lingua inglese ha preso il sopravvento quasi su tutto, ipotizzare di usare una locuzione italiana per definire il trasferimento di denaro – e i servizi e le persone e tutto il circuito internazionale che vi si dedicano abitualmente – sembrava davvero brutto.
E infatti proprio per rispettare il carattere globale delle operazioni finalizzate a trasferire denaro, soprattutto all’estero, sono venuti prepotentemente alla ribalta i cd ‘money transfer‘ cioè quelle agenzie localizzate ampiamente anche sul territorio italiano che si propongono come alternative alle banche e permettono di inviare denaro in forme nettamente meno burocratizzate e più capillari – come diffusione dei punti di possibile invio – rispetto alle banche stesse.

I Money Transfer in Italia

Questo fenomeno muove nel nostro Paese oltre 6 miliardi di euro di euro ogni anno con operazioni che superano le decine e centinaia di migliaia coinvolgendo circa 35mila punti vendita sparsi su tutto il territorio nazionale. A fare la parte del leone in questo gigantesco business sono sostanzialmente due attori, cioè le statunitensi Western Union e la MoneyGram, che in Italia controllano qualcosa come 35 milioni di operazioni di invio all’anno – quasi sempre di rimesse di stranieri all’estero con denaro che esce dal territorio nazionale per non tornarvi più.
Molto spesso, in ogni caso, i money trasfer nazionali sono stati associati a trasferimenti di denaro poco limpido, soprattutto per casi di evasione fiscale, arrivando in alcuni casi a veder aperte inchieste con parecchi imputati (come avvenne a Prato per le numerosissime operazioni di alcuni membri della comunità locale cinese) ovviamente a carico dei mittenti e/o dei destinatari (trattandosi, quello offerto dai provider di credito, di un servizio ‘trasparente’ che questi stessi provider offrono in cambio di una commissione).

Il lato oscuro dei Money Transfer

È stato proprio per contrastare questo fenomeno che la Banca d’Italia ha alzato la guardia verso gli utenti più a rischio del money trasfer, con un rapporto semestrale pubblicato ad aprile 2018 dell’UIF-Unità di Informazione Finanziaria di via Nazionale che ha registrato nel solo 2017 un aumento a 5200 operazioni sospette (contro le 3700 dell’anno precedente).
Secondo diverse indagini giudiziarie, i money transfer riescono a esportare fuori dall’Italia un notevolissimo flusso di utili di aziende e imprese, con le agenzie alternative al bancario nazionale che agiscono come vere e proprie “banche ombra”. In alcuni casi i money transfer ripuliscono denaro che proviene da attività illecite come furti, gioco d’azzardo e prostituzione.

In cima alla classifica dei Paesi destinatari di trasferimenti sospetti si trovano Cina, Brasile o Repubblica Dominicana, ma anche i flussi delle maggiori comunità di immigrati in Italia verso i paesi d’origine come Romania, Marocco o Sri Lanka (tra l’altro in cima alla classifica dei destinatari delle rimesse legali). Grandi timori infine arrivano dalla possibilità che questo strumento di canalizzazione extra-bancaria possano arrivare ad essere un metodo di finanziamento del terrorismo e dei foreign fighter, in un fenomeno globale – quello del money transfer – che si prevede, per il 2018, larrivi a rimesse globali verso i paesi in via di sviluppo di ben 650 miliardi totali.

