In un momento difficile i contributi familiari provenienti dallo Stato costituiscono ancora di più un aiuto molto importante. Vi spieghiamo chi può ottenerli, a quali condizioni, con quali limitazioni.
Pochi, ma sempre utili
In una fase storica che vede ridursi sempre più la quota degli aiuti sociali offerti dallo Stato alle famiglie, i contributi familiari non sono esclusi da tagli e riduzioni che ne limitano un po’ la capacità “di aiuto”. Ma è sempre bene considerarli e cercare di ottenerli poiché costituiscono un diritto che noi consigliamo sempre, a determinate categorie di cittadini, di non dimenticarsi di usufruire.
Chi può richiedere i Contributi
I contributi familiari, ossia il cosiddetto assegno familiare, può essere richiesto da queste categorie di cittadini:
Pensionati da lavoro dipendente
Lavoratori parasubordinati (contratti atipici)
Soci di cooperative
Sono esclusi i lavoratori autonomi di ogni categoria.
I criteri reddituali
Naturalmente per poter ottenere i contributi familiari bisogna rientrare in determinati parametri reddituali. Per sapere se si hanno i requisiti, bisogna andare a verificare queste particolari voci di reddito:
Reddito Complessivo assoggettabile Irpef /deve derivare per almeno il 70% da lavoro o pensione)
Altri redditi se superiori alla somma di 1,032,91
Segnaliamo che la quota di reddito non rientrante in quello da lavoro dipendente o da pensione non deve essere superiore al 30” del reddito totale.
Presentare domanda
I contributi familiari devono essere richiesti mediante domanda da presentare all’Inps.
Per i lavoratori dipendenti la domanda viene inoltrata direttamente dai datori di Lavoro.
Mentre esistono altre categorie di lavoratori che devono presentare la domanda personalmente.
Si tratta di:
Colf e Badanti
Lavoratori del settore agricolo
Disoccupati
Il sito dell’Inps pubblica online il modulo da compilare e presentare ( modulo con codice Anf/Dip).
Disoccupazione
E’ davvero utile sapere che anche i lavoratori possono ottenere i contributi familiari relativamente a diverse situazioni. Le specifichiamo tutte:
Primi tre mesi di disoccupazione: è il datore che consegna l’assegno familiare. Per i mesi successivi è obbligatorio richiederlo all’Inps.
Sono conteggiate anche le festività, le ferie e i permessi
Sono conteggiati anche i periodi di “infortunio” e conseguente assenza dal lavoro
Periodi di malattia
Periodi di gravidanza, allattamento, malattia di un figlio
Periodo di congedo matrimoniale
Lavoratori Parasubordinati
Una voce a parte la dedichiamo a questa categoria di lavoratori non dipendenti che possono comunque godere dei contributi familiari. Intendiamo sia quelli iscritti alla gestione separata dei lavoratori autonomi, ossia i collaboratori a progetto e occasionali il cui 70% del reddito deriva dallo svolgimento di attività di collaborazione.

