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Calcolare la rata dei prestiti personali

Il prestito personale è un finanziamento concesso da una banca o da una qualsiasi società finanziaria che sarà rimborsato dal contraente attraverso i classici bollettini postali o con trattenute dirette sul conto corrente.

Per chiedere ed ottenere un prestito personale è indispensabile essere titolari di uno stipendio da lavoro dipendente o da lavoratore autonomo.

In linea di massima, e senza scendere nel dettaglio, si può dire che a determinare la concessione, nonchè il suo ammontare massimo sono la condizione reddituale del soggetto richiedente nonchè la sua esposizione creditizia complessiva. Se quindi, ciascun soggetto alla luce della sua situazione, può facilmente capire se la sua domanda sarà accolta o meno, più complicata è invece la procedura che porta al calcolo della rata del prestito personale.

E’ possibile calcolare la rata di un prestito personale prima di chiedere un finanziamento?

La domanda che ci poniamo adesso è come fa un soggetto che intende chiedere un prestito ad avere un’idea della rata che gli può essere messa in carico, ancor prima dell’istruttoria del prestito stesso. Iniziamo col dire che lo sviluppo di internet ha permesso la realizzazione di tecnologie che rendono possibile ciò che fino a pochi anni fa era complicatissimo se non addirittura impossibile. Per calcolare la rata non è infatti più necessario perdere la testa per seguire improbabili calcolo matematici armati di fogli, penna e calcolatrici. Oggi infatti quelle formule che si sarebbe costretti ad applicare a mano sono alla base dei tanti calcolatori on line, strumenti avanzatissimi che permettono appunto il calcolo della rata di un prestito.

Per sapere quanto si andrà a pagare on line,è necessario disporre di poche informazioni: la somma richiesta, il numero delle rate, il tipo delle rate e per finire il tasso di interesse applicato. Tali informazioni possono facilmente essere individuate.

La somma che si intende richiedere infatti deve essere una sorta di giusto equilibrio tra le esigenze del richiedente e le sue effettive possibilità (in altre parole un lavoratore atipico con contratto annuale e senza garanzie difficilmente potrà ottenere dalla banca somme consistenti), mentre il tasso di interesse lo si può leggere anche sul materiale pubblicitario di banche e finanziarie (per legge infatti gli operatori del credito sono obbligati nelle loro offerte al pubblico a indicare il tasso di interesse pubblicizzato. Una volta che si hanno tutte queste informazioni sarà sufficiente inserirle nel calcolare on line e con un semplice click ecco che il sistema darà come risultato la tanto cercata rata ipotizzata (link di esempio: (http://www.migliorprestito.net/calcolo_rata.asp)

I fattori che determinano l’ammontare della rata del prestito personale: il Tan e il Taeg

Pochè i calcolatori online non rendono minimamente l’idea delle complesse formule che sono alla base del calcolo della rata di un prestito personale, e poichè, come contropartita il calcolo a mano è impossibile, cerchiamo perlomeno di capire quali sono i fattori che determinano la consistenza di una rata.

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Prima di vedere quali sono i vari ingredienti della torta rata, introduciamo alcuni concetti tecnici. Chiamiamo netto ricavo del prestito la somma che il richiedente si metterà in tasca. Viceversa chiamiamo montante lordo, la somma che alla fine del periodo di rimborso, finirà dal conto del debitore a quello della banca. Il montante lordo altro non è che il numero di rate per l’importo di ciascuna rata. Ad esempio se un soggetto paga 100 euro al mese per 48 mesi, allora il suo montante lordo sarà di 4800 euro. Questo 4800 euro altro non che la somma tra la quota di capitale, vale a dire il netto ricavo del prestito personale stesso, e quota di interessi. Per calcolare la quota di interessi bisogna chiaramente fare riferimento al tasso di interesse.

Ci chiediamo però ora a quale tasso di interesse si deve fare riferimento visto che sui foglio pubblicitari e su quelli informativi della banca sono presenti due tipi di tasso di interesse, il Tan e il Taeg. Per rispondere a questa domanda partiamo dalle definizioni: il Tan è il tasso annuo nominale ossia il tasso di interesse puro della banca, mentre il Taeg (acronimo di tasso annuo effettivo globale) è vero costo del prestito poichè aggiunge alle tasso di interesse vero e proprio anche le spese di istruttoria pratica, le spese di incasso rata e, se sono previste dal contratto, le spese assicurative che coprono, in parte, il debitore dal rischio vita e dal rischio impiego. Il costo del finanziamento, ossia quella somma che va a determinare la quota di interessi si calcola sulla base del Taeg. Possiamo quindi dire che il rimborso di un prestito avviene restituendo prima la quota di capitale e poi quella di interessi? Assolutamente no e vedremo ora perchè.

I fattori che determinano l’ammontare della rata: il piano di ammortamento

Ciascuna rata è formata da una parte di quota di capitale e una parte di quota di interessi. Queste varie quote sono variabili.

All’inizio infatti la rata è formata da quasi soli interessi, mentre mano mano che si procede con il pagamento la quota di capitale aumenta sempre di più, fino ad arrivare alle ultime rate del prestito che sono invece quasi esclusivamente formate da solo capitale. Questo strano meccanismo di calcolo è il frutto dell’applicazione del cosiddetto piano di ammortamento alla francese, in base al quale, ogni mese, gli interessi vengono calcolati sull’esigua quota di prestito personale. In base a questo meccanismo è chiaro che tanto più lungo è il prestito tanto maggiore sarà il taeg e quindi il costo del finanziamento stesso.


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