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Broker Assicurativo: cos’é e come sceglierlo

La traduzione italiana del termine broker è intermediario, quindi quando si parla di broker assicurativo si intende un intermediario che agisce nel campo delle assicurazioni. Si tratta dunque di una figura professionale che si assume il compito di mediare tra i propri clienti e le compagnie allo scopo di proporre una soluzione che soddisfi entrambi.

Sostanzialmente egli sonda il mercato alla ricerca delle polizze più convenienti e che garantiscano le coperture richieste dai clienti e quindi le propone per la sottoscrizione del contratto ma, naturalmente, la scelta finale spetta all’assicurando.

A ricoprire la figura del broker, nella quasi la totalità dei casi, è una società che raccoglie diversi professionisti e ciò fa sì che abbia molti contatti e, soprattutto, una certa forza contrattuale, per cui è in grado di spuntare condizioni più favorevoli dalle campagnie assicurative.

Rivolgersi a un broker diventa così un’operazione che si dimostra particolarmente conveniente per chi deve stipulare una o più polizze, rivolgendosi infatti a un agente monomandatario, per quanto si possa contrattare sulle condizioni di copertura e sui premi da pagare, si ricava solo una visione molto ristretta delle offerte del mercato assicurativo.

La figura professionale del broker è di nascita relativamente recente, almeno per quel che riguarda l’Italia. Negli anni Settanta si sono affacciati sul mercato del nostro paese i primi broker, prendendo esempio dai paesi anglosassoni, dove invece ricorrere a una intermediazione in campo assicurativo era già un’abitudine consolidata. Dapprima furono solo le aziende a rivolgersi agli intermediari assicurativi, la loro attività è andata poi espandendosi nel tempo e anche i privati hanno iniziato a richiedere i loro servizi. Al momento si calcola che circa il 3% delle polizze venga sottoscritto grazie all’intevento di un broker.

Si tratta però di una percentuale in crescita e che, nei prossimi anni, continuerà a elevarsi, visti i costi sempre crescenti dei premi, soprattutto di quelli per la RCA. Sono stati infatti gli automobilisti, esasperati da polizze dai costi proibitivi, a dare un impulso all’attività rivolgendosi ai broker per trovare contratti di assicurazione più convenienti.

Regolamentazione e norme

L’attività di questi mediatori regolamentata dal Nuovo Codice delle Assicurazioni redatto nel 2006 dall’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private), ora denominato IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) e prevede un vero e proprio codice comportamentale che è vincolante per poter esercitare la professione.

Sono diversi gli obblighi a cui deve sottostare un broker o una società di brokeraggio e innanzitutto figura l’obbligo della riservatezza nei confronti delle informazioni ricevute dai clienti. Vigono naturalmente le regole generali stabilite dal Codice Civile per quel che riguarda i contratti tra privati, ma questi professionisti sono tenuti anche all’obbligo di trasparenza, correttezza e diligenza, sia nei confronti dei clienti che in quelli delle compagnie assicurative. Per i broker non vi deve essere altro interesse da tutelare che non quello dei clienti e perciò devono provvedere a informarli adeguatamente su ogni aspetto delle polizze che sottopongono loro, ma soprattutto devono valutare attentamente le loro esigenze e cercare dei prodotti che siano in grado di soddisfarli pienamente.

Tra gli obblighi degli intermediari assicurativi figura anche l’iscrizione al RUI (Registro Unico elettronico degli Intermediari assicurativi). Per avere diritto all’inserimento nel registro è necessario che il broker o la società di brokeraggio: – abbia fissato la propria sede in Italia
– non deve mai essere stato oggetto di procedure fallimentari, di amministrazione straordinaria, liquidazione coatta o concordato preventivo
– non deve essere soggetta a divieti previsti dalla certificazione antimafia
– deve aver stipulato un contratto di assicurazione per responsabilità civile professionale che preveda la copertura per i danni causati ai clienti da negligenze, errori o infedeltà da parte dei dipendenti.

