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Trenitalia: dimezzati i rincari degli abbonamenti AV, al via i rimborsi

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Trenitalia ha deciso di dimezzare gli aumenti degli abbonamenti dell’Alta Velocità relativi al mese di febbraio, mentre da marzo saranno in vigore le tariffe ridotte. In sintesi con questa decisione il rincaro si aggira intorno al 10%. Dall’iniziale 35% in più, scende al 17%. Vediamo nello specifico cosa è accaduto e quali sono gli scenari per il futuro.

Trenitalia viene incontro alle esigenze dei pendolari e riduce gli aumenti degli abbonamenti

A seguito delle pesanti proteste causate dagli aumenti degli abbonamenti dell’Alta Velocità, Trenitalia fa un passo indietro, rendendo nota la misura, per ora transitoria, adottata da un tavolo tecnico costituito ad hoc. Si resta in attesa di soluzione definitiva entro giugno 2017. Sul punto Trenitalia ha fatto sapere che resta in attesa del contratto di servizio per alcuni collegamenti di Alta Velocità.

Questo è quanto emerge in una nota con la quale l’amministratore delegato delle Ferrovie Italiane, Renato Mazzoncini, ha espresso la sua volontà di venire incontro alle esigenze dei pendolari, durante l’audizione in Commissione Lavori Pubblici al Senato.

Nella nota si legge che i nuovi prezzi saranno in vigore da marzo per abbonamenti che si potranno acquistare da metà febbraio. Chi ha già acquistato l’abbonamento per il mese di febbraio può chiedere di essere rimborsato della differenza. Il provvedimento riduce al 10% l’aumento del costo dell’abbonamento dell’AV più richiesto, ovvero Lun-Ven senza limiti di orario. Per fare un esempio la tratta Roma-Napoli passa dai 356 euro (7 giorni su 7) di gennaio ai 391 della nuova versione (+10%) rispetto ai 427 euro previsti in un primo momento (+20%).

Sono stati ridotti dal 35 al 17,5%, gli aumenti del prezzo dell’abbonamento 7 giorni su 7 senza limiti di orario: sempre per la tratta Roma-Napoli si passa dai 356 euro (7 giorni su 7) di gennaio ai 418 della nuova versione (+17,5%) rispetto ai 481 euro previsti in un primo momento (+35%). Mentre è del 5% la riduzione del 7 giorni 9-17.

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Seppur la protesta ha riguardato in particolare il Piemonte e la Lombardia, c’è da ammettere che i rincari hanno interessato molte più tratte dell’AV.

Gli aumenti hanno riguardato tutte le tratte più importanti, oltre la Torino-Milano, c’è la Roma-Napoli, la Bologna-Firenze, la Firenze Roma, la Milano-Reggio Emilia, la Roma-Caserta, la Milano-Firenze. Anche se quelli più consistenti hanno inerito proprio la tratta più corposa con 1.700 abbonati e un aumento del 20% se si considera un abbonamento valido dal lunedì al venerdì, del 35% se invece si sceglie la formula valida per l’intera settimana.

Non dimentichiamoci che proprio la tratta più affollata, ha subito i rincari più onerosi quando già un anno e mezzo fa i prezzi erano stati ritoccati al rialzo.

Cosa accadrà dopo giugno: scenari possibili

Tuttavia queste misure restano transitorie e saranno in vigore fino a giugno. Dopo di che Ferrovie spera di trovare una nuova soluzione alla questione abbonamenti. Da quanto si legge nella nota, tra le idee al vaglio, c’è quella di inserire nel contratto di servizio, dei collegamenti Alta Velocità in orario pendolare. Contemporaneamente, spiega l’a.d. Mazzoncini in Commissione Parlamentare, si potranno valutare altri strumenti di welfare per i pendolari, anche tenendo in considerazione soluzioni adottate dai vicini paesi europei.

In Commissione al Senato Mazzoncini ha cercato di calmare le acque dopo la polemica dei rincari che aveva scatenato le proteste animate dei pendolari. Ha dichiarato di aver riflettuto sulla vicenda, cercando di mettersi nei panni di chi viaggia sottolineando il problema di venire incontro alle esigenze di una nuova categoria di clienti, ovvero il pendolare dell’alta velocità, attualmente pari all’1% del totale dei clienti Trenitalia.

Per questa fetta ancor limitata di clienti, tornare al trasporto regionale è fare un salto nel passato lontano anni luce, perchè l’Alta Velocità permette di conciliare al meglio lavoro e famiglia. Le esigenze di queste persone meritano di essere tutelate.


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