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Scegliere le obbligazioni bancarie

Cosa sono le obbligazioni bancarie?

Prima di addentrarsi nel discorso sulla scelta della obbligazioni bancarie, è necessario capire di cosa si tratti, per affrontare il discorso successivo in maniera più consapevole. Le obbligazioni bancarie appartengono alla grande famiglia dei titoli di debito, ossia dei titoli che un ente emette quando è alla ricerca di un finanziamento: l’ente diventa il debitore e chi acquista, ossia il risparmiatore, è il creditore. Ovviamente, l’investimento da parte del risparmiatore ha una scadenza ben precisa, definita in sede di sottoscrizione, che deve essere rispettata dal debitore: in quel preciso momento il creditore deve rientrare in possesso dell’intero capitale investito, con l’aggiunta degli interessi maturati nel periodo durante il quale non poteva disporre del suo denaro, preventivamente stabiliti.

Nel caso specifico, quindi, il debitore altri non è che la banca che propone ai suoi risparmiatori di investire una parte dei risparmi in titoli per realizzare un aumento di capitale per l’istituto di credito, da restituire al termine della scadenza contrattuale: il conto corrente del risparmiatore, quindi, verrebbe ipoteticamente suddiviso in due parti distinte: da una parte il capitale disponibile e dall’altra il capitale immobilizzato in titoli che, seppure vincolato contrattualmente, può essere svincolato dal risparmiatore in caso di necessità. Cosa ottiene in cambio il risparmiatore? Un rendimento sulla base del tasso di interesse applicato dall’istituto bancario.

Scegliere le obbligazioni bancarie

Alla luce di quanto fin qui esposto, la scelta delle obbligazioni bancarie dev’essere fatta principalmente sulla base del rendimento, facendo però attenzione a individuare con esattezza i titoli redditizi da quelli pericolosi, che esistono e sono molto più numerosi di quanto non si possa credere. Quindi, se da un lato i tassi di interesse più elevati, per logica, promettono rendite maggiori, attenzione che non ci si trovi davanti a offerte civetta che hanno il solo scopo di catturare l’attenzione. Solitamente si è di fronte a questo tipo di titoli quando il valore del tasso di interesse promesso è sostanzialmente più elevato rispetto a quello proposto dalla concorrenza. Si tratta di titoli che, in apparenza, si mostrano molto favorevoli e sicuri ma che, in realtà, nascondono qualche sotterfugio che li rende piuttosto rischiosi. Il più delle volte, dietro ci sono società in grave crisi che hanno necessità di rimpinguare le proprie casse in maniera rapida e sicura, a discapito dei risparmiatori poco attenti che si sono fatti accecare dalla prospettiva di un rendimento superiore a quello del mercato.

Le obbligazioni bancarie, solitamente, presentano tassi di rendimento per lo più equivalenti, che possono differenziarsi al massimo per qualche centesimo di punto: è raro che, banche diverse, abbiano valori di rendimento molto differenti, a meno che non vengano effettuati dei rilasci di bond per un periodo limitato, per invogliare i risparmiatori a investire i propri risparmi in quei titoli. In quel caso, al banca può garantire per un certo periodo di tempo un rendimento superiore, ma è sempre meglio chiedere e farsi spiegare i prospetti informativi in modo tale da avere un quadro chiaro e preciso della situazione, per evitare di sottoscrivere titoli che in futuro potrebbero provocare qualche problema e qualche difficoltà. Solitamente i consulenti si mostrano disponibili a qualsiasi chiarimento, ma il risparmiatore deve farsi trovare preparato, deve porre le domande giuste in modo tale da ottenere le risposte che lo possano guidare a una scelta consapevole.

Gli oneri impliciti

Avere un quadro chiaro della situazione di emissione delle obbligazioni bancarie è di fondamentale importanza perché permette al risparmiatore di mettersi in guardia dai cosiddetti oneri impliciti, previsti dalla legge, che vengono applicati su qualsiasi transazione finanziaria e, quindi, anche sull’acquisto delle obbligazioni emesse dagli istituti di credito. Cosa significa? Il ragionamento da fare quando si decide quali obbligazioni bancarie sceglie deve pescare dalle nozioni matematiche più basilari: lordo, netto e tara. Ogni obbligazione ha un costo finito, che per convenzione poniamo sia 100: questo prezzo comprende anche gli oneri da versare alla banca che sta fornendo il servizio di vendita dell’obbligazione, il cui valore è dato dal prezzo finito meno gli oneri. Prezzo obbligazione = valore + oneri.