Nel caso di una società di brokeraggio l’iscrizione al RUI prevede anche che la responsabilità dell’attività di intermediazione venga assunta da una figura già iscritta al medesimo registro come mediatore assicurativo. Oltre a questi requisiti è necessario anche che i broker sostengano un apposito esame di ammissione al registro, esame che viene sostenuto presso l’IVASS, inoltre è necessario dimostrare di non aver mai subito condanne penali. E’ imprescindibile anche la loro indipendenza, perciò devono dimostrare di essere in possesso del requisito dell’autonomia, cioè devono dimostrare di non essere legati da alcun vincolo di dipendenza, e/o collaborazione con nessuna compagnia e non devono neppure sussistere dei rapporti privilegiati con nessuna asscurazione.

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Come avvicinarsi ai broker

Nel momento in cui ci si rivolge a un broker o a una società di brokeraggio assicurativo occorre esplicitare chiaramente cosa si desidera assicurare specificando chiaramente per quali rischi si desidera la copertura e in che misura. Ogni problematica deve essere esposta perché solo con una conoscenza perfetta della situazione del cliente il broker o la società di brokeraggio possono svolgere al meglio il loro lavoro valutando accuratamente i rischi.

Perché i broker inizi il suo lavoro è però necessario conferirgli il mandato di esplorare il mercato per ricercare le offerte delle diverse compagnie. E’ poi indubbio il vantaggio che se ne trae perché, oltre alla ricerca vera e propria, l’intermediario, che possiede sempre una certa forza contrattuale nei confronti delle compagnie, riesce a spuntare anche soluzioni personalizzate. Dopo aver sondato il mercato e aver proposto al cliente le soluzioni più convenienti e adatte a soddisfare le sue esigenze, il broker continua nella sua opera di intermediazione occupandosi anche del pagamento dei premi e offre anche un’assistenza post-vendita, fornendo consulenza e supporto nel caso si richiedano dei risarcimenti.

La figura di broker fin qui analizzata identifica un professionista o una società che soprattutto lavora per aziende di ogni dimensione, i privati invece solo in rari casi possono aver bisogno di rivolgersi a una figura di questo tipo, ma vi è un altro tipo di broker assicurativo che negli ultimi anni sta assumendo una rilevanza sempre maggiore ed è quella di quei professionisti che si occupano quasi esclusivamente dei contratti RCA.

Sono sempre più gli italiani che vanno alla ricerca di polizze meno costose per assicurare la loro auto, tra l’altro si tratta di un tipo di contratto obbligatorio per legge, per cui sono nate delle figure di broker che si occupano specificatamente di questo ramo.

Il ramo RCA

Per quel che riguarda i broker specializzati nel ramo RCA, va chiarito che alcuni provvedimenti legislativi, al fine di allargare la concorrenza tra le compagnie e quindi favorire i consumatori finali, impongono che l’intermediario proponga almeno tre polizze diverse di altrettante compagnie che non appartengano allo stesso gruppo. Tali broker non richiedono alcun compenso al cliente che si rivolge a loro perché vengono retribuiti dalle stesse compagnie con provvigioni che sono proporzionali ai premi pagati, le provvigioni devono però essere regolarmente denunciate.

Insomma, il broker è un professionista che svolge un’attività molto delicata e poiché ci si deve affidare alla sua esperienza e competenza è necessario assicurarsi che svolga il suo lavoro nel pieno rispetto delle regole e, soprattutto, nell’interesse del cliente. Ma come sapere che l’intermediario a cui ci si è affidati è degno di fiducia?

Innanzitutto è necessario consultare il RUI, il Registro degli intermediari assicurativi e riassicurativi, per verificare se è regolarmente iscritto. La consultazione può avvenire rivolgendosi all’IVASS e può essere fatta anche tramite il web seguendo le istruzioni del sito della stassa IVASS. Se poi, nonostante tutte le precauzioni, non si riesce a ottenere un risarcimento che spetterebbe in seguito a errore o dolo del broker, è bene sapere che esiste un fondo apposito, il Fondo di garanzia per l’attività dei mediatori, che liquida il danno subito.


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