Scuola Attiva: in cosa consiste? È ancora praticabile per i docenti?

Per “scuola attiva” si intende un approccio educativo nato alla fine del 1800, introdotto prevalentemente dal filosofo americano John Dewey. L’impatto di questo nuovo tipo di pedagogismo è stato molto forte, e ancora oggi influenza la scuola moderna. Il concetto principale che racchiude tutto il pensiero è una nuova interpretazione dell’educazione: insegnare non vuol dire costringere, ma stimolare l’apprendimento. Questo è possibile abbandonando il tipico concetto di lezione frontale, in cui l’educatore parla e l’allievo deve passivamente ingurgitare informazioni, o il mero approccio libresco. I bambini hanno una forte attività intellettuale e pratica e costringerli a seguire dogmi che non gli appartengono vuol dire, secondo la scuola nuova, spegnere la loro energia intellettuale. Educare significa formare l’allievo in modo da destargli interesse e curiosità, rendendolo attivo e partecipe in questo processo, oltre che stimolando la sua libera iniziativa. Questo è possibile strutturando la lezione con lavori manuali, ricerche libere, conversazioni attive, ma anche con giochi, filmati o qualsiasi altro metodo che riesca a stimolare la spontanea attività di apprendimento del bambino. La scuola attiva mira ad inserire l’allievo in un contesto non solo familiare, ma soprattutto sociale, nel rispetto dei suoi diritti e delle sue capacità.

I principi su cui si fonda la scuola attiva

Per analizzare nel dettaglio il concetto di “scuola attiva” è bene tenere presente i punti chiave su cui si fonda.

· Puerocentrismo: teoria pedagogica che mette il bambino al centro del percorso educativo e didattico, rispettando la sua persona e al contempo concedendogli la possibilità di “crescere” secondo la sua autonomia e libertà, oltre che la sua attività creativa. Questo vuol dire che l’allievo deve essere rispettato e concepito nella sua dimensione infantile e che l’educatore non deve estraniarlo da questa dimensione. Se prima con la scuola tradizionale l’insegnante aveva l’obiettivo di formare un adulto il prima possibile, oggi ci si deve concentrare sull’importanza dell’infanzia.

· Importanza della psicologia: le scoperte riguardanti l’apprendimento e lo sviluppo in campo psicologico hanno influenzato la pedagogia in maniera preponderante. La ricerca ha dimostrato che nell’età infantile, periodo principale di formazione per l’uomo, subire traumi vuol dire turbarsi indelebilmente per tutto il percorso di vita.

· Insegnante come guida: l’educatore non è il direttore nella crescita del bambino, ma un accompagnatore e una guida nel suo percorso di crescita. L’autoregolazione e la libertà di scelta sono due caratteristiche fondamentali, elementi da sostenere nel percorso di educazione.

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· Legame interessi/bisogni: l’insegnante deve riuscire a creare una corrispondenza tra ciò che deve trasmettere e ciò che il bambino desidera apprendere, ovvero creare un contesto educativo su misura degli interessi e bisogni dell’allievo.

· Legame insegnamento/vita: riuscire a trasmettere che l’insegnamento e la scuola non sono degli elementi esterni, ma anzi sono molto importanti nel percorso di vita.

· Intelligenza Operativa: l’esperienza pratica è un punto fondamentale, stimolare l’intelligenza degli allievi attraverso laboratori ed attività manuali migliora e facilita il processo di insegnamento.

Tecnologia e scuola attiva

Ma, al giorno d’oggi, come sta procedendo la scuola attiva? La tecnologia è un’alleata nel processo di attivismo pedagogico. La scuola in questo senso sta cercando di attrezzarsi al meglio e di sviluppare maggiori risorse educative digitali, molto apprezzate dai bambini. La LIM (Lavagna Interattiva Multimediale) che sostituisce la tradizionale lavagna con cancellini e gessetti, o l’utilizzo del tablet, stimolano l’apprendimento e la didattica digitale. Inoltre l’utilizzo di questi strumenti al posto dei tradizionali libri può costituire anche una fonte di risparmio non indifferente per le famiglie. Un altro strumento molto utile è il registro elettronico, molto più rapido del tradizionale registro cartaceo, permette di sprecare meno tempo nella burocrazia scolastica e di dedicarlo alle attività didattiche. Tuttavia, non tutte le scuole dispongono dei mezzi necessari per la didattica digitale. E i ragazzi, spesso già rapiti dallo schermo del loro smartphone, non si lasciano coinvolgere del tutto dalle nuove tecniche educative.

Docenti e scuola attiva oggi

Nonostante i progressi fatti a livello teorico e tecnologico, a livello pratico il pedagogismo attivo non è ancora il pilastro portante dell’educazione scolastica. I continui episodi di aggressione e insofferenza verso gli insegnanti che i bambini e i ragazzi dimostrano, svelano che ancora qualcosa non va nel sistema di educazione. Forse, agendo in maniera vera, riformando tutto il sistema scolastico, e non semplicemente introducendo leggi dalla riuscita improbabile, le speranze ci sarebbero. Gli insegnanti dovrebbero essere tutelati dall’ambiente scuola e fare lezione senza timori e preoccupazioni. Gli alunni dal canto loro dovrebbero ritrovare il rispetto e l’educazione civica nei confronti di chi gli offre l’opportunità di imparare e crescere ogni giorno.


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