Come funzionano i Money Transfer

Come accennato, tipicamente i servizi di money transfer vengono usati dall’Italia verso l’estero: il nostro Paese risulta leggermente sotto l’uso di questo strumento rispetto a Paesi come Francia e Spagna, anche se la presenza di stranieri tende a cambiare con facilità le statistiche di utilizzo del servizio. Per inviare denaro con uno dei money transfer più famosi in Italia è sufficiente recarsi in un’agenzia e presentare un documento di identità valido, comunicando all’addetto di sportello l’importo, i dati anagrafici e il paese del destinatario del nostro invio. Oltre a questa operazione è necessario versare l’importo da inviare aggiungendo le commissioni che vengono stabilite in base all’ammontare del denaro, che verrà accettato (praticamente) solo in contanti.
L’operatore di sportello effettuerà così l’operazione online e in pochi minuti sarà in grado di rilasciare un MTCN (cioè un Money Transfer Control Number, ovvero un codice identificativo internazionale) stampato su carta, dove verranno indicati gli estremi del pagamento effettuato. A quel punto il beneficiario dell’operazione avrà il denaro disponibile nel paese di destinazione, dove potrà recarsi in un’agenzia del medesimo circuito per incassare il denaro, in contanti e nella valuta prescelta, previa presentazione di un documento di identificazione.
Il beneficiario non pagherà per questo invio nulla, visto che il servizio money transfer viene tipicamente pagato dal mittente (salvo diversa pattuizione, ma questi rari casi prevedono che il costo del ‘money transfer’ venga scalato dall’importo inviato). In ogni caso le commissioni sono proporzionali all’importo inviato, anche se ciascun circuito prevede un preciso ‘fee’ da lasciare a pagamento del servizio di invio del denaro.
Oltre a questa modalità, il money transfer può essere effettuato anche online tramite opportuni portali, che sono disponibili 24 ore su 24 e sette giorni su 7 (anche se tale servizio non viene offerto da tutti i provider di credito, a differenza invece di quanto avviene col versamento in contanti in un punto vendita fisico).
La legislazione italiana prevede la possibiltà di effettuare money transfer senza problemi fino a 1999€, visto che a partire da 2000€ in su è necessario compilare un modulo ‘di congruità’, cioè una dichiarazione che consenta agli organismi preposti ai controlli di verificare che il denaro inviato non provenga da attività illecite. In ogni caso il denaro da spedire deve quasi sempre essere consegnato in contanti, e in caso di problemi ci si deve rivolgere al servizio reclami delle rispettive compagnie fornendo l’opportuno MTCN, il codice di controllo internazionale ricevuto al momento del versamento. Oltre alle cautele dette, è importante ricordare che in caso di versamento e prelievo con due valute diverse potrebbero intercorrere eventuali spread applicati a rispettivi tassi di cambio.

Moneygram o Western Unioni: quale money transfer è migliore?

Come accennato, anche in Italia il money transfer è quasi esclusivo monopolio di due grandi companies americane, la Money Gram e la Western Union. Questa seconda è notevolmente più grande della prima, e la richiesta del ‘fee’ è legata ai Paesi di partenza e di destinazione del denaro e alla velocità di trasferimento richiesta (in genere questo fee si aggira intorno all 10%). Normalmente l’invio di una somma di 350 euro prevede che le commissioni verso Algeria o marocco non superassero i 13€, mentre un invio verso l’Argentina, ad esempio, costasse 17€.

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Western Union prevede sia operazioni online che presso i propri punti caratterizzati dal peculiare logo giallo: si tratta spesso di punti vendita che non si occupano solo di money transfer, ma magari anche di vendita di altri generi, visto che possono richiedere affiliazioni anche quanti non si occupino di credito in via esclusiva. Oltre a queste modalità è possibile usare una app – che controlla in tempo reale il movimento del denaro da versamento al prelievo da parte del beneficiario remoto – e una carta ricaricabile su cui depositare il denaro ricevuto e da cui effettuare prelievi.
Western Union è poi uno dei pochi provider che accettano anche bonifici o carte di credito, arrivando a consegnare il denaro sul cellulare del destinatario nel caso che questi abbia attivato un Mobile Wallet (cioè aperto una specie di conto corrente telefonico) presso uno degli operatori telefonici partner di WU in giro per il mondo.

Simile a quello di WU, il servizio di Money Gram permette di vedere l’elenco dei punti vendita vicini semplicemente inserendo un cap su un sito internet di facile reperibilità. Anche in questo caso il rilascio del codice MTCN (peraltro non obbligatorio in alcuni Paesi) consente di avere una tracciabilità assoluta e internazionale del nostro movimento di invio-denaro. Una delle caratteristiche di Moeny Gram è quella di poter spendere meno come costi di commissione attivando servizi come Ore 7TM, in virtù del quale il denaro viene reso disponibile por il ritiro solo il giorno lavorativo successivo all’invio (non prima delle 7 del mattino, ora locale)
Oltre a questi due colossi internazionali, anche Paypal consente di effettuare money transfer (modalità ‘invia denaro’), semplicemente convogliando il denaro verso l’indirizzo di posta elettronica del beneficiario da noi prescelto: PayPal prevede che il costo dell’operazione possa essere sostenuto sia dal mittente che dal destinatario, che si vedrà così scalare le commissioni (che sono più basse di quelle di altri provider) direttamente dalla somma accreditata.
Oltre a questi provider, ulteriori possibilità di trasferire denaro si hanno in Italia anche con la carta PostePay emessa da Poste italiane, con il mittente che non deve necessariamente possedere questa particolare ‘carta gialla’ e con il beneficiario che può usarla – a seguito di una ‘ricarica’ – come un bancomat o una normale carta di debito. In caso di ricariche PostePay però, oltre a fornire dati di carta e nome del destinatario, chi effettua le ricariche chiede codici fiscali di mittente e (in base al circuito che effettua la ricarica) del destinatario, con costi di 1 o 2 euro pagati dal mittente.

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