Montascale: tutte le detrazioni che puoi richiedere prima dell’acquisto

Installare un montascale o un servoscala presso la propria abitazione è un’esigenza che si presenta spesso nella vita quotidiana delle famiglie. L’aiuto che questi strumenti arrecano è fondamentale per tutte quelle persone che per diversi motivi, hanno una mobilità ridotta. Sono mezzi che aiutano sia gli anziani con ridotte capacità motorie, sia altre persone che per i motivi più vari, non riescono più ad affrontare una rampa di scale con serenità. La legge, proprio per venire incontro a queste esigenze, permette di godere di alcuni contributi relativi all’installazione dei montascale attraverso due strumenti: la Legge 104 e le detrazioni fiscali del 19% relative alle spese sanitarie e mezzi di ausilio.

La detrazione del 19% prevista dalla Legge 104

La Legge 104 del 1992 riconosce diritti e contribuzioni verso le persone portatrici di handicap. La stessa norma prevede che, in tema di ridotta mobilità a causa di disabilità, siano previste contribuzioni a carico dello Stato per le spese sostenute per l’acquisto di mezzi e apparecchi atti al sollevamento del disabile. In questo caso la detrazione ammonta al 19% delle spese sostenute. La detrazione può essere applicata all’intera somma spesa e non sono previste franchigie. Per ottenere il contributo è necessario che la disabilità sia certificata dalle commissioni mediche specifiche previste dalla normativa vigente. E’ possibile inoltre detrarre tali spese anche per i familiari. In questo caso è necessario che il disabile per le cui esigenze vengono realizzate le opere, sia fiscalmente a carico. Per essere fiscalmente a carico lo stesso non deve aver guadagnato, come reddito, più di 2840,51€ annui.

Eliminazione delle barriere architettoniche, detrazioni per il 50%

In questo caso la normativa di riferimento è un decreto del Presidente della Repubblica e precisamente n. 917 del 1986. Questo decreto eroga contribuzioni a carico dello Stato verso chi possiede un immobile e vi realizzi opere e lavori al fine di abbattere le barriere architettoniche. In questo caso il possesso dell’immobile vale a qualunque titolo e l’aiuto economico statale può essere richiesto anche da chi non ha disabilità. La norma infatti è volta a incoraggiare e favorire l’abbattimento delle barriere architettoniche. In tale contesto la detrazione delle spese arriva fino al 50% di quelle sostenute. Qui è previsto un limite massimo di spesa complessiva da cui poter detrarre il 50% dei costi che ammonta ad un totale di 96.000€ per ogni unità immobiliare.

Se l’intervento è quello in questione, non vanno inoltrate le pratiche relative alla scia edilizia e non occorre alcun permesso particolare. Le installazioni di opere volte alla facilitazione della deambulazione da parte di portatori di handicap infatti non mutano la destinazione degli immobili, nè alterano significativamente le funzionalità o le strutture degli spazi in questione. Se l’immobile viene venduto ma le rate di rimborso irpef ancora non si sono esaurite (ad esempio una vendita il 7 anno dall’inizio dei rimborsi e quindi 3 rate ancora rimanenti) queste saranno attribuite al nuovo proprietario, salvo patto contrario fra acquirente e venditore dell’immobile. Anche i condomini possono realizzare queste opere. In caso di approvazione da parte dell’assemblea condominiale per l’installazione di montascale, lo sforzo economico godrà anch’esso della detrazione del 50% da parte dello Stato (con rimborso annuale di una rata costante per 10 anni consecutivi). Le quote di spesa saranno divise secondo i millesimi di proprietà dei condomini e i rimborsi seguiranno la stessa logica. Sarà l’amministratore di condominio a realizzare i conti del caso per la corretta gestione delle risorse.

Procedure e documenti

Una volta deciso di intervenire realizzando un montascale nella propria abitazione, sia che si decida per la detrazione del 19% che per quella del 50% dovremo conservare tutti i documenti relativi all’opera e produrli agli uffici competenti per l’erogazione del contributo. Il pagamento dovrà essere tracciabile e quindi potrà avvenire, per esempio, tramite bollettino postale o bonifico bancario. Possono richiedere il contributo tutte le persone assoggettate a ritenute irpef. I rimborsi, nel caso del 50% vengono erogati in quote annuali costanti ed uguali per 10 anni consecutivi. In pratica nell’anno della spesa e nei successivi anni, la detrazione del 50% inciderà sulle tasse da pagare che quindi verranno ridotte come credito d’imposta. É possibile usufruire delle detrazioni anche se l’acquisto viene compiuto con finanziamento. In questo caso l’importante è che la società erogante il credito, paghi l’impresa allo stesso modo di come avrebbe fatto il singolo acquirente, di modo che, fatture alla mano, possano richiedersi all’Agenzia delle Entrate, le contribuzioni dovute. É consentito godere della detrazione anche per il familiare del beneficiario dell’opera purché le spese relative alle installazioni siano intestate al familiare pagante.

Iva agevolata, cumulo aliquote e L. 13(1989)

Va ricordato che per le opere in questione l’iva da applicarsi è ulteriormente vantaggiosa in luogo di quella ordinaria. Infatti, l’aliquota da applicare sarà del 4% invece che del 22%. Se si vuole utilizzare sia la detrazione del 19% che quella del 50% sarà possibile a patto che la detrazione del 19% venga calcolata dal soggetto pagante sul solo rimanente 50% non soggetto a detrazione ultrannuale. Un’ulteriore contributo economico per l’acquisto dei montascale proviene dalla Legge 13/1989 che prevede un aiuto verso quei disabili particolarmente gravi che abbiano bisogno di dette installazioni. In tutte le regioni italiani chi è disabile al 100% ha diritto di precedenza in merito alla richiesta, ma possono fare la stessa anche i disabili che, con certificazioni, possano dimostrare le loro necessità in ambito di deambulazione. La richiesta viene fatta all’ufficio comunale preposto che erogherà i contributi in base alle risorse disponibili. Fatto salva la precedenza per i disabili al 100%, i contributi verranno erogati in ordine cronologico in base alla richiesta. Tutte le pratiche inevase o che non hanno percepito il sussidio, rimarranno attive per gli anni successivi al fine di poter essere soddisfatte negli anni seguenti. Il contributo è concesso in tre scaglioni ed è cumulabile con altri sussidi. La domanda decade quando vengano meno le circostanze giustificative della richiesta.


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