Il valore degli oneri impliciti, però, non è uguale in tutte le transazioni e per tutte le banche e, in alcuni casi, può arrivare a essere fino a 1/3 del prezzo di vendita: se riprendiamo l’esempio di prima, di un’obbligazione che viene venduta a 100, una parte corrispondente a 33 viene trattenuta dalla banca al termine del periodo di vincolo. Quindi, quando il risparmiatore rientra in possesso del suo capitale, non avrà l’intero valore del capitale immobilizzato più gli interessi maturati, ma una cifra che sarà il risultato della trattenuta degli oneri. Ovviamente, le trattenute del 30% sono un caso limite e, in Italia, la media è di circa il 9% su ogni titolo venduto.

Obbligazioni a rendimento anticipato

Questa è una tipologia di obbligazione particolarmente diffusa a cui, però, è necessario prestare la massima attenzione. In questo tipo di titoli di debito è possibile, come detto in precedenza, svincolare con anticipo i propri capitali rispetto al termine ultimo fissato alla sottoscrizione. Ma cosa comporta questo? Ovviamente, quando un risparmiatore sceglie di sottoscrivere un obbligazione che gli dà libertà di svincolare il suo capitale in anticipo, a di andare incontro a un rendimento inferiore rispetto ai titoli che, invece, lo obbligano a proseguire fino alla fine del contratto. Bisogna considerare quando è utile fare questa scelta, che d’altronde abbuona al risparmiatore solamente 6 mesi di sottoscrizione: vale la pena rinunciare a un’ampia fetta di rendimento?

Il rendimento delle obbligazioni bancarie

Uno degli aspetti che va tenuto in considerazione quando si valuta la sottoscrizione di un’ obbligazione bancaria, quindi, è il valore dei rendimenti: secondo quanto affermato in più riprese dagli analisti, infatti, le rendite delle obbligazioni bancarie sono tendenzialmente basse se confrontate con le rendite dei titoli di stato a cui, il più delle volte si avvicinano. Tra banca e risparmiatore, secondo una linea filosofica di principio, deve esserci un rapporto di estrema fiducia, un rapporto di correttezza reciproca e, per questo motivo, il pensiero logico porterebbe a pensare che le banche applicassero dei tal rialzo ma così non è, anzi, è esattamente il contrario, perché questo rapporto di intimità tra banca e cliente mette l’istituto di credito nella condizione di poter attuare dei valori di rendimento al ribasso.

Le valutazioni al momento della scelta

Tutti gli aspetti fin qui elencati devono essere tenuti in considerazione quando si decide di immobilizzare una parte del proprio capitale in titoli emessi da un istituto di credito. Ovviamente, è sempre bene investire in obbligazioni bancarie emesse da istituti che possono garantire una certa sicurezza, che hanno alle spalle gruppi di credito solidi che possano scongiurare, almeno nell’immediato il rischio di default che, comunque, anche se fortunatamente il rischio è basso, non è da sottovalutare.

Grazie agli strumenti di home banking, chiunque sottoscrive un pacchetto di obbligazioni bancarie può controllare continuamente l’andamento della situazione grazie a internet e agli strumenti di home banking, veri alleati dei risparmiatori. Nella scelta, quindi, come detto in precedenza, è bene farsi guidare dai consulenti ma è meglio arrivare all’appuntamento con le idee chiare, avendo acquisito un minimo di conoscenza in materia. Se si fanno scelte oculate e non ci si lascia attirare dalla prospettiva di un rendimento molto elevato, al di fuori delle logiche di mercato, allora è probabile che nel momento in cui si svincolano i capitali investiti nelle obbligazioni bancarie si avrà guadagnato un piccolo capitale, che può essere investito in altri titoli di debito. Le obbligazioni bancarie sono una necessità per gli istituti di credito e un’opportunità per i risparmiatori e, come tali, devono essere considerati e attentamente valutati.


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