Reddito di cittadinanza: cos’è, requisiti e ultime notizie

Dopo i numerosi proclami del nuovo Governo, guidato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, alcune misure economiche sembrano in dirittura di arrivo. Il reddito di cittadinanza, la flax tax e l’abolizione della Legge Fornero in materia pensionistica sono stati i cavalli di battaglia in campagna elettorale dei leader di governo Di Maio e Salvini e ora, almeno per quanto riguarda il sussidio per contrastare la povertà delle famiglie in difficili condizioni economiche, sembra tutto pronto per l’avvio della nuova misura. Allora vediamo più da vicino esattamente cos’è il reddito di cittadinanza, a chi spetta e le ultime indiscrezioni.

Reddito di cittadinanza: di cosa si tratta

Fortemente voluto dal Movimento 5 Stelle e punto chiave del contratto di governo firmato da Di Maio e Salvini, il reddito di cittadinanza è una misura contro la povertà. Uno strumento finanziario per sostenere le persone in difficoltà economiche, soggetti senza alcun reddito o così basso da non permettere un’esistenza dignitosa, oppure che hanno perso il lavoro. Una misura per assicurare ai cittadini in particolari condizioni e alle loro famiglie una certa dignità, in attesa di un pronto inserimento o rientro nel mondo del lavoro attraverso percorsi di qualificazione e riqualificazione professionale.

Un sussidio economico finalizzato a combattere la povertà, l’esclusione sociale, la diseguaglianza e il triste fenomeno del lavoro nero. Il reddito di cittadinanza assicura al soggetto beneficiario una somma di denaro calcolata in base all’indicatore di povertà stabilito dall’Unione Europea quantificato, al momento del disegno di legge presentato dal Movimento 5 Stelle (anno 2014), in 780 euro mensili. Dopo tante voci, dibattiti, conferme e smentite il reddito di cittadinanza proposto dal Movimento 5 Stelle sembra in dirittura di arrivo. Infatti, la misura contro la povertà potrebbe essere inserita già nella legge di bilancio 2019 come contributo da riconoscere ai soggetti con un reddito inferiore alla soglia di povertà prevista dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT). Dal prossimo anno, insieme al reddito di cittadinanza, è attesa anche la riforma dei Centri per l’Impiego, proprio per garantire ai beneficiari della misura contro la povertà le famose 3 proposte lavorative. La non accettazione delle proposte, senza una valida motivazione, costituirebbe l’immediata revoca del sussidio. Stiamo parlando di una misura economica sensibilmente diversa dal REI (reddito di inclusione), anche quest’ultimo uno strumento a sostegno delle famiglie più povere ma vincolata a requisiti più restrittivi. L’istanza per accedere al reddito di inclusione infatti, fino a maggio 2018, potevano presentarla solo i nuclei familiari con un figlio minorenne, un figlio diversamente abile, una donna in gravidanza oppure con una persona disoccupata di età superiore ai 55 anni.

Reddito di cittadinanza: requisiti di accesso

In base alle proposte avanzate dal Movimento 5 Stelle, il sussidio economico spetta alle persone maggiorenni e residenti nel nostro Paese. In questa logica, per evitare i rischi di incostituzionalità, si sta pensando al requisito della residenza da almeno dieci anni.

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Per il riconoscimento del beneficio sono assolutamente necessarie le condizioni seguenti:

-maggiore età;

-stato di disoccupazione o inoccupazione;

-reddito al di sotto del limite di povertà previsto dall’ISTAT;

-pensione inferiore al limite di povertà, in questi casi si parla non di reddito ma di pensione di cittadinanza;

-per i soggetti maggiorenni e fino al loro raggiungimento del 25esimo anno, ai fini dell’ottenimento del sussidio economico, è necessario il possesso di una qualifica o di un diploma professionale, di un diploma di scuola secondaria di II grado oppure della frequenza di un corso formativo per conseguire i predetti titoli di studio.

Una volta avuto accesso al reddito di cittadinanza, per il suo mantenimento i soggetti beneficiari sono tenuti all’iscrizione al Centro per l’Impiego, a riservare un numero di ore settimanali non inferiore a 8 ai lavori socialmente utili, alla frequenza di specifici corsi mirati alla qualificazione o alla riqualificazione professionale, alla comunicazione all’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) di qualunque cambiamento della situazione reddituale, all’accettazione di una delle 3 proposte lavorative e a non recedere da un contratto lavorativo senza un giustificato motivo.

Inoltre, secondo le indiscrezioni che continuano a trapelare in questi giorni, ai fruitori del reddito di cittadinanza spettano le somme seguenti:

-al soggetto da solo privo di reddito spetta un importo pari a euro 780 mensili;

-a un nucleo familiare composto da un solo genitore e un figlio minorenne spetta un importo mensile di 1.014 euro;

-a un nucleo familiare formato da due genitori e due figli minorenni spetta un importo mensile pari a 1.638 euro.

Reddito di cittadinanza: ultime notizie

Secondo le ultime notizie e le dichiarazioni di Di Maio di questi giorni, il nuovo Governo per favorire il veloce avvio del reddito di cittadinanza sarebbe disposto a superare i vincoli di bilancio. A questo punto tutto lascia pensare che il sussidio economico sarà introdotto a partire dall’anno prossimo con la nuova Manovra. A conferma sono arrivate notizie anche sui tempi, secondo cui l’entrata in vigore del reddito di cittadinanza è prevista per il prossimo mese di marzo. Una misura per contrastare la povertà pronta a partire il più presto possibile perché molto importante come pure la revisione della Legge Fornero e la flat tax, sempre secondo le parole di Di Maio. Ora in Italia dopo i proclami del Governo si attendono i fatti per capire il reale impatto delle nuove misure economiche sull’economia italiana.


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