Attivare un mutuo: guida alla scelta del tasso migliore

Acquistare una casa è un passo importante nella vita di un individuo. Le motivazioni possono essere differenti, come la realizzazione di un sogno, il voler creare una famiglia, oppure risparmiare i soldi da un affitto mensile. In ogni caso comprare un immobile implica un investimento economico importante nel quale spesso vengono inglobati tutti i risparmi di una. In gran parte dei casi non si ha la possibilità di effettuare l’acquisto in maniera diretta.

Probabilmente grazie alla vendita di un altro appartamento o al lavoro si è messo da parte una certa somma di denaro ma non sufficiente a raggiungere la cifra dell’abitazione che si è presa in considerazione. Attivare un mutuo può essere una scelta giusta al fine di raggiungere il proprio obiettivo. Valutare quale sia l’offerta migliore però non è sempre facile. Con la situazione d’instabilità economica che caratterizza questo periodo storico e la particolare situazione del nostro paese è molto importante valutare tutti i parametri che sono legati al mutuo e che influenzano il suo costo finale. Se viene fatta una scelta attenta si potrà non solo acquistare l’abitazione dei propri sogni, ma anche effettuare un valido investimento per il futuro potendo ottenere il miglior mutuo presente sul mercato. Ma cos’è esattamente un mutuo? Quale può essere la scelta del tasso migliore? Di seguito analizzeremo alcuni aspetti.

Che cos’è un mutuo: Le sue caratteristiche

Il mutuo è un prestito che viene effettuato da una banca o un finanziaria di una precisa somma di danaro. Da un lato avremo l’istituto che effettua il prestito e che prenderà il nome di mutuante. Dall’altro colui invece che riceve il mutuo e che diventerà debitore nei confronti della banca prende il nome di mutuatario. Quest’ultimo dovrà restituire l’importo ricevuto in una serie di rate in un periodo di tempo stabilito che va normalmente da un minimo du 10 a un massimo di 50 anni. Sul denaro che viene richiesto saranno applicati una serie di costi aggiuntivi e un tasso d’interesse.

Poter scegliere il miglior mutuo non è sempre cosa semplice. Infatti bisogna prendere in considerazione i singoli aspetti:

  • garanzie: al momento della sottoscrizione di un mutuo la banca chiederà delle garanzie oltre alla dimostrazione della vostra capacità di poter pagare mensilmente la rata richiesta. Per questo verrà accesa ipoteca sull’immobile per coprire il caso di mancato adempimento da parte del mutuatario. Inoltre si dovrà dimostrare la capacità di poter adempiere al pagamento della rata richiesta, per mezzo di dichiarazione dei redditi o meglio ancora di statino paga o eventuale pensione;
  • rata: si considera la quota mensile che deve essere restituita dal mutuatario e comprensiva dei costi del mutuo;
  • spread: è un costo che la banca aggiunge al tasso d’interesse stabilito al momento della sottoscrizione del mutuo. La banca infatti compra uno specifico prodotto, in questo caso del denaro, ad un prezzo ben preciso ed effettua il prestito al mutuatario aggiungendo quindi un suo profitto che prenderà il nome di spread;
  • TAEG: è il costo totale del mutuo comprensivo anche di spese accessorie perizie, istruttoria. Può influenzare il costo finale del finanziamento;
  • tassi d’interesse: e il tasso che viene applicato dalla banca al fine di prestare il denaro.

La scelta del tasso migliore: Come valutare quale tipologia di tasso è più vantaggioso

Tra i parametri che influenzano il costo finale di un mutuo è importante considerare la tipologia di tasso d’interesse che viene aggiunto allo spread e che determina la spesa aggiuntiva che si dovrà sostenere per aver ricevuto il denaro. La scelta anche in questo caso non è sempre facile.

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Infatti il tasso d’interesse può essere di diversa natura:

  • tasso fisso: con tale termine si considera un tasso che rimane costante per tutto la durata del tempo e viene stabilito al momento della sottoscrizione del contratto. Il tasso fisso implica quindi una rata che sarà costante nel tempo senza subire variazioni di nessun genere. Il tasso fisso viene determinato in base all’Euris che è il tasso di riferimento calcolato ogni giorno dalla European Bancking Federetion. Nel momento in cui si stabilisce di stipulare un mutuo con tasso fisso si avrà il vantaggio di non avere sorprese di un incremento del costo del finanziamento per tutto l’arco della sua durata e di conoscere in anticipo il costo reale complessivo del mutuo.
  • tasso variabile Euribor: il tasso è strettamente collegato all’andamento dell’indice Euribor. L’Euro Interbank Offered Rate viene aggiornato quotidianamente e corrisponde al tasso medio in base al quale vengono svolte le operazioni finanziarie tra le grandi banche nell’erurozona. Il tasso può subire oscillazioni. Per questo un mutuo a tasso variabile può essere in determinati periodi molto vantaggioso. Stipulare un mutuo a tasso variabile implica comunque una certa attenzione al mercato. La rata del mutuo non sarà fissa, ma varierà in base all’indice. Questo può determinare in alcuni momenti un abbassamento del costo del mutuo e quindi della rata oppure anche una variazione che non sia più tanto vantaggiosa. Il fattore tempo è fondamentale. Infatti bisogna essere attenti a individuare il momento adatto in cui si determina un tasso dell’indice più basso per sottoscrivere un mutuo;
  • tasso variabile con CAP: è una particolare tipologia di mutuo che prevede la sottoscrizione sempre di un tasso variabile ma entro un tetto massimo. In questo caso quindi viene specificato il massimo di variazione del tasso definito con il termine di CAP. Questa tipologia di tasso si avvicina molto a quello con tasso d’interesse variabile. Infatti in entrambi i casi si può avere una fluttuazione del tasso sia al rialzo che al ribasso. Inoltre l’indice di riferimento è lo stesso, ovvero Euribor. La differenza sostanziale sta nel fatto che nel nel mutuo che prevede il tasso CAP viene stabilito un tetto massimo che non può essere superato in caso di un variazione a rialzo degli interessi. Grazie a questo parametro si può in ogni caso avere dei vantaggi stabilendo però un valore massimo per tutelarsi in caso di possibili incrementi dell’inidice Euribor;
  • tasso variabile indicizzato al tasso BCE: è un mutuo che ha le caratteristiche di un tasso variabile. Anche in questo caso l’oscillazione al ribasso o al rialzo è direttamente proporzionale all’andamento di un indice. Nel caso in particolare non si da riferimento all’Euribor, ma al tasso ufficiale della BCE, ovvero della Banca Centrale Europea.
  • tasso misto: la tipologia di mutuo che viene sottoscritta permette di poter variare nel corso degli anni il tasso passando da uno fisso a variabile o viceversa. Normalmente la scelta può essere effettuata dal cliente ogni due, tre o cinque anni. I vantaggi di questa tipologia di mutuo sono quelli di poter sfruttare eventuali cambi dei tassi in base agli andamenti dell’indice, senza però rischiare di subire una cerata volatilità dei tassi per tutto l’arco del finanziamento. Ovviamente nel caso in cui si faccia la scelta di modificare il tasso da fisso a variabile per un certo numero di anni, si sarà soggetti alle variazioni degli indici di riferimento che potranno essere positive o negative influenzando in questa maniera la rata e il costo finale del mutuo.


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